USA, 2012
Genere: western, avventura, azione
Durata: 165'
Regia: Quentin Tarantino
USA, 2012
Genere: western, avventura, azione
Durata: 165'
Regia: Quentin Tarantino
“Ogni singola parola uscita dalla bocca di Calvin Candie non era che una stronzata, ma su una cosa aveva ragione…Io sono quel negro su diecimila.”
Qualche tempo fa, ritornati purtroppo nuovamente nel déjà-vu del lockdown, io e mio padre nello scorrere la guida tv della serata non abbiamo potuto fare a meno di notare e di scegliere di rivedere Django Unchained… capolavoro di Quentin Tarantino che trasmettevano in prima serata su Rai 4.
Devo ammettere che all’inizio c’è stato un momento di incomprensione in quanto mio padre pensava che il film in questione fosse la pellicola western omonima del 1966 diretta da Sergio Corbucci, ed è stato proprio grazie a lui che ho scoperto che proprio il protagonista di quel film, ovvero Franco Nero, recita in un cameo di pochi minuti nel quale interpreta Amerigo Vassepi, uno schiavista che incontra Django e gli chiede come si chiama.
Alla risposta: "Django, la “D” è muta…” Amerigo dichiara: "Lo so".
È stato un bel momento ed un bellissimo omaggio (come tutto il film in generale) da parte di Quentin Tarantino nei confronti di colui che nel lontano 1966 interpretò proprio Django.
Il film è ambientato in un periodo storico molto importante per l’America dell’800… Ci troviamo in Texas nel 1858, poco prima dell’inizio della Guerra di secessione americana. Lo schiavo di colore Django (interpretato da Jamie Foxx) viene liberato dall’ex dentista tedesco King Schultz (interpretato da un IMMENSO, come sempre, Christoph Waltz), ora cacciatore di taglie, che ha bisogno di lui per riconoscere tre criminali che sta cercando. Fra i due nasce un ottimo rapporto che si trasforma in sincera amicizia, grazie della quale Schultz decide di aiutare Django a perseguire il suo più grande desiderio, ovvero liberare la moglie Broomhilda (interpretata da Kerry Washington), tenuta prigioniera dal ricco proprietario terriero Calvin Candie (interpretato da un inedito Leonardo DiCaprio). Schultz e Django raggiungono così Candyland, l’imponente tenuta in cui risiede Candie, con l’obbiettivo di ottenere attraverso l’inganno la libertà di Broomhilda dal malvagio schiavista.
Ci tengo a precisare che non sono per niente appassionato del genere western… ma la bellezza di questa pellicola sta proprio nel fatto che il regista usa questo genere come base da cui vengono tratte solo l’ambientazione, alcuni elementi tipici (cacciatore di taglie per esempio), le varie citazioni a pellicole del passato ed ovviamente i temi musicali. Una base sulla quale il maestro Tarantino ha potuto plasmare questo capolavoro come solo lui sa fare, partendo da piccoli spunti per poi regalarci un viaggio cinematografico che abbraccia dramma, commedia e un pezzo di storia americana, quella che riguarda la schiavitù e la discriminazione razziale. Un film in cui non mancano di certo violenze sia fisiche che verbali, ma mai come in questo caso hanno una specifica giustificazione, ovvero la volontà di descrivere e mostrarci i soprusi subiti per intere decadi verso le persone di colore.
Una sceneggiatura perfetta (premio oscar meritatissimo per la migliore sceneggiatura originale), ricca di battute memorabili e in cui nulla è lasciato al caso… ma senza alcun dubbio viene esaltata da un cast STELLARE!! Per questa pellicola, come avete già potuto notare dalla trama, Tarantino si avvale della collaborazione di attori a dir poco strepitosi: un irriconoscibile Samuel L. Jackson nei panni dello spregevole capo della servitù Stephen, uno straordinario Christoph Waltz e altri due formidabili interpreti come Leonardo DiCaprio (in uno dei suoi pochissimi ruoli da villain) e Jamie Foxx, che interpreta proprio il protagonista.
Cosa potremmo aggiungere? Nulla. È già perfetto così.
Un duello di bravura tra attori immensi, che raramente ci capita di vedere nei film (fatta eccezione per i film di Scorsese…), nel quale domina a mani basse, un formidabile Christoph Waltz, che più lo osservo e più mi convinco che definirlo attore non protagonista (categoria di Oscar vinta due volte) è più un’offesa che un complimento, dato che è solo lui che a più riprese guida tutta l’azione e il percorso verso la libertà di Django, dimostrando un’abilità dialettica ed una macabra ironia che solo lui sa fare… un po' come il colonnello Hans Landa.. ma questa volta con molta più umanità. Grandi conferme arrivano anche da Leonardo Di Caprio che conferma la sua grande poliedricità interpretando un personaggio spregevole, che incarna la meschinità e i vizi che il film vuole mettere in luce. A Jamie Foxx tocca forse il lavoro più difficile, ovvero quello di dare corpo ad una nuova icona western, e nonostante la scena gli venga rubata più volte da due grandi comprimari, la sua interpretazione risulta comunque molto convincente.
Oltre alla collaborazione con questi fantastici attori, il regista è riuscito a coinvolgere nel progetto colui che ha composto le opere musicali delle più grandi pellicole del suo idolo Sergio Leone, ovvero il MAESTRO Ennio Morricone (se vi fa piacere sul ns. sito potete trovare un omaggio in memoria di questo pilastro della musica mondiale) compositore del brano originale “Ancora qui” eseguito da Elisa.
Concludo questa recensione consigliando ovviamente la visione di questo film e aggiungo anche che rivedendolo, anche dopo molti anni, mi ha trasmesso le stesse emozioni della prima volta… e nonostante abbia una durata di 165 minuti, posso riconfermare che Django Unchained è intrattenimento allo stato puro… uno spettacolo che esalta i sensi di chi lo guarda attraverso parole, immagini e musica che solo un genio come Tarantino poteva creare.
Chapeau!
Sempre Vostri
C & C