18. Era uso presso di Ebrei che la novella sposa continuasse ad abitare presso i suoi parenti e solo più tardi si celebrasse la festa nuziale e venisse introdotta con pompa nella casa dello sposo.
Mentre dimorava ancora nella casa paterna, lo sposo poteva liberamente trattare con essa, e per sciogliere il vincolo che li univa era necessario un libello di ripudio.
Tale era la condizione di Maria SS. Sposata a Giuseppe non era ancora stata introdotta solennemente nella casa di lui, quando fu manifesta la sua gravidanza, la quale era però opera dello Spirito Santo. Niuno si meravigliava, essendo ella sposata, chi rimaneva sorpreso del fatto era Giuseppe.
19. Giuseppe... essendo giusto... vale a dire zelante dell'osservanza della legge, non poleva accettare in isposa una donna nelle condizioni di Maria; ma d'altra parte, non potendo fondatamente dubitare della fedeltà di lei, non voleva esporla al disonore di darle un pubblico libello di ripudio, o di trascinarla davanti ai tribunali, dai quali sarebbe stata condannata alla lapidazione. Egli perciò pensava al modo di disfarsi segretamente di lei.
20. Ecco un Angelo. Spesso nell'A. T. Dio aveva per mezzo degli angeli e dei sogni manifestata agli uomini la sua volontà (Gen. XX. 3; XXVIII. 12 ecc.). L'angelo, chiama Giuseppe Figlio di Davide, perché in forza del suo matrimonio con Maria egli doveva dare il carattere legale alla discendenza Davidica di Gesù. Gli dice di prendere Maria in consorte, vale a dire di celebrare solennemente le nozze con lei e introdurla nella propria casa, e l'assicura che il mistero compitosi è opera dello Spinto Santo.
21. Gesù (dall'ebraico Iehoshua abbreviato la leshua) significa lahve è salvezza. Gesù fu Dio Salvatore, perché si fece uomo per redimerci dalla schiavitù di Satana. L'Evangelista indica subito il carattere dell'opera messianica di Gesù. Egli non è venuto a liberare il suo popolo dalla servitù dei Romani, come falsamente pensavano i Giudei dovesse fare il Messia; ma è venuto per distruggere il peccato e fondare un regno non político e temporale, ma spirituale ed eterno.
22. S. Matteo, scrivendo per i Giudeo-cristiani, insiste nel suo Vangelo a far vedere compiute in Gesù Cristo le profezie dell'A. T. riguardanti il Messia. Così ora dimostra che la Concezione soprannaturale di Gesù era già stata annunziata dal profeta Isaia.
23. La profezia di Isaia (VII, 14) viene riportata secondo i LXX con qualche leggera differenza. Marta è la Vergine (Taptévog, ebr. Háalma) predetta; il suo figlio Gesù è l'Emmanuele o Dio con noi, cioè Dio incarnato e fatto uomo.
Quasi tutti i cattolici e molti protestanti (p. es. Delitzsch, Weiss, Zahn, ecc.) riconoscono nelle parole di Isaia un passo direttamente messianico. Il profeta annunzia un segno straordinario ad Achaz: La Vergine concepira, e partorirà un figlio. Ora non vi sarebbe nulla di prodigioso, se la Vergine avesse dato alla luce il figlio perdendo la sua verginità. Perciò è da rigettarsi l'opinione di quei pochi che vorrebbero applicare le parole del profeta alla moglie dello stesso Isaia o a qualsiasi altra donna fuori di Maria SS., tanto più che i caratteri dell'Emmanuele (Isaia VIII-IX-XI) non possono convenire ad alcun uomo: ma solo a Gesù Cristo.
24. La prese in consorte, vale a dire la introdusse nella sua casa, celebrando con lei solennemente le nozze. Il fatto ebbe luogo dopo che Maria era tornata dalla visita a Elisabetta.
25. L'Evangelista insiste nuovamente sulla concezione e nascita verginale di Gesù. Egli perciò fa osservare che niun rapporto coniugale intervenne tra Giuseppe e Maria prima del parto. Che poi Maria SS. sia rimasta vergine anche dopo il parto, è una verità che si ha dalla tradizione dei Padri (Ignazio, Ad Ephes. XIX; ad Trall. IX; Giustino, Dal, 85: Apol. 31, 46; Ireneo, Cont. haeres. I I, c. X, I ecc.) e dalla autorità della Chiesa. L'Evangelista non scrive la vita di Maria, ma quella di Gesù; quindi gli basta affermare esplicitamente la nascita soprannaturale del Salvatore.
Primogenito presso gli Ebrei si diceva il primo nato, anche se unico. Ciò avveniva, perché la legge ordinava di riscattare il primo nato (Esod. XXXIV, 19-20; Num. XVIII, 15). S. Matteo chiama Gesù primogenito, per far comprendere che al figlio di Maria competevano tutti i diritti di Davide. Si osservi però che i codici Vaticano e Sinaitico e pochi altri omettono questa parola: primogenito.
S. Matteo Evangelista