USA, UK, 2019
Genere: thriller, azione, commedia, gangster
Durata: 113'
Regia: Guy Ritchie
USA, UK, 2019
Genere: thriller, azione, commedia, gangster
Durata: 113'
Regia: Guy Ritchie
“Per essere il re della giungla non basta comportarsi da re, devi essere il re e non devono esserci dubbi perché i dubbi creano caos e ti portano alla rovina…”
Dopo quasi un anno dal debutto in patria arriva in Italia, grazie ad Amazon Prime Video, The Gentlemen diretto da Guy Ritchie. Avevo molte attese su questo film, avevo letto infatti molti commenti sulla nuova pellicola del regista britannico ma data la mia scarsa confidenza con l’inglese ho preferito aspettare l’uscita in Italia del film.
E devo dire la verità, ne è valsa veramente la pena.
Dopo dieci anni di film con ambizioni da blockbuster, incluso il remake in live-action di Aladdin (di certo non il suo miglior lavoro), Guy Ritchie è finalmente tornato a casa con un progetto più "piccolo", in salsa gangster come piace a lui e soprattutto a noi.
Il film ruota attorno alle attività criminali di Mickey Pearson (interpretato da Matthew McConaughey), americano trapiantato a Londra e dominatore indiscusso del commercio di cannabis. Egli vuole ritirarsi e vivere in pace con la moglie Rosalind (interpretata da Michelle Dockery), ma il piano vendere il tutto al miliardario statunitense di origini semite Matthew Berger (interpretato da Jeremy Strong), rischia di essere compromesso da vari individui che per un motivo o per l'altro ce l'hanno con lui.
Tra questi c'è Fletcher, un investigatore privato assunto per indagare sugli affari loschi di Pearson.
Quest’ ultimo è senza ombra di dubbio uno dei personaggi migliori mai scritti da Ritchie: impertinente, audace, ficcanaso, logorroico, brillante. L’interpretazione del personaggio da parte di Hugh Grant è semplicemente meravigliosa, un ruolo inedito per l’attore britannico, a parer mio la migliore del cast, che è di primo livello. Sarà proprio Fletcher a narrare le vicende, sotto forma di conversazione notturna con Raymond Smith (interpretato da Charlie Hunnam), il braccio destro di Mickey. Da quella chiacchierata emerge un quadro lurido ed esilarante, tra complicazioni politiche, rivalità tra gangster e le ambizioni dello stesso Fletcher, che ha trasformato le informazioni raccolte in una sceneggiatura da vendere al miglior offerente.
Con The Gentleman Guy Ritchie torna ai vecchi istinti, abbandona il politically correct e si scrolla di dosso un certo “perbenismo” degli ultimi anni per rimettere insieme un quadro variopinto di personaggi (esilarante la scena in cui Colin Farrell spiega perché un determinato insulto, in quel contesto specifico, non è a sfondo razziale).
Insomma avremo a che fare con inglesi, ebrei, rom, neri, cinesi: c’è n’è per tutti i tipi e colori.
L’aspetto che più risalta agli occhi e che più mi ha piacevolmente colpito è che gli attori si divertono un mondo nell’interpretare i propri personaggi, a partire da Hugh Grant (come detto in precedenza dominatore assoluto della scena), ma anche Matthew McConaughey (attore estremamente versatile e sempre sul pezzo), Collin Farrell (in un ruolo molto divertente e coreografico) e Charlie Hunnam (in un ruolo che ci fa dimenticare finalmente quello di King Arthur, diretto sempre da Ritchie).
Avrei preferito personalmente una maggiore presenza femminile nel cast, anche se la linea seguita dal regista, a partire dal titolo, era ben nota già dall’inizio.
Concludo la recensione di questo film sottolineando per prima cosa il rammarico di non averlo potuto apprezzare in una sala cinematografica, perché ne sarebbe valsa veramente la pena.
Un vero e proprio ritorno alle origini per Guy Ritchie, atmosfere gangster di stampo londinese che il regista ha nel sangue, nulla di nuovo è vero, ma che ci riporta finalmente a terreni conosciuti che non smetteremo mai di apprezzare!!!
Sempre Vostri
C & C