USA, 2010
Genere: drammatico
Durata: 138'
Regia: Martin Scorsese
USA, 2010
Genere: drammatico
Durata: 138'
Regia: Martin Scorsese
“Cosa sarebbe peggio: vivere da mostro o morire da uomo per bene?”
Siamo sinceri… rivedere questo film conoscendo già il finale non potrà essere mai come la prima volta, ma questo capolavoro di Scorsese merita di essere visto e rivisto... e dopo dieci anni dall’uscita nelle sale si conferma (parlo in maniera del tutto personale come sempre) il miglior thriller psicologico mai fatto finora.
Ricordo ancora la prima volta che vidi questo film… fu un’emozione unica perché nel mio piccolo paese di circa tremila anime, inaugurarono un’iniziativa (purtroppo durata pochissimo) chiamata “Cinema sotto le stelle”. In pratica nel cortile delle scuole elementari venivano proiettate più o meno tutti i giorni diverse pellicole del momento. Ed oltre questo film ho il piacevole ricordo di altri titoli quali “ Biancaneve e il cacciatore”, “Io e Marley”, “Le Origini di Wolwerine” e tanti altri ancora… Un ricordo piacevole di un’estate che mai dimenticherò e che portava con se un’adolescenza ormai passata e soprattutto bruciata…
Ma ritorniamo al film…
Ci troviamo negli anni cinquanta… precisamente nel 1954. L’agente federale Edward ‘Teddy’ Daniels (interpretato da un bravissimo Leonardo DiCaprio) e il suo collega Chuck Aule (interpretato da Mark Ruffalo) sono mandati a Shutter Island, per indagare su un caso di scomparsa all’Ashecliff Hospital, un istituto per criminali pericolosi con problemi psichici. Nel corso del tempo, l’agente Daniels si rende conto che qualcosa non torna e si chiede quindi se il motivo per cui è stato assegnato al caso non abbia a che fare con un piano perverso di esperimenti e sinistre operazioni sui pazienti. L’inizio delle indagini è promettente, ma col procedere dell’investigazione gli viene negato l’accesso a documenti importanti e tutto sembra ritorcergli contro… ma Teddy ha anche un’altra missione da compiere, ossia quella di trovare l’assassino di sua moglie…
Ora non vado oltre perché magari c’è qualcuno che ancora non ha visto questo film e non mi va di svelare altro, anche perché Shutter Island è un film che va vissuto in prima persona (oddio forse non proprio letteralmente) … vi voglio lasciare solo una frase, ovvero: “La legge del quattro. Chi è il 67?”, stampatevela bene in mente perché proprio attorno a questa frase-indizio ruoterà buona parte del film… e sarà molto importante.
Trovare un difetto a questa pellicola è praticamente impossibile… rasenta la perfezione da un punto di vista sia tecnico che specialmente emotivo, e rivederlo dopo tanti anni ancora mi sconvolge, il fatto che non abbia ricevuto nemmeno una nomination agli oscar… NO COMMENT!
Dunque, allacciate le cinture e preparatevi… perché Scorsese ci farà fare un vero e proprio viaggio all’interno della psiche umana, ricco di misteri irrisolti, carico d’ansia e soprattutto molto dispersivo… fino alla fine non si riuscirà a capire chi sta mentendo e chi, invece sta dicendo la verità. Più di due ore cariche di tensione, mistero e colpi di scena… tutti elementi racchiusi in una storia tanto affascinante quanto inquietante e claustrofobica (merito anche di una location alquanto esclusiva). Il vero protagonista di questo viaggio allucinante, oltre a noi spettatori, è stato Leonardo DiCaprio. Tanto di cappello per lui, un ruolo complicato ma interpretato in maniera molto credibile e soprattutto terrificante; un uomo tormentato da un passato non tanto chiaro e trascinato in un labirinto di follia formato da flashback e visioni-sogni (altra chicca del maestro newyorkese) che si riveleranno una vera e propria discesa all’inferno, ma saranno anche dei piccoli pezzi di puzzle che ci porteranno alla verità e alla risoluzione di una storia avvincente ma molto confusionale.
Ottima prova anche per il resto del cast: nonostante un Mark Ruffalo un po' sottotono (ma che si rifarà con Hulk negli Avengers), voglio evidenziare la bravura e l’esperienza di Ben Kingsley nei panni del Dottor Cawley, anche lui autore di un’ottima interpretazione… misteriosa e affascinante.
Ma oltre alla regia, la sceneggiatura, la narrazione e il cast… ciò che rende spettacolare Shutter Island è proprio la location (messa in risalto da un eccellente fotografia utilizzata): tutta l’isola, non solo l’istituto psichiatrico, ci viene presentata come un luogo cupo e tetro impossibile da raggiungere e lasciare… circondato da nuvole grigie ed un mare sempre in tempesta, rappresenta una vera e propria prigione: un’Alcatraz in miniatura per pazzi!! (pagherei volentieri il biglietto di sola andata per alcune persone…)
Scherzi a parte, concludo questa recensione-elogio confermando quanto detto finora, ovvero che questo film è il miglior Thriller psicologico degli ultimi dieci anni (se non di più) e ne consiglio assolutamente la visione… perché Shutter Island non è solo un viaggio all’interno della mente di un uomo tormentato, ma un vero è proprio viaggio nei gironi infernali di tutta la mente umana… tra malattie mentali, omicidi e addirittura richiami alla Seconda Guerra Mondiale e all’orrore dell’olocausto.
… per l’ennesima volta: Grazie Maestro!!
Sempre Vostri
C & C