Sono stati i cittadini della Repubblica Popolare Cinese con un concorso, a nominare i veicoli che porteranno i Taikonauti sulla Luna entro il 2030. Si chiameranno Mengzhou (La nave dei sogni) il veicolo da trasporto dell’equipaggio, che ha debuttato in due voli automatizzati nel 2016 e nel 2020, e Lanyue (Abbraccia la luna) il modulo di allunaggio.
Sarà il culmine di un programma spaziale che, iniziato in sordina nel 1960, negli ultimi vent’anni ha visto inanellare una serie di successi formidabili, dal primo volo umano, nel 2003, alle sonde automatizzate verso la Luna, Marte e Venere, fino alla stazione spaziale Tiangong.
A spingere, è il caso di dirlo, questa impressionante ascesa verso lo spazio, è la generazione di lanciatori Lunga Marcia, dal nome della campagna militare dell’esercito popolare comunista durante la Guerra civile cinese (1934-1935), ma anche una serie sempre più numerosa di lanciatori privati.
Rappresentazione in 3D dei due lanciatori Lunga Marcia-10 destinati a portare rispettivamente il lander Lanyuhe ed il veicolo con equipaggio Mengzhou
La Lunga Marcia
Il 24/4/1970; nella storia della Cina è come il 12/4/1961 per l’Urss. Il primo lanciatore interamente costruito nella Repubblica Popolare Cinese, il Lunga Marcia-1 (Chang-Zheng) posiziona in orbita il primo satellite, chiamato Dong Fang Hong, (Oriente rosso). Per l’occasione, anche i cinesi, come i sovietici con lo Sputnik-1 e Luna-10, vollero trasmettere al mondo il loro successo: non appena in orbita il satellite trasmise ininterrottamente l’inno rivoluzionario Dong Fang Hong.
Derivato da un ICBM, il Dongfeng-3, a cui venne aggiunto un terzo stadio a combustibile solido, era un lanciatore leggero con i primi due alimentati a combustibile liquido ipergolico, cioè con sostanze chimiche, UDMH ed Acido Nitrico che s’innescano a contatto.
Poteva portare nell’orbita bassa (LEO) 300 Kg. e venne utilizzato per sei lanci, dal 1969 al 1971.
Nel 1995 venne realizzata la versione 1D, utilizzata in lanci suborbitali per collaudare il sistema di rientro poi impiegato sui veicoli con equipaggio.
La famiglia dei lanciatori Lunga Marcia
La serie dei Lunga Marcia-2 e 3
Dal 1975 il programma accelera. La serie 2, che vedrà ben cinque versioni, sposa la filosofia sovietica di Celomej e Glushko, del lanciatore universale. Da una versione adatta per i lanci di piccoli carichi nelle orbite basse, con progressive implementazioni si poteva arrivare a vettori ad alte prestazioni anche destinati, come la 2F, all’impiego con equipaggio.
La versione, la 2A, era un due stadi a combustibile ipergolico, capace di portare nella LEO carichi fino a 2.000 Kg. Derivato dal 2A, il 2C manteneva la filosofia a due stadi a combustibile liquido ipergolico, ma con la possibilità di aggiungere un terzo stadio a combustibile solido per raggiungere l’orbita eliosincrona (SSO) e quella geostazionaria (GTO). Poteva portare nella LEO 3.850 Kg che diventavano 1.900 nella SSO e 1.250 nella GTO. E’ancora in servizio.
La 2D, entrata in servizio nel 1992, riprende lo schema della 2C ma senza il terzo stadio. Trasportava 3.500 Kg nella LEO e 1.300 Kg nella SSO.
Il Lunga Marcia 2E mostra lo schema a tre stadi più booster. Sostanzialmente si tratta di un 2C con i motori al primo e secondo stadio alimentati da Tetrossido d’azoto ed UDMH, quattro Boosters sempre a combustibile ipergolico ed un terzo stadio a combustibile solido. Poteva portare 9.500 Kg verso la LEO e 3.500 verso la GTO.
Ancora sulla breccia la versione 2F. Più semplice del 2E, non ha il terzo stadio. Può portare nell’orbita bassa LEO 8.600 Kg. Dal 1999 ad oggi ha effettuato 14 lanci tutti con successo dei quali 11 con equipaggio.
Speculari i lanciatori della serie 3 specializzati nel posizionamento in orbita geostazionaria (GTO e GSO).
Il Lunga Marcia-8. Credito: Wikimedia
La serie 4
Sigla diversa, Lunga Marcia-4 ma stessa filosofia. Come nella serie 2: due stadi a combustibile ipergolico, ma nelle sue tre versioni, si introduce un terzo stadio, a combustibile liquido che nella versione 4C è riavviabile.
Il 4A, aveva solo due stadi e poteva portare 4.000 Kg nella LEO e 1.500 Kg nella SSO.
Il 4B, con tre stadi a combustibile ipergolico, ha effettuato il primo volo nel 1999. Può trasportare 4.200 Kg nella LEO, 2.800 nella SSO e 1.500 nella GTO. E’ancora in servizio così come il 4C, che ricalca lo stesso schema ma con un’ogiva più grande.
Le ultime evoluzioni
Per la messa in orbita della stazione spaziale Tiangong, occorreva un lanciatore pesante: il Lunga Marcia-5.
Di base è un due stadi più boosters con quattro motori a RP-1/LOX (l’RP-1 è un cherosene sintetico, LOX sta per Liquid Oxygen) ai boosters laterali, e due motori ad idrogeno ed ossigeno liquidi al primo ed al secondo. Ha una capacità di carico di 25.000 Kg nella LEO, 15.000 nella GTO e 8.200 nella TLI, la trans lunar Injection. Verso la Luna, per capirci. Può alloggiare un terzo stadio, opzionale, criogenico ad Ossigeno e Tetrossido d’azoto. Ha debuttato nel 2016.
L’LM-6, che ha debuttato nel 2017, è un lanciatore leggero che riprende lo schema della serie 2, con i motori dei primi due stadi a combustibile liquido RP-1/LOX mentre il terzo stadio ha un motore ad Ossigeno ed idrogeno liquidi. Può trasportare 1.080 Kg nella SSO e 1.600 Kg in orbita eliocentrica. Destinato a sostituire il 2F per i lanci con equipaggio, l’LM-7 ne ricalca lo schema abbandonando però i motori a combustibile ipergolico. È un due stadi più un eventuale terzo. Può portare 13.500 Kg nella LEO e 5.500 SSO.
L’LM-8 è un derivato, del 7 con solo due booster. Ha debuttato nel 2020 e può portare 8.400 Kg nella LEO, 4.500 Kg nella SSO e 1.800 Kg nella GTO.
Sarà il primo lanciatore parzialmente riutilizzabile cinese, poiché impiegherà, per i boosters, la stessa tecnologia VVTL (Vertical Vectorial Takeoff and Landing) in uso per i Falcon-9 ed il New Shepard.
L’LM-11 è un sistema con quattro stadi a combustibile solido destinato a portare piccoli carichi nell’orbita bassa e che può essere lanciato anche da veicoli semoventi e da imbarcazioni. Ha una capacità di 700 Kg nella LEO e 350 nella SSO.
Il futuro
Il primo dei nuovi lanciatori della serie Lunga Marcia sarà l’LM-12.
Si tratta di una rivisitazione del concetto dell’LM-2: Due stadi, questa volta a combustibile liquido RP-1/LOX destinati per i lanci multipli di satelliti nella LEO con capacità di 10.000 Kg, e nella SSO con capacità di 6.000 Kg. Il suo debutto è previsto nel 2024.
Abbiamo parlato all’inizio del programma lunare. Ma da cosa saranno spinte le Mengzhou e Lanyue verso la Luna?
In un primo tempo si è pensato ad un lanciatore superpesante, l’LM-9 in grado di portare il trenino lunare (Mengzhou+Lanhue) in un unico volo verso la luna, un pò come il Saturno-V statunitense. Ma il suo programma operativo segna il passo.
I veicoli lunari voleranno, separatamente, con due lanci del nuovo lanciatore superpesante LM-10 per il quale è stata avviata la fase finale del progetto.
Si tratterà di un tre stadi con motori a combustibile liquido parzialmente riutilizzabile.
Al primo stadio avrà 16 motori a RP-1/LOX mentre al secondo e terzo stadio rispettivamente due e quattro motori ad ossigeno ed idrogeno liquidi.
La capacità di carico sarà notevole: 150.000 verso la LEO, 53.000 Kg verso la TLI e 44.000 verso Marte.
I due LM-10 partiranno rispettivamente con la Mengzhou e la Lanhue e, dopo un rendezvous in orbita bassa, proseguiranno verso il nostro satellite seguendo uno schema simile a quello delle Apollo con la differenza che il il treno spaziale dovrà immettersi in un’orbita polare per allunare al Polo sud selenico.
I privati
Negli ultimi anni le imprese spaziali private stanno avendo in Cina un momento di grande sviluppo.
Partendo, rigorosamente in ordine alfabetico dal Ceres-1, piccolo lanciatore a quattro stadi della Galactic Energy dei quali i primi tre a combustibile solido e l’ultimo a liquido che può essere lanciato sia da piattaforme marine che da tradizionali rampe di lancio, si passa al Gravity-1 della Orienspace che, lanciato da un'imbarcazione nel Mar Giallo è diventato nel gennaio 2024, il più potente lanciatore a combustibile solido al mondo.
Proseguiamo con il quattro stadi a combustibile solido Hyperbola-1 della I-Space, passando per il Tianlong-2 della Space Pioneer per arrivare allo Zhuque-2 della compagnia LandSpace che, il 12 luglio 2023, è diventato il primo veicolo con motori a metano ed ossigeno liquidi (Metalox) a collocare un carico in orbita.
Questi, solo per citare quelli effettivamente entrati in servizio. Ma i progetti delle compagnie spaziali private sono veramente ambiziosi tanto che il governo ha realizzato, presso il centro spaziale di Wengchang una struttura di lancio apposita.
Il lanciatore privato Landspace Zhuque-2, il primo al mondo con motori a MethalOx a portare un carico in orbita. Credito: Nasa spaceflight
I centri spaziali di lancio
Lo storico centro spaziale di Jiuquan, è stato fondato nel 1958 e si trova ai confini con la Mongolia nella zona centro-settentrionale della Cina. Da Jiuquan, attualmente, sono partiti tutti i voli del programma spaziale umano.
Nel 1968 è entrato in funzione il secondo impianto di lancio, situato a Taiyuan nella Cina orientale. È dedicato ai lanci di satelliti e viene spesso indicato come Taiyuan satellite launch center.
Il terzo centro spaziale ad entrare in servizio è il Xichang satellite launch center che si trova nella Cina meridionale. È divenuto operativo nel 1984.
Il più recente, ed il più meridionale della Repubblica Popolare Cinese, è il centro spaziale di Wenchang. Entrato in funzione nel 2016, si trova nell’isola di Hainan di fronte al Vietnam. È stato recentemente dotato di due rampe di lancio dedicate ai lanciatori privati.
Il lancio di un Lunga Marcia 2F da Jiuquan. Credito: Rai News
L’eredità di Tsien Hsue-shen
L’11/11/1911 da genitori cinesi profughi della Rivolta dei Boxer, nasceva negli USA, Tsien Hsue-shen. Divenuto prestissimo una delle punte di diamante della ricerca missilistica statunitense, durante il Maccartismo, venne dapprima privato della cittadinanza statunitense, poi internato in un campo di prigionia e quindi, solo grazie ad uno scambio di prigionieri dopo la Guerra di Corea, gli fu concesso di espatriare in Cina dove, partendo da un R2 donato dall’URSS, fondò il programma spaziale della giovane Repubblica Popolare.
Il resto è Storia. Una Lunga Marcia trionfale che ha portato il Dragone Cinese verso le stelle.