USA, 1983
Genere: thriller, fantastico
Durata: 110'
Regia: John Carpenter
USA, 1983
Genere: thriller, fantastico
Durata: 110'
Regia: John Carpenter
She is seductive.
She is passionate.
She is possessive.
She is pure…. EVIL.
Ad Ivan,
un ragazzo appassionato di tutto ciò che riguarda il mondo dell’horror e che da qualche mese collabora con noi e ci ha fatto riscoprire, anzi rispolverare, un genere che avevamo accantonato da tanto, forse troppo, tempo.
Proprio qualche settimana fa gli chiedemmo qualche consiglio poiché interessati a vedere un film del regista horror John Carpenter, e lui prontamente ci inviò una bella lista ricca dei suoi titoli preferiti.
Dopo una lunga ed attenta analisi (scherzo, i titoli erano tutti invitanti) decidemmo di optare per Christine e questa accoppiata Carpenter - S. King. Questo film sfonda una porta aperta perché dobbiamo confessare che Stephen King ci ha accompagnato in molti momenti bui della nostra vita con i suoi romanzi terrificanti e alle volte ci rispecchiavamo in alcuni dei suoi personaggi, dunque questo è stato un assist perfetto.
Adesso però bisogna fare una gigantesca premessa: dato che non siamo appassionati del genere, ci scusiamo in anticipo se potremmo risultare poco precisi o incompleti su alcuni aspetti, ma ci andava di lasciare un nostro pensiero, come sempre molto soggettivo e personale, su questo prodotto.
Christine - La macchina infernale è un film horror/thriller del 1983 diretto da John Carpenter e basato sull’omonimo romanzo di Stephen King. Al centro della storia e protagonista assoluta di questa pellicola è senza dubbio questa macchina, Christine, una vettura molto “speciale” ed infernale che nella Detroit degli anni ’60 ha provocato delle morti alquanto sospette. Circa vent’anni dopo, in California, Arnie Cunningham (interpretato da Keith Gordon), durante il suo primo giorno di scuola, viene aggredito nell’officina dell’istituto da un gruppo di bulletti: Richard Trelawney (interpretato da Steven Tash), Don Vandenberg (interpretato da interpretato da Stuart Charno), Moochie Welch (interpretato da Malcolm Danare) e il loro leader Buddy Repperton (interpretato da William Ostrander). In seguito all’accaduto, i quattro vengono espulsi e giurano al ragazzo di vendicarsi. Quello stesso giorno, sulla strada verso casa, il protagonista nota una Plymouth Fury del '58 in vendita e, nonostante l’auto sia conciata davvero male, decide lo stesso di chiedere informazioni al proprietario, il quale gli racconta che la macchina si chiama Christine e che apparteneva al suo defunto fratello. Contro il volere dei genitori Arnie decide di acquistarla e comincia a dedicarle tutto il suo tempo, rimettendola a nuovo in una vecchia officina della città. Da quel momento tra i due si instaura un rapporto morboso, quasi d’amore. Nel frattempo Dennis (interpretato da John Stockwell), il migliore amico di Arnie, viene a conoscenza delle strane morti legate a Christine. La macchina, intanto, comincia a dare segni di vita e ad aggredire tutti quelli che si mettono tra lei ed Arnie: prima Dennis e poi la fidanzatina Leigh (interpretata da Alexandra Paul). Dopo ogni incidente, l’auto si autorigenera diventando sempre più bella di prima. Tutto si complica quando Christine decide di vendicarsi dei bulli che avevano aggredito Arnie…
La prima cosa che si nota durante la visione di questo film è stata l’impronta che Stephen King ha dato a tutto il prodotto. Come successo anche con IT (capolavoro assoluto, sia il romanzo ma anche il film del 1990) i ragazzi meno popolari della scuola, in questo caso il giovane protagonista, vengono sempre presi di mira dai bulletti del liceo finendo per diventare un vero e proprio tormento. Meno presente invece è stata la minuziosità che quasi sempre il maestro dell’horror usa nel descrivere ogni personaggio o paesaggio (ma ricordiamoci che stiamo parlando di un film e non di un romanzo). Il regista John Carpenter, pur non seguendo alla lettera il libro (forse non il mio preferito di S.K.) è riuscito a rendere il tutto godibile, grazie anche a molte scene cariche di suspense, ma soprattutto anche grazie ad un utilizzo di humor nero, con la scelta dei pezzi Rock'n roll suonati dall’autoradio della stessa macchina come commento sonoro agli omicidi. Pazzesco! Credo che questo ci invoglierà a guardare e riscoprire altre sue pellicole.
Inoltre dobbiamo aggiungere che per essere un film del 1983, bisogna ammettere che anche gli effetti speciali sono stati ben fatti e credibili (nonostante i mezzi di quegli anni) alcuni dei quali davvero interessanti (come ad esempio le sequenze della rigenerazione dell’auto, che tutt’oggi restano un gioiello di tecnica e maestria).
Questo adattamento di Carpenter si focalizza specialmente sul legame che si crea tra Arnie e Christine… dall’inizio alla fine: un “amore” che va pian piano degenerando, fino a quando la macchina rivela la propria natura mostruosa e Arnie, ormai completamente impossessato dall’auto, diventa anche lui un mostro dallo sguardo allucinato.
È doveroso concludere come abbiamo iniziato, ovvero ringraziando il nostro caro amico Ivan per il prezioso cine-consiglio, sicuri che apprezzerà il nostro omaggio e ci perdonerà se siamo stati poco precisi nei dettagli.
Dall’inizio di questo percorso e dall’apertura della nostra pagina, ci sentiamo di consigliare a tutti voi che se non vi piace un genere in particolare, dovete provare ad abbattere qualsiasi barriera di pregiudizi e provare ad andare oltre… noi possiamo dire che più che barriere avevamo costruito grandi muraglie… e giorno dopo giorno le stiamo abbattendo, questo grazie a nuove conoscenze e consigli di persone a noi vicine. Grazie!
Sempre Vostri
C & C