USA, 2020
Genere: avventura, commedia, azione, fantascienza
Durata: 109'
Regia: Malcolm Spellman
Diciamoci la verità, quanti di noi di questi tempi hanno voglia di immolarsi nella visione di film post apocalittici, catastrofici o distopici?
Penso pochi, se non nessuno…
Ebbene, il nuovo film di Michael Matthews disponibile su Netlix, vi stupirà perché rispetto ai prodotti di questo genere a cui siamo abituati dà vita a un racconto leggero, positivo ma soprattutto ricco di speranza.
La maggior parte delle serie tv o dei film ci hanno mostrato quasi sempre che nei mondi post-apocalittici i veri mostri da temere sono gli esseri umani. In Love and Monsters invece le cose sono ben diverse: l'umanità sopravvissuta si vuole bene, collabora per sopravvivere e i più deboli non vengono messi da parte ma anzi protetti il più possibile. Una visione decisamente ottimista e lontana da quello che accadrebbe nella realtà probabilmente, ma visto il periodo che stiamo vivendo, questo è il tipo di messaggio positivo di cui abbiamo bisogno.
La ciliegina sulla torta è poi rappresentata dal protagonista, ossia Joel Dawson (interpretato da Dylan O'Brien), perfetto per il ruolo e che riesce fin da subito a farsi amare ed arricchire la narrazione di quel pizzico di dark humor in più che non guasta mai.
Anche la trama presenta delle sfaccettature diverse dai soliti standard, in questo caso infatti a porre fine all'umanità non è l’asteroide che minaccia la nostra sopravvivenza ma bensì gli scarti chimici dei missili che, lanciati da tutte le nazioni unitesi nello sforzo di salvare il mondo, ricadono sul pianeta. Tali sostanze colpiscono e modificano il DNA degli animali a sangue freddo (rettili, insetti, crostacei e chi ne ha più ne metta), trasformandoli in enormi e mostruose creature assetate di sangue. La storia inizia sette anni dopo il giorno del giudizio, ma noi veniamo velocemente trasportati al momento in cui tutto è cambiato, scoprendo il passato del nostro protagonista Joel: il giorno della comparsa dei primi mostri è costretto a separarsi dalla sua ragazza Aimee (interpretata da Jessica Henwick), per seguire i suoi genitori nel disperato tentativo di abbandonare il pericolo delle città per un luogo isolato e sicuro. Purtroppo le cose non sono andate come speravano e Joel, sette anni dopo i fatti, si trova rinchiuso in un bunker insieme a un gruppo di altri sopravvissuti. Il ragazzo è un po’ l’emarginato della sua colonia, oltre ad essere l'unico non accoppiato è infatti totalmente incapace nello scontro diretto con i mostri, e il suo ruolo è stato ridotto a quello di cuoco della compagnia e di addetto alle comunicazioni. Proprio grazie alla sua abilità con la radio Joel è riuscito però a rintracciare Aimee, anche lei miracolosamente sopravvissuta ed ora a capo di una comunità sulla costa. Quando un'enorme e deforme insetto si introduce nel bunker e Joel perde uno dei suoi compagni, il ragazzo decide che la vita è troppo breve per passarla lontano dalla donna che ama e, andando contro la volontà degli altri che lo vorrebbero con loro e al sicuro, intraprende un pericolosissimo viaggio nel mondo esterno per raggiungere Aimee. Durante la traversata, che si può definire una vera e propria Odissea, avverrà l'incontro con un furbissimo, adorabile e fedele cane Boy (permettere il parere personale: il mio personaggio preferito) e con un'altra coppia di sopravvissuti, Clyde (interpretato da Michael Rooker) e Minnow (interpretata da Ariana Greenblatt). Saranno questi incontri a generare in lui un incredibile cambiamento che lo renderanno pronto ad affrontare la sua nuova vita e a superare i traumi di quella vecchia, inoltre Joel scoprirà che la bellezza si nasconde anche in un mondo difficile come in quello in cui è costretto a vivere.
In un film che tratta questo genere non si può non analizzare visivo: i mostri realizzati sono tanti e vari, ben sviluppati e realizzati. Anche le ambientazioni in cui si muovono sono molto dettagliate e capaci di trasportarci in un mondo in cui la natura ha nuovamente preso il sopravvento e in cui gli esseri umani non sono più la specie dominante.
Menzione d'onore va fatta alla scena, inaspettatamente dolce, in cui Joel e Boy incontrano un vecchio modello di robot, prossimo al definitivo spegnimento ma in qualche modo bisognoso di un ultimo contatto umano: osservando il passaggio di meduse fluttuanti e luminose, particolare la scelta di farle rientrare nella categoria delle specie mutate non assetate di sangue e ascoltando Stand by Me di Ben E. King, ci rendiamo conto che sul nostro pianeta c'è ancora tantissimo da salvare.
Tra le note “negative” di Love and Monsters dobbiamo purtroppo constatare che la sceneggiatura si appoggia troppo spesso su soluzioni decisamente miracolose per i guai in cui il protagonista si caccia e nessuno dei personaggi secondari viene mai realmente approfondito, servendo semplicemente per dare un po' più di colore ad alcune situazioni o per mettere in luce alcune caratteristiche di Joel.
Il film di Michael Matthews è pensato però per un target piuttosto ampio ed è capace di divertire ma anche di colpire lo spettatore con il suo messaggio di speranza.
In definitiva, possiamo concludere la recensione di Love and Monsters affermando che sicuramente non diventerà probabilmente un cult del genere apocalittico ma comunque è un film con cui abbiamo passato un serata piacevole e che verrà apprezzato per la sua semplicità e per la sua inguaribile positività.
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C & C