USA, Giappone, 2014 - in produzione
Genere: azione, avventura, thriller, fantascienza
2014 - Godzilla
2017 - Kong: Skull Island
2019 - Godzilla II - King of the Monster
Warner Bros & Legendary Pictures
USA, Giappone, 2014 - in produzione
Genere: azione, avventura, thriller, fantascienza
2014 - Godzilla
2017 - Kong: Skull Island
2019 - Godzilla II - King of the Monster
Warner Bros & Legendary Pictures
“L’arroganza dell’uomo è considerare la natura sotto il suo controllo e non l’esatto contrario”
A pochi giorni dall’uscita di Godzilla vs Kong, non avendo a dire la verità, mai visto nessun film dell’intero universo riguardante i kaiju (mostri tipici della fantascienza giapponese) ho deciso di immergermi in questo mondo e devo dire la verità ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Il MonsterVerse è un franchise crossover e universo cinematografico incentrato su una serie di film prodotti e distribuiti in collaborazione tra la Warner Bros e la Legendary Pictures, riguardanti i titani Godzilla e Kong e altri titani tipici della fantascienza giapponese.
Il film che dà avvio a questo universo è Godzilla del 2014, seguito da Kong: Skull Island del 2017 e terminato nel 2019 con Godzilla II – King of the Monster. Il film che concluderà la saga sarà Godzilla vs Kong, che inizialmente doveva essere distribuito a maggio 2020, poi anticipato a marzo 2020 e successivamente spostato a novembre 2020, per poi essere ulteriormente rinviato a maggio 2021 a causa della pandemia di COVID-19, prima della decisione di distribuirlo in contemporanea nelle sale cinematografiche e sulla piattaforma streaming in HBO Max a partire dal 31 marzo.
A differenza delle recensioni precedenti cercherò di fare una piccola analisi di tutti e tre i film, così da “ripassare” e perché no cercare di far appassionare qualcuno prima del capitolo che uscirà a breve.
1.Godzilla (Voto: 6,5)
L’uscita del film, precisamente il 16 maggio 2014, coincide con il sessantesimo anniversario della nascita di Godzilla. In questa pellicola vengono reinventate le origini del titano nei tempi contemporanei ed è ambientato quindi anni dopo un apparente incidente nucleare in Giappone, che risveglia due gigantesche creature parassitare conosciute come MUTO. Mentre questi ultimi devastano tutto ciò che attraversano risvegliano un predatore alfa noto come Godzilla, la cui esistenza era stata tenuta nascosta dal governo americano dal 1954.
In generale il film è un buon prodotto, raggiunge un buon equilibrio tra un mood retro, fedele al genere e al soggetto, e le esigenze di un moderno blockbuster. Inoltre la presenza di Bryan Cranston dà alla pellicola una grande anima umana ogni volta che appare sullo schermo... ma forse noi, siamo troppo di parte. Questo Godzilla ha quella carica genuinamente eversiva, destabilizzante nella sua semplicità, che riempie di significati angosciosi e di metafore, fosche quanto facilmente leggibili, immagini di distruzione dalla forte presa spettacolare. Gareth Edwards, durante le due ore di durata del film, riesce a tenere sotto controllo la messa in scena, puntando per tutta la prima parte sull'accumulo della tensione e sulla suggestione dei dettagli; il tutto ad anticipare la successiva esplosione di morte e distruzione in digitale, per la gioia (in questo caso giustificata) dei fans del genere. Quando lo scontro tra i giganti radioattivi arriva, non si sorride mai, ma si tengono piuttosto gli occhi incollati allo schermo; la sospensione dell'incredulità, sapientemente preparata da una buona gestione della narrazione, viene raggiunta con mestiere e sicurezza.
2.Kong: Skull Island (Voto: 7)
Il film, ambientato nel 1973, racconta le vicende di una squadra di scienziati e soldati della guerra del Vietnam che viaggiano verso un’isola inesplorata e mai localizzata dai radar nel Pacifico, dove incontreranno creature terrificanti e il possente Kong. Il team dovrà riuscire a sopravvivere alle insidie dell’isola per cercare di riuscire a tornare a casa con tanto di prove dell’esistenza di questi mostri. Anche Kong sarà impegnato in una battaglia con gli Strisciateschi, rettili di dimensioni abnormi che hanno causato lo sterminio della sua specie. Oltre alla figura di Kong vengono introdotti i rettili alati, il calamaro gigante Mire Squid, lo strisciateschi alpha Ramark ma soprattutto dopo i titoli di coda vengono presentati Godzilla, King Ghidorah, Rodan, e Mothra rappresentati su pitture rupestri.
Jordan Vogt-Roberts, regista del film, riesce a farci divertire. Il suo Kong: Skull Island è una vera e propria attrazione, uno spettacolo. Ci si trova a assistere ad un concerto audiovisivo, un insieme di suoni, colori e movimenti che ci avvolgono completamente per farci provare un’esperienza prima ancora che raccontarci una storia. Come per il primo capitolo, in questo caso la presenza di Samuel L. Jackson dà alla pellicola quel qualcosa in più, ma come detto in precedenza, noi siamo troppo di parte…
L’aspetto che più mi ha piacevolmente colpito è che non c’è traccia di una rilettura del mito, di un aggiornamento o di una significativa contestualizzazione in ottica autoriale. C’è solo il divertimento, la meraviglia e lo spettacolo visivo della maestosa presenza scenica di Kong.
3.Godzilla II – King of the Monster (Voto: 6)
La Monarch, l’agenzia di criptozoologia che studia e che ha cercato fallendo miseramente di tenere nascosti i titani, lotta per assicurare la sopravvivenza dell’umanità in un epoca di scontri tra kaijù. Quando tre antiche super specie, ovvero Mothra, Rodan e King Ghidorah, risorgono dalla terra, inizieranno a lottare con Godzilla per la supremazia del mondo, lasciando in sospeso l’esistenza stessa dell’umanità. Oltre ai suddetti kaijù, il film introduce anche Scylla, Methuselah e un nuovo MUTO.
Il film è senza dubbio il più debole tra i tre del franchise fino ad ora distribuiti ma non è assolutamente un cattivo prodotto.
Michael Dougherty riesce a mettere in piedi un film visivamente potentissimo che predilige i combattimenti tra mostri piuttosto che l’approfondimento su Godzilla. Questo sequel crea due scuole di pensiero, quella che predilige alcune incarnazioni più riflessive dell'universo di Godzilla, e quella che invece pensa che un film su Godzilla debba essere l'occasione per mettere in scena lotte furiose e vigorose tra esseri imponenti. Personalmente sento di far parte di questa ultima scuola anche perché dal punto di vista scenico è tra le cose più esaltanti viste sul grande schermo.
Concludo questa analisi sul MonsterVerse con la speranza di essere riuscito a toccare i punti salienti dei tre film e di aver suscitato magari un po’ di interesse su questo franchise, sicuramente meno famoso di quelli sui supereroi ma non per questo meno di qualità. Nell’attesa dell’imminente capitolo Godzilla vs Kong, vi invito a vedere il trailer perché è davvero spettacolare nel vero senso della parola, e perché no anche i capitoli precedenti, tralasciando i luoghi comuni sul genere.
Sempre Vostri
C & C