Inizio, raccontando la storia del Cosmodromo militare di Kapustin-Yar, una tetralogia dedicata, appunto, ai quattro cosmodromi in attività a disposizione sia delle forze aerospaziali della Federazione Russa, sia dell’agenzia federale spaziale Roscosmos.
Emblema del cosmodromo di Kapustin-Yar
Kapustin-Yar è una località situata nella regione (Oblast’) di Astrakan, a circa 100 Km dalla città di Volgograd, che forse conosciamo meglio come Stalingrado. Il poligono militare fu istituito il 13 maggio 1946 per testare le apparecchiature e le V2 catturate ai tedeschi in ritirata. Nel poligono vennero dislocati, oltre agli ingegneri e scienziati sovietici, anche gli omologhi tedeschi che erano passati a collaborare, con le buone o con le cattive con l’Unione Sovietica di Stalin. A Kapustin Yar operarono Valentin Glushko, prima e, successivamente Sergei Pavlovic Korolev.
Il nome significa, più o meno la scarpata del cavolo (inteso come ortaggio…). Così come accadde per il più famoso cosmodromo di Baikonur, successivamente all’installazione del poligono di tiro, venne costruita la cittadina di Znamensk, a servizio degli alloggi del personale della base. In precedenza, il personale del poligono era ospitato in alcune tende e nelle Isbe dei contadini locali.
Mappa della Russia meridionale con evidenza della posizione geografica del cosmodromo di Kapustin-Yar
Come detto, la primissima attività del poligono, successivamente riclassificato nel 1962 come Cosmodromo a seguito del lancio del satellite Kosmos-1, fu quella relativa ai test di lancio dei circa undici lanciatori V2 operativi catturati alla Wermacht. Tra il 1947 e gli inizi degli anni ’50, infatti, principalmente l’attività venne concentrata sullo sviluppo di derivati della tecnologia tedesca bottino di guerra. La presenza dell’OKB-1 e di Korolev, diede impulso, proprio qui, ai primi lanciatori sovietici come la serie che va dall’R-1 all’R-5 e, successivamente, R-14 e R-15.
Monumento celebrativo del primo lancio spaziale avvenuto dal cosmodromo: il satellite "Kosmos-1"
In quest’area vennero anche eseguiti test nucleari nell’alta atmosfera. Ma la località restò segreta fino a che un Camberra della RAF non riuscì a fotografarla, nel 1953.
Il cosmodromo, che è ancora in uso, ha ben 14 rampe di lancio e viene impiegato, attualmente, per i test dei missili balistici e dei missili navali (ha un paio di rampe che simulano i lanci dai sottomarini).
Ma, nel sottotitolo, vi ho, forse, incuriosito con il richiamo alla ben più nota località situata nel New Mexico. Roswell.
L'ogiva di un R-2A che ha effettuato, con due cani a bordo, un test suborbitale
Ebbene sì, nella letteratura ufologica, Kapustin-Yar è legata al maggior numero di avvistamenti di UFO dell’Unione Sovietica. Sicuramente ciò è dovuto al carattere sperimentale che nei primi anni ’50 la base aveva, soprattutto di test di materiale sottratto all’esercito Nazista. La segretezza e le scarse informazioni che trapelavano dagli ambienti militari, secondo me, hanno fatto il resto. Fatto sta che si ritiene che alcuni velivoli alieni siano custoditi all’interno di una struttura segretissima situata nel sottosuolo. A differenza dei veicoli spaziali di Roswell, caduti, così come le leggende dicono, a causa di un incidente, quelli che si troverebbero a Kapustin Yar sarebbero stati abbattuti dalla IA-PVO (la difesa aerea) Sovietica. Eh beh… Mica si può sorvolare lo spazio aereo della Madrepatria impuniti! Addirittura, anche il grande Arthur C. Clarke ha voluto inserire il nome del Cosmodromo militare dell’Astrakan, nel suo racconto “la gru nel cielo”. Un onore non da poco…
Un R-2A ed un R-5 (a destra)
Lancio di un ICBM da uno dei silos del cosmodromo