Francia, 2021- in produzione
Genere: azione, commedia, poliziesco
Stagioni: 1
Episodi: 5
Ideatore: George Kay, François Uzan
Francia, 2021- in produzione
Genere: azione, commedia, poliziesco
Stagioni: 1
Episodi: 5
Ideatore: George Kay, François Uzan
“Arsène Lupin è più di un libro, è la mia eredità, il mio metodo, la mia via… Io sono Lupin…”
Prima di entrare nello specifico con l’analisi della nuova serie tv targata Netflix è doveroso fare un ringraziamento ad un caro amico che mi ha spinto con moltissimo entusiasmo nella visione di Lupin, un consiglio prezioso che mi ha permesso di scoprire un prodotto davvero intrigante.
A differenza dell’altra metà che gestisce con me la C&C il sottoscritto è molto più conservatore e quindi alla diffusione delle prime immagini e primi dettagli sull'ambientazione moderna, devo dire la verità, non ne sono rimasto molto entusiasta.
E invece… ora ne scrivo in maniera molto soddisfatta, il racconto rielaborato in chiave moderna delle avventure del personaggio creato da Maurice Leblanc è leggero ma mai banale e i personaggi sono strutturati e sviluppati molto bene, a partire dal protagonista Omar Sy, entrato perfettamente nel ruolo con un carisma davvero coinvolgente.
La serie si sviluppa attorno alle vicende di Assane Diop (interpretato da Omar Sy), la cui vita è stata segnata dalla morte del padre quando era adolescente. Un evento traumatico sul quale Assane decide di indagare venticinque anni dopo, per capire e vendicare, ispirandosi alle imprese e soprattutto i modi di Arsène Lupin, il ladro gentiluomo, narrati nei libri ricevuti proprio dal padre, che rappresentano per lui un forte legame con il genitore oltre che un vero e proprio modello spirituale. Tutto parte dall'elaborato furto della preziosa collana della Regina dal Louvre, un gioiello legato alle accuse subite dal padre Babakar Diop (interpretato da Fargass Assandé) nel passato e dal quale Assane capisce che qualcosa non torna nel modo in cui quella vicenda è stata raccontata e archiviata.
Come già accennato in precedenza Omar Sy è l’elemento di spicco di tutta la serie, l’attore già ampiamente apprezzato per il film ormai cult “Quasi Amici”, in questa nuova veste è perfettamente a suo agio, il suo Lupin buca lo schermo, rende credibile ogni situazione, si muove a suo agio sia nell'ambito più intimo e personale del personaggio che in quello più scaltro e professionale. La prova dell'attore francese è tale da offuscare quasi i suoi comprimari, vittime di una scrittura che si affida al suo carisma e fa sì che ogni elemento della costruzione narrativa sia in sua funzione. Se proprio si deve trovare qualcosa che non va è proprio la scrittura di tutte le figure di contorno che lasciano a desiderare in quanto a un approfondimento che però potrà arrivare sicuramente negli sviluppi futuri della serie.
La serie creata da George Kay e François Uzan sceglie di approfondire e tratteggiare con intelligenza ed eleganza il suo personaggio, rivelandone poco a poco le sfumature, svelando dettagli che evocano ulteriori domande da affrontare in futuro, andando oltre i cinque episodi di questa prima parte.
Il Lupin di Netflix funziona quindi da un duplice punto di vista, sia come classico heist movie nelle sequenze di furti e imprese di ogni tipo, sia come l’interessante storia di un uomo che non rinuncia ad analizzare e capire le ferite del proprio passato, che hanno contribuito a formare l'uomo che è oggi.
Una serie che merita assolutamente di essere vista da tutti, in attesa di una seconda parte che si prospetta scoppiettante e piena di colpi di scena.
Sempre Vostri
C & C