Italia, 2020
Genere: poliziesco
Stagioni: 1
Episodi: 4
Regia: Maria Sole Tognazzi
Attrice, imitatrice, presentatrice, sceneggiatrice e ottima cantante… Paola Cortellesi è senza dubbio una delle migliori artiste del panorama italiano degli ultimi anni, mai sbagliata, mai fuori ruolo e soprattutto mai “troppo”.
Con questa premessa, che racchiude il mio personale pensiero sull’attrice romana, non potevo avere dubbi sulla riuscita della nuova serie Sky prodotta con Cattleya e Bartley Films ambientata a Genova.
Quattro film, una sorta di mini collezione di storie gialle, ispirati ai libri di Alicia Giménez-Bartlett e diretti con maestria da Maria Sole Tognazzi.
La protagonista, Paola Cortellesi appunto, presta il volto a Petra Delicato, un’ispettrice della mobile di Genova, che dall’archivio si ritrova catapultata improvvisamente in prima linea a risolvere dei casi di omicidio e di violenza, assieme al viceispettore Antonio Monte (interpretato da un bravissimo Andrea Pennacchi), un poliziotto vecchio stampo prossimo alla pensione, ricco di saggezza umana, di grandi intuizioni e di animo nobile.
L’aspetto più sorprendente del nuovo prodotto targato Sky è sicuramente il ruolo della protagonista, che si trova ad interpretare una donna con due matrimoni falliti alle spalle, libera da legami sentimentali, fuori dagli schemi e alla continua ricerca del suo posto nel mondo. Paola Cortellesi, però, ha saputo ancora una volta dimostrarsi all’altezza della situazione, lavorando molto di “sottrazione”, regalando una Petra che sembra una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere con tutte le sue emozioni ma capace di trattenerle. La sua franchezza, i suoi modi diretti e spesso sbrigativi, la sua ironia pungente e sagace caratterizzeranno anche il rapporto con il collega Monte con il quale, nonostante le numerose differenze caratteriali, costruirà una solida affinità professionale oltre che una sincera amicizia (merito anche della bravura di entrambi gli attori).
Altro aspetto positivo è sicuramente l’ambientazione, una Genova spettrale, oscura e lunare come la sua protagonista, ma al tempo stesso aperta al mondo come la serie che ospita.
Regia, fotografia e adattamento complessivo della serie sono pressoché impeccabili, unica nota negativa a parer mio sta nella costruzione del personaggio di Petra soprattutto nei primi episodi, troppo caricaturale e troppo poco reale anche se nel corso degli episodi, in particolare nel terzo e nel quarto, tutto si normalizza e il personaggio risulta più naturale e più fluido.
Nota di merito va sicuramente alla regista Maria Sole Tognazzi, la quale costruisce fotogramma per fotogramma il rapporto che lega l’ispettore al suo vice ed entrambi non solo alla città ma anche all’ambiente sociale e culturale nel quale si immergono e vivono.
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C & C