Titolo originale: Eternals
USA, 2021
Genere: avventura, fantascienza, azione
Durata: 156'
Regia: Chloé Zhao
Titolo originale: Eternals
USA, 2021
Genere: avventura, fantascienza, azione
Durata: 156'
Regia: Chloé Zhao
Come già scritto a più riprese, non siamo particolarmente ferrati sui fumetti Marvel, e se da un lato questa mancanza emerge ogni volta che si entra nel merito di ragionamenti da nerd o paragoni vari, perlomeno ci aiuta ad osservare l’evoluzione dell’universo cinematografico acconcio con gli occhi puliti e un approccio totalmente neutro. L’aspetto che più ci diverte è quello di mettere assieme i tasselli, e vedere di volta in volta cosa viene dopo.
Detto questo, eravamo particolarmente curiosi riguardo agli Eterni, protagonisti del nuovo tassello dell'MCU nonché del primo botto grosso esclusivamente in sala dai tempi di Avengers: Endgame, volendo considerare Black Widow (recensione disponibile sul nostro sito) e Shang-Chi (recensione che sarà presto disponibile) due capitoli minori.
Eravamo curiosi soprattutto per il coinvolgimento di Chloé Zhao alla regia e alla sceneggiatura. Infatti la scelta della cineasta cinese, fresca vincitrice dell’Oscar alla miglior regia e miglior film per Nomadland (recensione disponibile sul nostro sito), sottintendeva sulla carta un cambio di toni rispetto ai vari Avengers, dove l’epica c’era, eccome, ma quasi sempre filtrata da una bella dose di caos.
Il cambio di marcia è evidente, sia nel bene che nel male. Tanto per cominciare con Eternals la posta si alza ancora, e dopo la magia e le schermaglie spazio-temporali entra in gioco la mitologia nell’accezione più classica. Gli Eterni, di fatto, rappresentano per il MCU la cosa più vicina a delle divinità laddove i supereroi comparsi finora restano delle elaborazioni.
In questo caso siamo effettivamente di fronte a esponenti dei principali pantheon, un gruppo impegnato da millenni a seguire l’evoluzione dell’umanità ed eventualmente difenderla dai misteriosi Devianti, ma senza interferire in nessun’altra faccenda, così da togliere ogni dubbio sul perché del loro non coinvolgimento nella lotta a Thanos. Trovano spazio, quindi: una divinità solare di matrice apollinea, una trickster, i prototipi di Atena ed Efesto, una classica dea madre e nientepopodimeno che Gilgamesh.
È interessante prendere atto che per taglio e tono quello confezionato da Chloé Zhao sia a oggi il film DC più riuscito pur trattandosi del MCU: le risate non fioccano come al solito, i personaggi tendono a prendersi parecchio sul serio mentre la messa in scena li proietta lungo campi profondi e spazi aperti, vuoti. Spazi ancestrali in balìa della natura e in aperto contrasto con le varie Washington o New York, a sottolineare la differenza di piano tra gli Eterni e il resto dei supereroi in circolazione.
Siamo sulla Terra ma potremmo essere su Marte, per quanto ci riguarda, e immagino che la regista di Nomadland sia stata reclutata proprio per fornire alla storia un’estetica così netta.
Forse troppo, nessuno era pronto ad uno strappo così netto rispetto a quello a cui eravamo abituati.
Ed è proprio questo il principale problema di Eternals: l’incapacità di conciliare fino in fondo le proprie pretese col contesto, il lirismo di alcune sequenze con la goffaggine di altre, l’etica con l’estetica.
Inoltre si percepisce un netto conflitto tra il taglio generale e l’impostazione di alcune scene, per non dire di quello aperto da dialoghi e cast: la plastificatissima Angelina Jolie, ormai in difficoltà anche a muovere la bocca, e nell'imbalsamato Richard Madden. Ed è un peccato, soprattutto a fronte delle buone interpretazioni offerte da Lauren Ridloff (interprete dell’eterna Makkari), Barry Keoghan (interprete dell’eterno Druig) e Brian Tyree Henry (interprete dell’eterno Phastos, e a nostro avviso il personaggio più riuscito), per dirne tre, ma tutti gli attori meno celebrati funzionano alla grande.
Anche il ritmo è un po’ inceppato, soprattutto quando la squadra sta lavorando per ricomporsi, ma nel complesso il minutaggio abbondante non è pesato.
Eternals non è stato sicuramente il nostro capitolo preferito dell’MCU ma perlomeno ce la mette tutta a dire e fare qualcosa di diverso in ambito Marvel. L’impianto confezionato da Chloé Zhao, aperto e pienamente cinematografico, si nota, e paradossalmente finisce per far pesare le proprie qualità su tutto quanto il resto. Su una storia intrigante ma eccessivamente pretenziosa; su alcune scelte estetiche discutibili, ma soprattutto sulla gestione poco riuscita di alcuni membri del cast. Detto questo, concludiamo la recensione consigliando la visione del film, tutto sommato le due ore e quaranta non si sentono, e restiamo curiosi di scoprire quali micce si accenderanno adesso nell’universo cinematografico Marvel.
Sempre Vostri
C & C