USA, Bulgaria, 2019
Genere: Thriller, avventura, azione
Durata: 89'
Regia: Adrian Grunberg
Caro Stallone, da veri fan cresciuti a pane Rocky e Rambo non sai quanto ci dispiace scrivere questa recensione ma, a malincuore, dobbiamo farlo. Iniziamo subito dicendo che per noi la saga di Rambo si è conclusa con il terzo capitolo, perché non possiamo proprio inserire “John Rambo” del 2008 nella saga, ma diciamo che ci hai voluto provare come facesti con “Rocky Balboa o Rocky 6”, altrettanto discutibili.
Pensavamo fosse finita e invece alla giovane età di 73 anni, hai deciso di girare il capitolo finale (si spera) di Rambo.
Il film è inguardabile, sembrava di assistere ad una brutta copia di “Io vi troverò”, infatti la trama si può riassumere in una sola frase: Rambo vi troverà. La sceneggiatura di Stallone, mista alla regia di Grunberg risulta molto povera e sciatta con degli antagonisti simili a macchiette, e anche il montaggio delle scene d’azione non è stato diciamo così all'altezza degli altri suoi film.
Il titolo “Last Blood” è un chiaro riferimento ad una chiusura di un cerchio (almeno si spera), riprendendo il titolo del primo film “First Blood” del 1982…ovviamente, anche perché siamo dei veri nostalgici, IMPARAGONABILI!
Sono ormai anni che Stallone adatta, o almeno ci prova, i suoi due grandi iconici personaggi (l’altro è Rocky), alla realtà della vecchiaia. Ma con l’avanzare dell’età si perde non solo di forma fisica ma anche di credibilità. In questo film Stallone non ha nulla delle caratteristiche del vecchio personaggio, né psicologiche né tantomeno fisiche. Come già detto prima, la sceneggiatura non è delle migliori. E’ la classica storia di vendetta, ma stavolta il nostro veterano ex soldato del Vietnam dovrà proteggere la nipote di un’amica a lui cara, rapita da un cartello messicano coinvolto nel commercio sessuale di ragazze dell’est. Il ritmo del film scorre in maniera un po’ lenta e per arrivare all'azione ci vuole un po’ di tempo.
Non mancano di certo le scene di violenza (alcune sgradevoli e molto sanguinarie, in alcuni tratti però anche divertenti) che sono state molto criticate sia per i metodi scelti sia per i chiari riferimenti razziali verso i messicani.
Lo stesso Stallone, cinque anni fa diceva: "Il cuore sarebbe pronto, ma il corpo mi dice di stare a casa”.
Stallone, dobbiamo constatarlo però, ci mette veramente l'anima.
Il tramonto di questo reduce perseguitato da guerra, sangue e morte meritava un altro trattamento. Magari meno rozzo, meno grezzo. Ma la pelle di Rambo, si sa, è spessa, e forse sopravvivrà anche a questa mina pestata.
Questo Rambo puntava al cuore, ma ha colpito dritto allo stomaco.
Adesso, forse, è ora di far riposare Rambo. Ci è sembrato stanco di tante battaglie.
Sempre Vostri
C & C