USA, 2021
Genere: fantascienza, azione, thriller
Durata: 113'
Regia: Adam Wingard
Prima di addentrarci nella recensione e nell’analisi dell’ultimo capitolo del franchise dell’universo MonsterVerse, bisogna sottolineare un aspetto importante: questo è un film che merita di essere visto sul grande schermo, gli effetti spettacolari e l’epicità degli scontri tra i “Mostri” avrebbero meritato un palcoscenico migliore, beati coloro che hanno potuto assistere a questo spettacolo in una sala cinematografica, con la speranza che anche noi possiamo tornarci il prima possibile.
Leggendo titoli e articoli vari inerenti Godzilla vs Kong ci hanno particolarmente colpito le parole del quotidiano The Guardian che si riconosce come uno spettatore divertito e che ha apprezzato la resa scenica affermando: “Anche se, sì, Hollywood e Warner Brothers potrebbero finire per essere i vincitori nella battaglia fra Godzilla e King Kong, è una vera sorpresa riferire che anche noi, come spettatori, emergiamo come combattenti nel pieno centro dell’azione. Ed è una sensazione magnifica.”
Godzilla vs Kong uscirà in Italia l’8 aprile e sarà disponibile per il noleggio su tutte le principali piattaforme, noi abbiamo avuto la fortuna di poterlo vedere in anteprima e dobbiamo ammettere che ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.
Godzilla vs. Kong mantiene perfettamente le sue promesse e porta sullo schermo esattamente quello che il titolo promette. Il film, realizzato da Warner Bros e Legendary Pictures dopo gli avvenimenti dei precedenti tre capitoli (potete trovare la recensione del MonsterVerse sul nostro sito), mette i due giganti uno contro l'altro per la prima volta dai tempi del King Kong vs. Godzilla prodotto in Giappone nel 1962.
Non poteva esserci un momento migliore per rimettere in scena i combattimenti tra i due titani, grazie ai budget da blockbuster e alle potenzialità tecniche su cui possiamo contare nel 2021. Diretto da Adam Wingard con le sceneggiature di Eric Pearson e Max Borenstein, Godzilla vs. Kong non solo mantiene la promessa distruttiva del suo titolo, ma riesce anche a riannodare i fili della narrazione dei tre film pubblicati in precedenza dal Monsterverse.
Ovviamente non è un prodotto che fa dei dialoghi o della profondità degli avvenimenti il suo punto di forza ma d’altronde non ne ha alcun bisogno, questo film è un'esperienza scacciapensieri ricca di effetti speciali. E, pienamente consapevoli, gli autori dimostrano di aver compreso e abbracciato questa particolarissima natura.
La trama riprende a grandi linee dove avevamo lasciato le cose alla fine di Godzilla: King of the Monsters, nel 2019. I titani popolano il mondo, con Godzilla "re di tutti i titani". La vita è proseguita e i mostri per la maggior parte se ne stanno per conto loro, ma quando Godzilla attacca un'installazione della Apex Cybernetics (la classica corporazione che ha qualcosa da nascondere), il fragile equilibrio tra mostri e umani cade in pezzi. Contemporaneamente Kong, che è cresciuto molto rispetto alla versione vista nel 1970 di Skull Island, viene trasportato in un luogo abbastanza grande per ospitarlo: la Terra Cava, un ecosistema completamente sotterraneo. Kong deve arrivarci prima che la sua presenza in mare possa attirare l'attenzione di Godzilla. Ci riuscirà? Domanda retorica.
Uno degli aspetti che hanno contribuito alla riuscita del film è stato sicuramente quello di essere riusciti a dare un equilibrio ai due mostri mantenendo però allo stesso tempo alta la tensione tra i due così dà trattenere il pubblico incollato allo schermo.
Altro aspetto assolutamente positivo (almeno per noi) sta nel fatto che l’impostazione del film non permette di far emergere un buono e un cattivo. Godzilla è Godzilla, una forza della natura priva di sentimenti a differenza di Kong che addirittura sviluppa una sorta di legame con una bambina.
Naturalmente, come già potuto osservare nei capitoli precedenti, sono i personaggi umani a subire un minutaggio ridotto e uno sviluppo poco approfondito, anche se è piacevole rivedere Madison (interpretata da Millie Bobby Brown) e Mark Russel (interpretato da Kyle Chandler), il duo padre-figlia di Godzilla: King of Monsters, in realtà il personaggio di Kyle Chandler rappresenta poco più di un cameo.
Invece viene investito più minutaggio su nuovi personaggi, come la scienziata Ilene Andrews (interpretata da Rebecca Hall) ma soprattutto facciamo la conoscenza del podcaster paranoico Bernie Hayes (interpretato da Brian Tyree Henry), determinato a provare che l'Apex nasconde qualcosa e senza dubbio personaggio migliore di tutto il film (escludendo ovviamente i due protagonisti). Dobbiamo constatare purtroppo che dei nuovi volti introdotti, il dottor Nathan Lind (interpretato da Alexander Skarsgaard) è sicuramente quello peggio riuscito, non potendo contare su una storia e un contesto che ci aiuti a capire quali siano le sue motivazioni e perché sia così coinvolto negli eventi narrati.
Possiamo concludere dicendo che Godzilla vs. Kong è un film perfettamente consapevole di quel che vuole essere, investe ogni minuto delle due ore della sua durata per mantenere la promessa del titolo e soprattutto non cerca in alcun modo di uscire fuori dalla sua natura. L’unica pecca potrebbe essere quella che i personaggi umani sono messi in ombra dai due enormi protagonisti, anche se a nostro avviso la scelta è assolutamente comprensibile. Il film è una lettera d'amore dedicata alle storie di questi personaggi iconici, un finale giusto e soddisfacente di un percorso che li ha portati a incontrarsi e scontrarsi, con la speranza che questo sia un nuovo punto di inizio per nuove storie basate in questo universo che ha dimostrato di essere veramente interessante, spazzando via tutto lo scetticismo iniziale.
Il vero peccato è quello di non averlo potuto apprezzare in sala, ma con i nuovi apparecchi di ultima generazione la visione sarà piacevole anche dal divano di casa!
Sempre Vostri
C & C