USA, Canada, 2020
Genere: biografico, gangster, drammatico, poliziesco
Durata: 103'
Regia: Josh Trank
USA, Canada, 2020
Genere: biografico, gangster, drammatico, poliziesco
Durata: 103'
Regia: Josh Trank
“Faccio i soldi soddisfacendo una domanda del pubblico. Se io violo una legge, i miei clienti, che sono centinaia tra la migliore gente di Chicago, sono colpevoli anch'essi. L'unica differenza tra di noi è che io vendo e loro comprano. Tutti dicono che sono un uomo del racket, io mi definisco un uomo d'affari. Quando vendo liquore è contrabbando. Quando chi sta sopra di me lo serve su un vassoio d'argento in Lakeshore Drive, è ospitalità ”
Questa pellicola è sicuramente coraggiosa e fuori da ogni schema, soprattutto se si vuole rappresentare diversamente la storia di Al Capone, il gangster Italo americano più famoso e temuto del novecento e che più volte abbiamo visto sul grande schermo. Impossibile non menzionare The Untouchables (1987) e la stupenda interpretazione di Robert De Niro proprio nei panni dello spietato malavitoso (altra immensa interpretazione).
Ma questo Alphonse “Al” Capone è totalmente diverso ed imparagonabile a tutte le altre pellicole viste finora. Delle “chiacchiere e distintivo”, degli assassini e di tutti i contrabbandi illegali di alcool... ne rimane soltanto il ricordo e con esso un uomo vecchio e abbandonato al suo destino, che soffre di demenza senile.
Il regista Josh Trank, dopo il disastro di Fantastic Four nel 2015 per il quale è stato massacrato da critica e pubblico (purtroppo ci aggreghiamo anche noi), decide di riprendersi la scena e rialzarsi… facendosi aiutare da un grande Tom Hardy.
Ma veniamo al film…
Purtroppo ancora tutt’oggi questo prodotto è disponibile solo in digitale e in lingua originale, dunque premetto che l’ho visto interamente con i sottotitoli in italiano, una scelta però della quale assolutamente non me ne pento perché ho potuto apprezzare ancora di più la bravura recitativa degli attori ed ovviamente del protagonista (e assoluto) principale.
Alphonse Capone (interpretato da Tom Hardy), dopo un decennio di carcere, e a soli 47 anni, inizia a manifestare i primi segni della demenza, sintomo di una sifilide mai curata. Mentre il suo passato violento inizia a perseguitalo, tornano a galla ricordi dolorosi legati a crimini brutali. Ma tra tutti questi pensieri, ce n'è uno che lo tormenta particolarmente: il re di Chicago ha dimenticato dove ha nascosto il suo tesoro, costituito da milioni di dollari.
Un ricordo sbiadito che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni...
Se pensate di assistere al solito gangster movie vi anticipo già che ne rimarrete delusi perché questo film è in realtà un Biopic drammatico che scava nella più profonda intimità del gangster italoamericano, lasciando tutti (o almeno il sottoscritto) senza parole. Dimenticatevi l’ascesa e gli anni d’oro formati da successi e trionfi… Questo film è pieno di immagini forti, grigie e cupe; ma anche stracolmo di incubi notturni (e non solo) che riemergono dalla mente e dal passato sanguinoso di Al Capone… una triste fine che il protagonista attende tra deliri vari in esilio nella sfarzosa villa a Miami. Non voglio dilungarmi perché si andrebbe a perdere quel fascino e quell'emozione che si prova vedendo il film (almeno spero trasmetta la stessa sensazione per chiunque lo vedrà), quindi voglio e DEVO spendere soltanto due paroline per il protagonista, ovvero Tom Hardy.
Senza fare troppi giri di parole, critiche varie o discorsi inutili… in sintesi rimane una sola cosa da dire: Capone è, di fatto, Tom Hardy. La pellicola si basa interamente su di lui. Un one-man show che dimostra ancora di più il talento poliedrico dell’attore… non che avesse ancora qualcosa da dover dimostrare, perché l’attore britannico è attualmente una star a tutti gli effetti e i suoi film (e non solo) parlano chiaro, negli anni ci ha regalato performance indimenticabili (Venom e Alfie Solomons ne sono l’esempio lampante).
Truccato in maniera eccellente, quasi irriconoscibile nei panni del grande boss, Hardy si è immerso completamente nel personaggio ed è riuscito a trasmettere quel senso di tristezza, paura, rabbia e rancori che Alphonse provava. Gli occhi rossi, il sigaro costantemente acceso, ma soprattutto i crolli fisici e psicologici sono stati un qualcosa di straziante ma allo stesso tempo sono stati anche magnetici e ti incollavano allo schermo. Chapeau!!!
Non tutto è perfetto ed ovviamente i difetti non mancano. Bisogna essere sinceri sul fatto che il film risulta a tratti un po’ confusionale e ci si perde su ciò che è reale e non... non sapendo però se è tutto voluto; insomma per farvi capire… alcuni momenti sono un po’ alla Shutter Island!
Altro “piccolo” problema, (anche se c’era da aspettarselo)… è stato che la sontuosa interpretazione di Tom ha un po’ oscurato il resto del cast e ha tolto spazio e meriti ad attori davvero talentuosi come Linda Cardellini (Green Book), Kyle MaccLaclan (Twin Peaks) e Matt Dillon (La casa di Jack, I ragazzi della 56° strada). Ragazzi succede, può capitare anche al più grande dei registi… forse l’errore in questo caso è stato non approfondire e sviluppare alcuni punti della storia.
In conclusione posso solo dire che Capone di Josh Trank è un prodotto che consiglio di vedere, sia per l’esibizione (ormai ho finito tutto gli aggettivi per descriverla) di Tom Hardy, ma anche per quello che ci mostra il regista, ovvero la parabola finale di un uomo che è costretto a mostrarsi in tutta la sua debolezza… lui che ha passato una vita intera a dominare sui deboli!
Sempre Vostri
C & C