Ve ne ho parlato tante volte, per via delle tantissime fotografie che vi ho scattato quando lo visitai, nel giugno del 2017.
Situato a nord est di Mosca, all’ingresso del grandissimo parco VDNKha, ospita una collezione immensa, circa 100.000 oggetti tra veicoli, modelli, fotografie e tutto ciò che concerne il programma spaziale dell’URSS e della Russia.
Sebbene il suo simbolo distintivo, il Monumento ai conquistatori del cosmo, sia stato eretto nel 1964, il museo vero e proprio è stato aperto al pubblico solo nell’Aprile 1981.
Proprio il mastodontico monumento ai conquistatori del cosmo, alto 107 metri ed inaugurato il 4/10/1964, nel settimo anniversario del lancio dello Sputnik 1, è la struttura che nel suo basamento, è stata destinata, su volere di Sergei Pavlovic Korolev, al museo. La gara per il progetto di un monumento da dedicare ad un monumento che celebrasse l’impresa dello Sputnik, venne bandita nel 1958. Originariamente avrebbe dovuto essere collocato sulla collina dei passeri, dove sorge l’Università Statale Lomonosov. Vennero presentati moltissimi progetti, più di mille, anche da paesi stranieri. La scelta venne ristretta prima a 356 poi solo a tre. La proposta vincente fu quella degli architetti Mikhail Barshch, Alexander Kolchin, l'ingegnere Lev Shchipakin e lo scultore Andrey Faidysh-Krandievsky, originariamente intitolata “il creatore dei popoli”. La struttura, così imponente, mal si sposava al paesaggio della collina dei passeri e quindi fu deciso di spostare il cantiere nella vasta area del parco VDNKha, un parco espositivo creato in epoca staliniana (inaugurato il 1° agosto 1939), la cui sigla (in cirillico ВДНХ) vuol dire Esposizione delle conquiste dell’economia popolare. Il progetto presentava alcune difficoltà costruttive, per l’epoca. Innanzitutto, avrebbe dovuto avere la parte superiore translucida ed illuminata la sera per simboleggiare il fuoco che scaturisce dal razzo, poi la sua struttura imponente, circa 100 mt all’inizio, poi portata a 107, presentava notevoli problemi di costruzione. Fu Korolev in persona che suggerì di rivestirlo con lastre di titanio che, oltre ad essere estremamente robusto, riflettevano il colore del cielo dando l’illusione che il razzo stesse veramente decollando. Nel frattempo, erano iniziati i voli umani e si cambiò il titolo dell’opera nell’attuale “Monumento ai conquistatori del Cosmo”.
Tutta la struttura è stata integrata da un viale dedicato agli eroi del cosmo, dove sono situati dei cippi un bronzo con delle stelle che riportano i nomi di tutti i cosmonauti da Gagarin ad oggi. Prima del monumento è stato collocato un grande planetario bronzeo, funzionante, che rappresenta i pianeti del sistema solare (Plutone incluso perché, all’epoca, non era stato ancora “declassato” …). Intorno al piazzale prospiciente il monumento, sono situate la statua di Korolev ed i busti marmorei di Celomej e Glushko. Concludono il viale i busti di Gagarin, Titov, Tereskhova, Leonov e Belyaev. Proprio sotto l’imponente monumento, la statua dedicata al padre della cosmonautica: Konstantin Tziolkovskji ed una dedica al popolo sovietico:
"E la ricompensa per i nostri sforzi, avendo trionfato su oppressione ed oscurità, fu questa. Abbiamo forgiato ali di fuoco per il nostro paese ed il nostro secolo".
Ai lati della struttura due altorilievi in bronzo che simboleggiano il popolo che spinge, da un lato Gagarin e dall’altro lo Sputnik verso le stelle con le iscrizioni che riportano i rispettivi comunicati della Tass.
Piccola curiosità: è tradizione accarezzare la mano di Gagarin protesa verso lo spazio. Per farlo bisogna, però, arrampicarsi sul basamento…
Successivamente il museo è stato chiuso e riaperto nel 2009, quadruplicato nell’area espositiva, completamente sotterranea e collocata su due livelli.
L'attuale esposizione è composta dalle seguenti sale:
"L’Alba dell'era spaziale";
"I creatori dell'era spaziale";
"La casa in orbita nello spazio" (moderna astronautica con equipaggio);
"Ricerche sulla Luna e sui Pianeti del Sistema Solare";
"Cosmonautica - per l'umanità";
"Cooperazione internazionale nello spazio";
"Parco internazionale dello spazio" (stati spaziali del mondo, l'industria spaziale e missilistica della Russia);
"Storia e cultura dell'era spaziale".
Non sono rappresentati solo veicoli della Russia o dei paesi della CSI; ci sono anche di Gran Bretagna, USA, India, Australia, Mongolia, Germania, Spagna, Francia, Italia e Cina.
Il Museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì. Il martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 19, giovedì e sabato dalle 10 alle 21. Nelle vicinanze del Museo, è presente la casa-museo di S.P. Korolev, aperta mercoledì, sabato e domenica dalle 10 alle 18, mentre il giovedì è visitabile dalle 11 alle 21.
Per informazioni il sito relativo è molto completo, anche se solo in lingua russa (ma con la traduzione automatica è perfettamente comprensibile): https://kosmo-museum.ru/
Per me è stata un’esperienza fantastica. Poter toccare con mano (o vedere da vicino) veicoli che hanno fatto la storia dell’esposizione spaziale non ha prezzo. Si può entrare dentro una sezione BO della Sojuz, dentro un modello scala 1:1 della sezione DOS della MIR (e visitarne la toilette…), vedere esposte tutte le tute spaziali usate dai tempi di Gagarin ad oggi, compresa la tuta lunare Kretchet, ammirare un veicolo interessante quanto poco conosciuto come la TKS e modelli in scala della Buran con il razzo Energhia, dell’R7, del Molnya oltre a tutti i tipi di motori usati nel programma spaziale. Numerosissimi modelli di sonde dalle Venera, alle Luna alle Mars fino all’inedito Lunakhod-3 che mai volò sulla luna. Ma non solo. Sono celebrate anche le altre nazioni, in primis gli “amici” americani con l’esposizione, a fianco della tuta Kretchet, anche della tuta originale di Michael Collins che intorno alla Luna volò davvero e con la riproduzione in scala del Saturno V. Ci sono veicoli cinesi ed europei. Insomma, c’è tutto ciò che ha fatto la storia dell’esplorazione spaziale. A completamento dell’esposizione, una grande sala teatro dove vengono proiettati documentari a tema e che ospita, sovente, convegni con personalità della cosmonautica. È probabile, infatti, capitare in una giornata in cui è possibile incontrare un cosmonauta presente per un incontro con il pubblico. Ultimo, ma non ultimo, anche se collocata all’uscita del tour guidato, l’esposizione di bellissime matrioske a tema spaziale.
Se, dopo quello che vi ho raccontato, vi è venuta la curiosità, bene prendete il primo volo per Mosca e recatevi al Museo della Cosmonautica!
Il "Viale degli Eroi del Cosmo" con i cippi bronzei che recano incisi i nomi di tutti i cosmonauti, da Gagarin ad oggi.
Il planetario
Statua di Tziolkovslji, ai piedi del Monumento ai conquistatori del cosmo
La statua di Korolev
Busto di Celomej
Busto di Glushko
I busti di Gagarin, Titov, Tereskhova, Leonov e Belyaev
"E la ricompensa per i nostri sforzi, avendo trionfato su oppressione ed oscurità, fu questa. Abbiamo forgiato ali di fuoco per il nostro paese ed il nostro secolo".
E'tradizione accarezzare la mano di Gagarin...
Il popolo Sovietico spinge Gagarin verso le stelle. Bassorilievo ai lati del Monumento
Il monumento ai Conquistatori del Cosmo
La tuta Berkut di Leonov
Modello raffigurante la missione Sojuz-4 e 5, primo aggancio con trasbordo di persone nella storia.
La tuta Sokol, ancora in uso
La toilette della MIR
Lunakhod 3, che mai volò, gemello dei Lunakhod-1 e 2 ancora sulla Luna
La tuta lunare Kretchet
La tuta dell'astronauta americano Michael Collins, che la Luna la vide dall'oblò del Columbia...
Copia del lander Mars-3
Il TKS
Uno dei prototipi BOR che effettuarono i test suborbitali prima del lancio della Buran
Una delle bacheche della bellissima esposizione di Matrjioske spaziali. Queste quelle dedicate agli "amici" Americani sbarcati sulla Luna
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