Il raro casco GNSH-7 della tuta lunare sovietica Oryol è esposto a San Pietroburgo: una testimonianza unica della corsa lunare URSS
Il casco GNSH-7. Credito: ITMO
Al Museo dell’Ottica dell’Università ITMO di San Pietroburgo è oggi possibile osservare un reperto eccezionale della corsa lunare sovietica: il casco GNSH-7 della tuta spaziale lunare Oryol, a lungo ritenuto perduto. La scoperta, resa nota grazie alla direttrice del museo Natalia Anisimova, riporta l’attenzione su uno dei progetti più affascinanti e meno conosciuti dell’ingegneria spaziale sovietica.
La tuta Oryol apparteneva alla categoria delle tute spaziali “molli”, sviluppate secondo uno schema classico per l’epoca: un indumento flessibile abbinato a uno zaino removibile contenente il sistema di supporto vitale Baikal. Il progetto derivava direttamente dalla tuta Yastreb, utilizzata per le attività extraveicolari, ma introduceva miglioramenti fondamentali, come una maggiore mobilità delle gambe e dotazioni specifiche per l’atterraggio sulla superficie lunare.
Dal punto di vista costruttivo, Oryol era composta da un involucro termoprotettivo, un casco ermetico removibile, un indumento ventilato e, in una fase successiva, anche da un sistema di raffreddamento ad acqua. La struttura prevedeva due strati principali: uno esterno rinforzato in kapron e uno interno ermetico in tessuto gommato. L’accesso avveniva tramite un’apertura sul torace e sull’addome, successivamente sigillata e coperta, mentre la mobilità articolare era garantita da appositi cuscinetti.
La tuta lunare Oryol. Credito: ITMO
Con un peso di circa 26 kg per la tuta e 60 kg per lo zaino di supporto vitale, Oryol si rivelò una valida alternativa leggera alla più nota tuta semi-rigida Krechet. Tuttavia, come ricordava lo storico delle tute spaziali russe Sergey Dvornikov, i limiti operativi delle tute molli in condizioni di bassa pressione ne decretarono l’abbandono.
Da quel momento, lo sviluppo sovietico si concentrò sulle tute semi-rigide, un percorso evolutivo che, attraverso Krechet e Orlan, è arrivato fino all’attuale Orlan-MKS, ancora oggi utilizzata per le attività extraveicolari. Il casco GNSH-7 rimane così una rara finestra su una strada tecnologica interrotta, ma fondamentale per comprendere l’ambizione e la complessità del programma lunare sovietico.