Tutti abbiamo visto le immagini, veramente emozionanti, dell’accoglienza riservata ai tre cosmonauti russi, Oleg Artem'ev, Denis Matveev e Sergej Korsakov e chi non ha pensato, vedendo le loro tute di servizio gialle e blu, ad una dedica alla bandiera dell’Ucraina?
Fior di giornali e pagine web, financo i TG nazionali, hanno voluto mettere in risalto questa cosa, ma così non è e vi spiego perché.
Il volo della Sojuz MS-21, intitolata secondo una nuova tradizione della Roscosmos, a Sergei Pavlovic Korolev, oltre ad avvenire nell’anniversario della storica passeggiata spaziale di Alexei Leonov, avvenuta il 18 marzo, appunto, del 1965, è stato dedicato all’Università Bauman di Mosca. Fondata nel 1830 e chiamata Istituto tecnico imperiale, fu ridenominata nel 1930 in onore del rivoluzionario Nikolai Bauman, assassinato nel 1905 dalle guardie imperiali poco lontano dalla sede dell’ateneo. È la seconda più antica università della Russia dopo l’Università Statale Lomonosov di Mosca. I suoi colori, appunto, sono il Giallo ed il blu.
All’Università Bauman si sono laureati, appunto, Sergei Korolev (tra l’altro il giorno in cui nacque Jurij Gagarin, il 9 marzo 1934…), ed anche il comandante della missione MS-21: Oleg Artem’ev.
Lo stesso Artem’ev ha già volato sulla ISS indossando una tuta coi colori del suo ateneo.
Inoltre, seconda coincidenza, il giallo ed il blu sono i colori della bandiera della cittadina di Baikonur (che forse saprete, se mi seguite con attenzione, che in realtà è a circa una settantina di Km dal famoso Cosmodromo situato nella località chiamata Turyatam).
Quindi i tre cosmonauti russi non sono dei dissidenti pacifisti che verranno deportati tra sei mesi al loro rientro a terra?
Direi di no ma… La coincidenza è stata oltremodo felice.
Quello che invece risalta è lo spirito che si respira sulla stazione spaziale. Russi, americani, europei, erano un’unica squadra. Lo sono sempre stato a prescindere dal clima terribile che si vive in terra. Dalle “sparate” di Rogozin alle chiusure dell’Esa sin dalle sanzioni imposte da Biden e dai suoi alleati volte a, sono parole del Presidente Statunitense, “Azzerare la capacità della Russia di accedere allo spazio esterno”.
Ma, come ho scritto già qualche giorno fa, “cosmonauti ed astronauti non dovrebbero lavorare insieme, ma loro non lo sanno e lavorano insieme lo stesso…”. E quindi, con buona pace di chi già si è messo l’elmetto sopra la tuta spaziale, Van De Hei, di cui parlai quando la gran massa dei divulgatori pensava fosse un’insulto in olandese, rientrerà regolarmente con la Sojuz MS-19 tra pochi giorni, Artem’ev farà una passeggiata spaziale con la nostra Samantha Cristoforetti e, se non ci saranno problemi imposti da chi governa in terra a chi, fortunatamente, ci rappresenta nello spazio, il programma di scambio degli equipaggi tra Nasa e Roscosmos, continuerà.
Ho parlato del 18 marzo come l’anniversario anche della passeggiata spaziale di Leonov. A Rai Storia, in occasione dell’avvenimento, hanno mandato in onda un filmato tratto da un’intervista fatta dalla RAI a Leonov in occasione della sua visita in Italia. Il cosmonauta, alla domanda su cosa avesse provato a vedere la terra dallo spazio galleggiando fuori della sua Voskhod, rispose: “Prima di partire sapevo benissimo di appartenere ad una nazione e ad un popolo; vedendo questo globo sotto i miei piedi, ho capito che siamo tutti una stessa nazione ed uno stesso popolo”, Più o meno le stesse parole dette da Gagarin quattro anni prima: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini!". E, se andate a vedere il video che ho pubblicato con le voci originali di Leonov e Belyaev, è emozionante sentire la voce di Alexei Leonov rotta da un entusiasmo quasi fanciullesco gridare: “Vedo il cielo! E la terra!”.
Ieri sera ho letto un post su Facebook. Diceva che dovremmo eleggere sempre dei politici ex astronauti. È vero. Solo chi ha visto questa meravigliosa, fragile palla blu e bianca galleggiare nel nero del cielo, può capire la sua unicità. Solo chi, come recita la canzone russa “Trava U doma”, ha visto la terra dall’oblò, non vede l’ora che dal buio compaia la luce azzurra del nostro pianeta e, come nostalgia di una madre, provare quella nostalgia di casa e del verde giardino intorno ad essa.
Donne e uomini dello spazio, sono i migliori ambasciatori della gente di questo nostro pianeta.
Gloria ai conquistatori del Cosmo!
Il Comandante della ISS, Oleg Artemev, durante un suo precedente volo nella stazione spaziale, con la tuta recante i colori dell'Istituto Bauman. Notare anche i colori della bandiera della città di Baikonur. Blu e Giallo.
Gente dello Spazio. I nostri migliori ambasciatori.
Lo stemma dell'Università Bauman
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