USA, 1998
Genere: fantastico, sentimentale, drammatico
Durata: 180'
Regia: Martin Brest
USA, 1998
Genere: fantastico, sentimentale, drammatico
Durata: 180'
Regia: Martin Brest
“Lo so che ti sembra smielato ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: "Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!"
Come trovarlo? Bè, dimentica il cervello e ascolta il cuore.
Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.”
San Valentino è passato da poco, ed è stato davvero bello leggere ed interagire con le vostre preferenze sui film romantici e sulle coppie più passionali e travolgenti del cinema. Non smetteremo mai di ringraziarvi per la vostra partecipazione che è stimolo di crescita ed innovazione per la nostra pagina ed i nostri contenuti.
Da inguaribile romantico (l'altra metà che gestisce la pagina con me è l'esatto opposto) mi sento di esprimere anche il mio pensiero sull’argomento che non è affatto scontato… ovviamente mi piacciono i film romantici in generale (fatta eccezione per quelli troppo smielati che cadono nel ridicolo), ma questa volta voglio soffermarmi su un film che ho rivisto l’altra sera in TV, per caso mentre facevo zapping… ed è stato come vederlo per la prima volta. Sono rimasto rapito ed assuefatto dalla storia e dall’incredibile interpretazione di due attori che non hanno bisogno di presentazioni.
Il film in questione è Vi presento Joe Black del 1998… e racconta la storia di William ‘Bill’ Parrish (interpretato da Anthony Hopkins), un magnate delle telecomunicazioni, che trascorre la sua idilliaca esistenza tra lusso, successo e il sincero amore per la sua famiglia. Un giorno, tuttavia, la Morte si presenta al cospetto di Bill. Incuriosita dal concetto di amore e dai discorsi di Bill su tali emozioni, infatti, essa vuole comprendere la potenza di questo sentimento, per poi mettere fine alla vita dell’uomo e portarlo con sé nell’aldilà. La Morte, sotto le sembianze di Joe Black (interpretato da Brad Pitt) viene presentata alla famiglia e Susan (interpretata da Claire Forlani), secondogenita di casa Parrish, rimane molto ammaliata dal nuovo arrivato. In realtà, Susan e il vero Joe Black si erano conosciuti qualche tempo prima ma, dal momento che ora il ragazzo è diventato l’incarnazione della Morte, non ricorda nulla del loro incontro.
Mentre Bill rischia di perdere la sua compagnia, si avvicina il giorno del suo sessantacinquesimo compleanno. In quell’occasione, Joe Black ha deciso di interrompere il viaggio di Bill tra i vivi ma, a causa del forte legame instaurato con Susan, i suoi piani cambiano. Sconvolto dall’improvviso ripensamento della Morte e preoccupato per la sorte di sua figlia, Bill dovrà dimostrarle il rispetto che merita il vero amore e tentare di salvare l’impresa di telecomunicazioni, che ha costruito con tanta fatica.
La morte può avere sentimenti? Può innamorarsi?
È proprio attorno a queste due domande che si svolge quasi tutta la storia, scientificamente impossibile sia chiaro, ma è proprio questo il bello dei film… ti fa vivere situazioni che mai penseresti di vedere.
Tutto parte da Bill e questa voce interiore che preannuncia una visita che nessuno di noi vorrebbe mai ricevere, seppur UNICA certezza della vita… ma più tardi arriva e meglio è…
Il primo incontro tra Bill e la Morte è a mio avviso una delle scene più belle di tutto il film: Anthony Hopkins al centro della sua libreria aspetta impaziente questo ospite inatteso che inizialmente non si mostra e ascoltiamo solo questa voce cupa e sinistra che alla domanda “Chi sei?” risponde semplicemente: “Pensa solo a millenni moltiplicati per secoli connessi dal tempo senza fine, io esisto da allora.” Una frase, seguita da un monologo di Brad Pitt che è da brividi… un biglietto da visita che MAI vorremmo ricevere!
Successivamente seguirà un patto tra il milionario e la morte: se lui la guiderà alla scoperta della Vita, gli darà più tempo per vivere… da quel momento in poi la morte sarà per tutti: Joe Black!
Tutto il film è ben strutturato: una sceneggiatura solida, un cast affiatato e la caratterizzazione dei personaggi che è semplicemente perfetta, rendono il prodotto piacevole, interessante e coinvolgente fino alla fine. Purtroppo la durata di 180 minuti è molto eccessiva e alcune scene rendono il film un po' lento… Ma i dialoghi, i monologhi (come quello descritto precedentemente), l’affinità tra i protagonisti e i personaggi secondari e soprattutto… il finale… fanno passare tutti i difetti in secondo piano.
Le colonne portanti di tutto il film sono senza dubbio Anthony Hopkins e Brad Pitt… il primo, come sempre, è immune da ogni critica, semplicemente magistrale con una interpretazione autoritaria, talmente possente da imporsi addirittura sulla morte se c’è di mezzo l’amore per la figlia; Hopkins ci trasmette in maniera esemplare e senza il minimo sforzo, l’amore paterno: quello vero!
Brad Pitt supera brillantemente questa difficilissima prova ed interpreta il sinistro personaggio, a tratti buffo, a tratti autoritario, con il suo straordinario talento e quel fascino che in fin dei conti l’ha sempre contraddistinto e reso celebre. Inoltre Il gioco di sguardi fra Brad Pitt e Claire Forlani è travolgente, passionale ed è in grado di trasmettere, per quanto paradossale sia, AMORE!
Vi presento Joe Black in fin dei conti è una favola nera in rosa, capace di distruggerti, farti emozionare, innamorare e poi distruggerti ancora… ti fa riflettere sul peso degli anni che passano, sugli errori commessi, sull’amore paterno e l’amore in generale!! Un film che consiglio e che rivedrei altre cento volte senza mai stancarmi.
E se è vero che la morte è l’unica certezza in questa vita… è anche vero che al cuor non si comanda!!
Sempre Vostri
C & C