Titolo originale: The Little Things
USA, 2021
Genere: thriller, poliziesco, drammatico, noir
Durata: 128'
Regia: John Lee Hancock
Titolo originale: The Little Things
USA, 2021
Genere: thriller, poliziesco, drammatico, noir
Durata: 128'
Regia: John Lee Hancock
Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto.
Basta solo pronunciare i nomi di questi tre attori per suscitare curiosità in tutti gli appassionati di cinema e non, e scoprire che tutti e tre sono i protagonisti di un film non può che creare un hype altissimo.
Fino all’ultimo indizio (dall’originale The little things), diretto da John Lee Hancock è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi e in contemporanea su HBO Max a partire dal 29 gennaio 2021, mentre in Italia è disponibile per il noleggio dal 5 marzo 2021 sulle principali piattaforme streaming, tra le quali Prime Video, Apple TV+, YouTube, Chili, Sky Primafila e Infinity TV.
Con delle premesse del genere non potevo non avere delle aspettative altissime e devo essere sincero che non nutrivo alcuna perplessità sulla riuscita della pellicola, e invece devo ammettere purtroppo di essere rimasto a bocca asciutta e in parte anche deluso.
Fino all’ultimo indizio non è assolutamente un brutto film, anzi alcuni spunti sono davvero ottimi ed alcune idee molto azzeccate solo che assomiglia a molti altri film del genere. Un vero peccato che compromette una pellicola altrimenti molto interessante, ma che dà la palese sensazione di essere incompiuta proprio a causa della mancanza di quei dettagli, di quelle piccole cose che danno il titolo al film.
La trama è interessante, ma diciamoci la verità, non è per nulla originale.
La storia ruota intorno alle vicende del vice sceriffo della contea di Kern, Joe “Deke” Deacon (interpretato da Denzel Washington), il quale è costretto suo malgrado a tornare a Los Angeles per una noiosa raccolta prove per conto del suo capo. Deke, come si scoprirà, era un brillante detective, geniale ma con tanti, troppi scheletri nell’armadio. Senza neanche accorgersene rimane invischiato nelle indagini sulle macabre imprese di un serial killer che sta terrorizzando la città. Ad occuparsene è il giovane rampante sergente Jim Baxter (interpretato da Rami Malek), che coinvolge il veterano detective nello studio di un caso che si stringe sempre più su Albert Sparma, riparatore di elettrodomestici (interpretato da Jared Leto). L’uomo è un appassionato di serial killer, ma le sue informazioni sul caso sono fin troppo accurate.
Ciò che il film riesce a ottenere in maniera egregia è un senso di tensione e disagio, specialmente nella scena di apertura che induce l’incubo alla base di tutto. La prima parte della pellicola è costruita veramente bene e riesce a mantenere un livello altro grazie alle interpretazioni di Washington e Malek, che fino all’introduzione del villain Leto, sono i protagonisti indiscussi del film. Hancock incanta con le ambientazioni e le atmosfere di una pericolosa L.A., notturna e inquietante strutturando il suo neo noir con ricercatezza e ambizione. Il tema portante è tutto nella sottile linea che separa l’etica del dovere dall’ossessione, la dedizione al lavoro dal disturbo ossessivo compulsivo.
Gli inciampi narrativi e i buchi della sceneggiatura sono evidenti, si sarebbero potute introdurre altre false piste e il passato di Deacon poteva essere esplorato ulteriormente con vari risvolti a livello umano e familiare. Nonostante tutto, la prova attoriale dei tre vincitori di premi Oscar è eccezionale, specialmente la performance di Jared Leto, nominato ai Golden Globe come migliore attore non protagonista.
Il film riesce a raggiungere la sufficienza grazie alle performance dei tre protagonisti che si sono dimostrati essere in ottima forma. L’approccio di Denzel Washington al suo Deacon è di basso profilo, ma il dolore che prova non è mai troppo lontano dalla superficie (e, grazie agli occasionali flashback, occasionalmente ribolle). Rami Malek mostra come un brav’uomo può essere trascinato ai suoi limiti. Jared Leto, invece, apparentemente si è divertito così tanto a interpretare il Joker che ha essenzialmente ricreato il villain DC.
L’aspetto che più mi ha lasciato perplesso è senza dubbio la fase finale, se la parte iniziale mi aveva piacevolmente colpito con il susseguirsi degli eventi la pellicola perde di interesse appiattendosi fino ad arrivare ad un finale telefonato e scialbo. Le dinamiche tra i protagonisti, fino a quel momento la vera forza trainante della pellicola diventano meno convincenti e a volte incomprensibili, sembra quasi che il regista perda la struttura coesiva del film.
Concludo questa recensione ribadendo in parte la delusione date le aspettative altissime che nutrivo per il nuovo film di Hancock ma non posso dare un giudizio negativo perché la prova attoriale dei tre protagonisti è veramente eccezionale. Il giudizio finale ricade molto nella sensibilità individuale, che determinerà se classificare la risoluzione del caso come eccitante oppure irritante.
Sempre Vostri
C & C