USA, 2020
Genere: Thriller, drammatico, horror
Stagioni: 1
Episodi: 10
Ideatore: Richard Price
“King conosce ogni faccia del male”
In The Outsider, Stephen King ci consegna una nuova figura del male che però attinge alla tradizione, quell’Uomo Nero (El Cuco) che ogni bambino ha temuto e che ha alimentato i nostri incubi.
Gli avvenimenti si svolgono a Flint City, in Oklahoma, dove un bambino di 11 anni viene barbaramente ucciso. Il detective Frank Anderson (interpretato da Ben Mendelsohn) ha accumulato prove schiaccianti che inchiodano Terry Maitland (interpretato da Jason Bateman), allenatore della squadra di baseball della scuola, persone rispettata e insospettabile. Tuttavia inizieranno a comparire prove che dimostreranno che l’uomo si trovava in un’altra città al momento dell’omicidio del bambino. Ci si troverà di fronte a qualcosa di inspiegabile e minaccioso che sgretolerà ogni certezza e convinzione dei personaggi. A fare luce su tutto ciò ci sarà Holly Gibney (interpretata da Cynthia Erivo), già presente in una precedente trilogia dell’autore, la quale si è già scontrata in passato con eventi impossibili da spiegare con la sola logica.
Il libro riporta King ai suoi livelli dopo alcuni testi non proprio all’altezza della sua fama.
Uno degli aspetti che adoro dell’autore è la sua maledetta, fenomenale capacità di descrizione delle scene nei minimi dettagli coinvolgendo il lettore immergendolo nel terrore dei personaggi.
Viviamo in un momento storico in cui il male si annida davvero ovunque e King ci lascia un messaggio: bisogna stare attenti e avere fiducia nel prossimo anche se è rischioso, ma il più delle volte non c’è altra scelta. Come nei migliori libri dell’autore ad un certo punto accade qualcosa che coglie del tutto impreparati e stravolge del tutto la narrazione (riesce sempre a fregarti, maestro assoluto)…
Con lo scorrere delle pagine, in un crescente stato di angoscia, King ci fa conoscere l’Uomo nero, con i suoi mille volti e le fragilità tipiche di un essere umano. In questo viaggio tra realtà e soprannaturale scenderà in campo Holly Gibney (personaggio presente in una precedente trilogia), detective privato che ci guiderà nel concetto che “l’universo non ha confini”. Il finale sembra lasciare un po’ con l’amaro in bocca: un sacco di perché rimangono senza risposte, ma forse è giusto così, trovare una spiegazione ad ogni cosa sarebbe uno sforzo inutile.
L’adattamento televisivo, sicuramente in molti non saranno d’accordo con me, non mi ha particolarmente entusiasmato. Avendo molte aspettative, essendo una produzione HBO, sono rimasto un po’ deluso.
ATTENZIONE: non sto dicendo assolutamente che si tratta di una produzione scarsa (ci sono stati degli adattamenti dai libri di King nel passato che definirli orripilanti sarebbe un complimento) però avrei preferito vedere qualcosa di diverso. Nel libro vengono raccontati e descritti gli eventi di violenza mentre nella serie vengono rappresentati gli effetti sui personaggi della violenza stessa. Questo passaggio, condivisibile o meno, lo discosta secondo il mio parere dal pensiero dell’autore. Inoltre, il personaggio di Holly Gibney viene estremamente enfatizzato nell’adattamento televisivo, assume un’eccessiva potenza drammatica che la discosta totalmente dal libro. Nulla da dire sul cast: in particolare Ben Mendelsohn riesce perfettamente a raffigurare la figura di un uomo afflitto da rimorsi e in continua ricerca della verità.
Concludo ribadendo il concetto che non si tratta assolutamente di un prodotto di basso livello, ma consiglio vivamente per prima cosa la lettura del romanzo (che sicuramente vi assorbirà completamente) e successivamente la visione della serie tv.
Sempre Vostri
C & C