USA, 2016 - in produzione
Genere: fantastico, commedia, drammatico, poliziesco
Stagioni: 5
Episodi: 83
Ideatore: Tom Kapinos
USA, 2016 - in produzione
Genere: fantastico, commedia, drammatico, poliziesco
Stagioni: 5
Episodi: 83
Ideatore: Tom Kapinos
“In principio… l’angelo Lucifero fu bandito dal Paradiso e condannato a governare l’Inferno in eterno.
Finché non decise di prendersi una vacanza…”
Giunta ormai alla quinta stagione, con una seconda parte o sesta stagione come preferite già confermata, Lucifer si conferma una delle migliori serie del momento. Buttare giù una recensione per una serie così lunga e per di più ancora in produzione risulterebbe essere un’impresa ardua e pressoché inutile perché rivelerei inevitabilmente molti spoiler. Proverò quindi a scrivere qualcosa di “diverso” dal solito, una sorta di elenco di aspetti che mi hanno fatto appassionare alla serie e che spero faranno appassionare chi leggerà.
Prima di cimentarmi in questo compito ritengo sia necessario quanto meno dare un input su ciò che la serie tratta. La storia ruota attorno alle vicende del diavolo, ovvero Lucifer Morningstar (interpretato da un meraviglioso e perfetto Tom Ellis). Il Signore dell’Inferno, infatti, ha abbandonato il suo trono e si è ritirato da cinque anni a Los Angeles con il suo demone (guardia del corpo) Mazikeen (interpretata dalla magnetica Lesley-Ann Brandt). La sua vita procede in maniera ordinaria tra le feste nel suo locale, il Lux, e la abituale stipula di particolari patti con quanti si rivolgono a lui. Tutto ciò dura fino a quando l’Angelo Caduto incrocia la strada di una detective della omicidi, Chloe Deker (interpretata da Lauren German), che suscita il suo interesse, essendo l’unica immune al suo fascino tentatore che gli permette di far emergere i desideri più profondi delle persone. Annoiato dalla quotidianità ed incuriosito dalla compassione per l’umanità di Chloe, Lucifer deciderà di affiancarla nei casi di omicidio; nascerà così una lotta interiore tra la sua tentazione verso il lato del bene e la sua vocazione originale verso il male.
Dopo aver spiegato, in maniera molto riassuntiva, di cosa tratta la serie proverò ora ad analizzare gli aspetti che l’hanno resa per me una delle migliori serie degli ultimi anni.
1 – Tom Ellis
Attore dotato di una classe recitativa eccellente, il merito del successo della serie è senza ombra di dubbio, per la maggior parte, il suo. Si, perché diciamoci la verità, gli sviluppi narrativi e alcuni intrighi non sono proprio originali, anzi… ma Tom Ellis riesce a rendere tutto perfetto. Si immedesima alla perfezione della parte del diavolo (e non solo, per chi ha visto la quinta stagione), risultando ironico, sarcastico, narcisista ed estremamente turbato allo stesso tempo. Anche il fisico gioca la sua parte e in questo caso l’attore britannico, un metro e novanta di fisico scolpito, barbetta incolta e uno sguardo sornione, interpreta al meglio il seducente e strafottente signore dell’inferno. A ciò si aggiungano anche le doti vocali superlative di Ellis (per apprezzarlo al meglio consiglio di ascoltarlo in lingua originale durante le sue esibizioni) grazie alle quali Lucifer ripropone delle famose cover, dando loro un tocco personale ed originale (la mia cover preferita è Someone to Watch Over Me, brano di Frank Sinatra, rivisitato da Ellis nella quinta stagione).
2 – Protagonista / Antagonista
Non mi stancherò mai di dirlo, migliore è il villain migliore sarà la serie tv, il film o il libro che sia.
E in questo caso gli autori si sono superati, perché hanno messo al centro della storia il maligno, il cattivo per eccellenza: il Diavolo.
Il personaggio che ci troviamo davanti ha mille sfaccettature (grazie alla già citata bravura di Ellis): complesso e tormentato, maschera le proprie insicurezze con l’ironia e il sarcasmo, desideroso di comprendere le emozioni umane da cui resta contagiato decide addirittura di andare in analisi, regalandoci delle scene meravigliose, con delle perle uniche. Lucifer riunisce in sé tutte le fragilità che lo rendono più umano di molti altri che lo sono per natura. Ha un dono, suo punto d’orgoglio, che è quello di non mentire mai. E facendo ciò, esprime un concetto su cui riflettere, il concetto cardine su cui si basa tutta la serie: non bisogna confondere il male con il Diavolo, il primo è quello che commettiamo noi grazie al libero arbitrio; Lui punisce il male, non lo crea. Un concetto estremamente sottile e soprattutto molto difficile da rappresentare, ma possiamo affermarlo con certezza, in questo caso l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto.
3 – Nessuna questione “teologica”
In effetti sono stato uno dei primi a pensare che la serie non rispettasse la cristianità deridendo la bibbia e altri concetti religiosi, ma fortunatamente tutti i miei dubbi si sono rivelati infondati. In realtà tutta la storia è una storia di redenzione piuttosto che un grande dibattito teologico. E se lo guardiamo mettendo da parte il nostro credo religioso, qualunque esso sia, è questo il messaggio che emerge in ogni episodio, dove ci vengono mostrate le contraddizioni della società moderna: avida di denaro, affascinata da predicatori e sette, preda di comportamenti poco nobili. Il Diavolo però osserva con occhi critici e distaccati l’umanità che lo circonda, resta infatti conquistato dal modo con cui alcuni individui si distinguano cercando di porre rimedio alle ingiustizie degli altri o alle proprie, e testando l’umanità il Signore degli Inferi finisce per cambiare egli stesso, abbassando le proprie difese.
E se può redimersi Lucifero…
Particolare il momento, che evidenza il concetto descritto in precedenza, nell'episodio nove della prima stagione nel quale il Diavolo ci regala un breve ma intenso e profondo dialogo con suo (nostro) Padre.
4 – Crime sì… ma con tanta ironia…
È palese il riferimento ad altre produzioni, di sicuro la serie non spicca per l’originalità delle vicende da risolvere ma l’elemento soprannaturale rende lo show piuttosto interessante. E così, presto, la detective capirà quanto sia importante avere affianco uno come Lucifer che riesce a fare confessare ai sospettati tutti i loro desideri più reconditi, mettendo il duo sulla giusta strada per risolvere il crimine. Come già accennato in precedenza, se la serie non eccelle per originalità ciò che veramente spicca è la squadra che aiuterà la detective nella risoluzione dei casi. Troviamo quindi l’ex marito di Chloe, il detective Dan Espinoza (interpretato da Kevin Alejandro), ribattezzato da Lucifer ‘detective Str***o; il demone ninja Mazikeen “Maze”, che corre in aiuto del Signore degli Inferi quando è in difficoltà; Ella Lopez (interpretata da Aimee Garcia), un medico legale, la cui solida fede cattolica è spesso pretesto di interessanti dibattiti con il Diavolo in persona. In tutto ciò la risata è sempre assicurata, Lucifer è una fonte inesauribile di ironia, talvolta anche politicamente scorretta, e quindi ancora più irresistibile.
È inoltre da sottolineare come ogni caso offra lo spunto per una duplice lettura: dietro l’omicidio da risolvere, c’è anche una storia umana che permette a Lucifer di esplorare l’umanità e confrontare con essa i suoi sentimenti.
5 – Senza tabù
In questa serie non ci sono praticamente tabù sul sesso, finalmente una serie che parla chiaro, senza ridicoli doppi sensi, senza troppi giri… da questo punto di vista… PERFETTA!
Oltre al sesso la serie non presenta neanche tabù sulla religione, anzi la lettura della Bibbia viene trattata come fonte mitologica risultando molto interessante offrendo punti di vista assolutamente inaspettati.
Ci vengono mostrati demoni e angeli nella loro complessità risultando, a volte, anche più fragili degli umani stessi, il personaggio di Amenadiel (interpretato da D. B. Woodside), fratello di Lucifer, ne è l’esempio più lampante.
Insomma, spero di essere stato abbastanza convincente, cercando di spoilerare il meno possibile…
Una serie che consiglio a tutti, anche per i non appassionati del genere, uno show estremamente intelligente e sarcastico allo stesso tempo, ne resterete maledettamente attratti!!!
Sempre Vostri
C & C