FESTA DELL' EPIFANIA
Come si risponde agli inviti della grazia.
(Mt 2, 1-12).
Nella condotta dei Magi i quali, dietro l'invito di una stella si recano a Bethlem per adorare il nato re dei Giudei, noi abbiamo - si può dire - l'esempio più tipico di una fedele corrispondenza agli inviti della grazia divina.
Essi vedono in Oriente una stella: probabilmente un globo di luce prodigiosa che appariva e scompariva secondo il volere divino. E mentre i raggi di quella stella illuminavano gli occhi del corpo, i raggi di un'altra stella - la stella della grazia - illuminava gli occhi dell'anima, facendo loro comprendere che era nato il Messia, il Salvatore di tutti gli uomini, e che essi - come primizie dei Gentili - erano invitati ad adorarlo. La stella - dice Bossuet - è l'ispirazione nei cuori. Si trattava dunque - direbbe il Nicolas - di una stella intelligente, o meglio, di una intelligenza stellata. I Magi comprendono il significato della stella, sentono l'invito che essa loro rivolge, e lo seguono con prontezza, con generosità, con costanza: le tre doti di una piena corrispondenza agli inviti della grazia divina.
Corrispondenza pronta.
I Magi, innanzitutto seguono con mirabile prontezza, senza frapporre il minimo indugio, l'invito della grazia. Questa mirabile prontezza risalta dalle loro stesse parole: Vidimus stellam eius in Oriente, et venimus adorare Dominum »: Vedemmo e venimmo. « Vidimus et venimus». Non vi sembra di udire un'eco del celebre motto di Cesare: « Veni, vidi, vici»? Vidimus: è la grazia che illumina la loro mente e muove il loro cuore, et venimus: è la corrispondenza alla grazia!… Vidimus : è l'ispirazione divina, è la cognizione del volere divino: et venimus: è l'accettazione dell'ispirazione, è l'esecuzione del volere divino. Veder la stella e partire, ossia ricevere l'ispirazione e seguirla, fu per loro come una stessa cosa. Si può dire che in un medesimo istante, questi gentili, questi neofiti, passano dalla cognizione al desiderio, dal desiderio alla risoluzione, dalla risoluzione all'esecuzione, offrendoci così un mirabile esempio di prontezza agli inviti del cielo, di vera devozione la quale - come insegna l'Angelico - consiste nella prontezza con cui la volontà si dà a quelle cose che appartengono al servizio divino.
Corrispondenza generosa.
I Magi, inoltre, corrispondono con mirabile generosità, affrontando qualsiasi sacrifizio, all'invito della grazia divina. Per seguire infatti quell'invito quante cose non dovettero essi sacrificare!... Dovettero sacrificare il loro riposo, intraprendendo un lungo e faticoso viaggio, forse in una stagione poco propizia, Dovettero sacrificare i loro interessi. poichè si videro costretti a sospenderli per un tempo assai lungo. Dovettero sacrificare i loro affetti più cari: i parenti, gli amici, la patria.
Dovettero sacrificare la loro stessa riputazione, poichè erano riputati saggi; ma la loro repentina decisione, assai probabilmente, li fece passare per pazzi, illusi... Essi, in una parola, per seguire la stella di Gesù dovettero rinnegare completamente se stessi, ciò che erano e ciò che avevano, e abbracciare generosamente la croce.
Corrispondenza costante
Prontezza, generosità. Non basta. I Magi corrisposero anche con mirabile costanza all'invito divino, affrontando e travolgendo tutti gli ostacoli che incontrarono, Quanti ne incontrarono!... Avevano già fatto una buona parte del viaggio, erano giunti nella Giudea, ed ecco che tutto ad un tratto la stella scompare. Eccoli, quindi, soli, senza guida, in un paese straniero. Si sgomentano forse?... Pensano forse a ritornare indietro?... Tutt'altro! Essi coraggiosamente proseguono. Si dirigono infatti a Gerusalemme, capitale della Giudea, volano alla casa del Re Erode e domandano: « Dov'è nato il nuovo re dei Giudei? ». Notate le parole: non domandano se è nato: questo già lo sapevano; ma domandano: dove è nato?... Nessuno però ne sa nulla: Tutti, naturalmente, li reputano vittime di qualche illusione. Ma la loro franca domanda getta Erode in preda ad un turbamento profondo. Egli raduna il Sinedrio e domanda dove avrebbe dovuto nascere il Messia. Questi rispondono: a Bethlem. I Magi si mettono subito in moto. La loro costanza è premiata. Ecco infatti apparire nuovamente la stella che avevano visto in Oriente. Ed essi, ripieni di gaudio, seguono la guida celeste e giungono finalmente al luogo in cui si trovava l'oggetto dei loro desideri e delle loro ardenti ricerche. Lo adorano profondamente tra le braccia di Maria, e gli offrono in dono oro, incenso e mirra.
E noi?…
Quale grande e fondamentale lezione per noi dalla condotta di questi nostri padri nella fede e nostri rappresentantil... Assai spesso, infatti, la stella dell'ispirazione divina s'affaccia e risplende sull'orizzonte del l'anima nostra e a nome di Dio ci chiama, ci invita a darci completa. mente a Lui, nostro principio, nostro fine, nostro sommo Bene, nostro Tutto, Quante volte Iddio ci ha parlato e ci parla! Ci parla, come ai Magi, per mezzo degli avvenimenti naturali, di cui Egli ha in mano tutte le fila, e le muove a suo piacimento, pur rispettando il libero arbitrio dell'uomo: Ci parla per mezzo della morte dei nostri cari, invitandoci a pensare che la vita presente è un viaggio verso la patria, e quindi a staccarsi col cuore da tutto e da tutti per aderire a Lui solo.
Ci parla per mezzo delle delusioni che vengono ad abbattere le nostre aspirazioni, tante volte troppo basse ed indegne, allorchè la stella della lede ci mette quasi a contatto con la cruda realtà della vanità di tutto ciò che non è Dio.
Ci parla per mezzo dei rimorsi allorchè abbiamo conculcato i diritti della nostra coscienza; per mezzo di quella ineffabile pace ch'Egli diffonde nei cuori di coloro che si dânno a Lui senza riserva.
Ci parla per mezzo di coloro che lo rappresentano sopra la terra, facendoci conoscere ciò che Egli vuole da noi.
Ci parla per mezzo di quelle vive illustrazioni della mente e con quelle forti mozioni del cuore che ci spingono a distaccarci da tutto ciò che non è Dio... Anche noi, quindi, possiamo giustamente ripetere coi Magi: « Vidimus stellam eius » : abbiamo veduto la stella di Lui, ossia, abbiamo ricevuto - chi sa quante volte! - l'invito di Dio!... « Et venimus » : e siamo venuti, ossia, vi abbiamo corrisposto?… Quante volte Iddio potrebbe rivolgerci quel rimprovero: « Vocavi, et renuistis » : Vi ho chiamati e voi non avete corrisposto! Vi ho mostrata la stella dell'ispirazione, e voi non l'avete seguita!... Ed è facile immaginare con quali e quante disastrose conseguenze per noi, con quale lucro cessante, e con quale danno emergente... Poichè la stella, ossia l'ispirazione, la grazia ha il suo tempo. Quell'ispirazione, quella grazia, che il Signore ci concede oggi, ce la concederà forse domani?... V'è da temere e tremare!...
Dietro l'esempio dei Magi, corrispondiamo anche noi prontamente, generosamente, costantemente agli inviti della grazia divina! E anche noi, come i Magi, troveremo Gesù con Maria Madre sua. E con Gesù e con Maria troveremo ogni bene.
(P. Gabriele M. Roschini, Predicate il Vangelo, LICE Torino, 1943, pp. 177-179)