Italia, 2020 - in produzione
Genere: drammatico, avventura, storico, azione
Stagioni: 1
Episodi: 10
Regia: Matteo Rovere
Italia, 2020 - in produzione
Genere: drammatico, avventura, storico, azione
Stagioni: 1
Episodi: 10
Regia: Matteo Rovere
“Quest’uomo è mio fratello! Non dirà mai una parola contro di me e mai io una parola contro di lui!
La nostra nuova città accoglierà tutti gli Dei ma prenderà il suo nome dalla nostra signora dei lupi, quel suo nuovo nome sostituirà il vecchio e correrà veloce sulle lingue di tutti i popoli della terra.
La nostra città, se lo vorrete, si chiamerà ROMA.”
Romulus, serie tv prodotta da Cattleya, Groenlandia, Sky, ITV Studios e diretta in maniera magistrale da Matteo Rovere (già regista del troppo sottovalutato “Il primo Re”) è un qualcosa che non si era mai visto dalle nostri parti.
Una struttura spettacolare sotto ogni punti di vista, dai costumi alla sceneggiatura, dalla regia alla fotografia, passando per suono e recitazione. Un’organizzazione mastodontica e complessa composta da meravigliosi professionisti, che fonde studio e scienza con inventiva e creatività, sperimentando con il prodotto e con il pubblico a cui è rivolto.
La storia è ambientata intorno all'VIII secolo a.C. nel Lazio antico; prima che sorgesse il mito di ROMA le civiltà locali erano organizzate in una Lega formata dai trenta re delle trenta città, tutte facenti capo alla più importante, quella di Alba, e al suo sovrano al cui volere tutti quanti sottostavano.
I protagonisti sono Yemos (interpretato da Andrea Arcangeli), fratello, anzi, gemello di Enitos (interpretato da Giovanni Buselli), figli del “re dei trenta re” Numitor (interpretato da Yorgo Voyagis), anche lui con un fratello, ed eredi al trono di Alba; Wiros (interpretato da Francesco Di Napoli), lo schiavo di Velia senza bracciale sacro e con un misterioso segno dietro al collo, e Ilia (interpretata da Marianna Fontana), vestale custode del fuoco sacro e innamorata di Enitos. Tre racconti, due coppie di fratelli di sangue più una di fratelli di spirito, quello della rinascita, e una ragazza che diventa donna e diventa donna di potere, condottiera e forse matriarca. Da sottolineare anche l’interpretazione di Ivana Lotito (la Azzurra, moglie di Genny Savastano in Gomorra) nel ruolo di Gala e quella di Vanessa Scalera nel ruolo di Rea Silvia (storicamente la madre di Romolo e Remo).
Tra le città sotto il Tevere c’è però un bosco, casa, si dice, dei fantomatici adepti della dea Rumia, la Lupa.
Rovere eleva la componente femminile al punto che anche nelle presenze maschili è profondamente riscontrabile. Le donne dominano le relazioni da sempre. Più intelligenti, argute e dotate, molto più degli uomini. Le donne di Romulus sono sacerdotesse, generali, guerriere, figlie, madri, mogli, ma mai sorelle, loro no, perché magari non hanno neanche bisogno di essere in due per essere complete. Si bastano da sole. Questo aspetto analizzato dal regista l’ho apprezzato tantissimo, perché nulla è forzato e soprattutto perché non viene trattato per politically correct.
Anche i personaggi maschili non sono da meno però, assolutamente… Di Napoli e Arcangeli incarnano i loro ruoli in maniera perfetta lasciandoci fino alla fine con un dubbio amletico…
Oltre a Matteo Rovere bisogna citare Filippo Gravino e Guido Iuculano, capaci di creare un mondo praticamente nuovo e Michele Alhaique e Enrico Artale che hanno realizzato una trasposizione televisiva perfetta donandogli un registro linguistico solido, unito e moderno.
La serie si muove in una dimensione ibrida tra fantasy e storica, fattore che tanto serve e tanto è richiesto nel panorama internazionale Elementi esoterici e rituali si fondono infatti con il naturalismo e giocano con la possibilità creativa di un’epoca di cui non sa praticamente niente, sfruttando una sorta di bolla in cui ci si può inserire a patto di non tradire se stessi. A questo si somma una straordinaria sceneggiatura, dai costumi ad un linguaggio che spiazza i limiti televisivi per diventare cinema.
Romulus è una serie tv sontuosa e moderna, classica e attuale, che porta la serialità nostrana a compiere finalmente, un passo in avanti. Un prodotto che speriamo non solo abbia un seguito (visto il finale) ma che sia preso come punto di partenza per una nuova linea da seguire nel panorama televisivo.
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C & C