Titolo Originale: Darkest Hour
UK, 2017
Genere: biografico, drammatico, storico, guerra
Durata: 125'
Regia: Joe Wright
Titolo Originale: Darkest Hour
UK, 2017
Genere: biografico, drammatico, storico, guerra
Durata: 125'
Regia: Joe Wright
“E voi chiedete: "Qual è il nostro obiettivo?" Vi posso rispondere con una sola parola. Vittoria! Vittoria ad ogni costo. Vittoria, a dispetto di tutto l'orrore. Vittoria per quanto lungo e arduo potrà essere il percorso. Perché senza vittoria non ci può essere sopravvivenza.” (Winston Churchill).
In un travagliato periodo politico, anche se ormai costante, ci sarebbe bisogno di un Winston Churchill, peccato però che uomini di tale taratura non nasceranno mai più.
Per caso mi sono ritrovato a rivedere L’ora più buia e non so perché mi è sembrato più attuale che mai, in maniera metaforica si intende, ma mi ha fatto riflettere molto.
Il film, diretto da Joe Wright, illumina la situazione politica dell’Inghilterra nel 1940 (in piena seconda guerra mondiale) gettando uno sguardo sugli scontri tra laburisti e conservatori che fungono da sfondo all'ascesa di Winston Churchill, leader dei conservatori inviso ai vertici del suo partito e rispettato dall'opposizione. Curiosamente L'ora più buia si pone come prequel ideale di Dunkirk (altro film capolavoro di Nolan), aprendosi poco prima della nomina di Churchill a Primo Ministro e concludendosi con l'avvio dell'Operazione Dynamo, ideata dal politico per salvare i soldati britannici bloccati nel porto francese dall'avanzata dell'esercito tedesco.
Joe Wright valorizza il protagonista della sua opera con grande intelligenza. Per far emergere il ritratto di Churchill nel modo più incisivo possibile, il regista gli costruisce intorno una fitta rete di relazioni e personaggi che contribuiscono a farne emergere i tratti dominanti della sua personalità. Il rapporto con la timida dattilografa interpretata da Lily James, costretta a fare i conti col carattere scorbutico del suo nuovo datore di lavoro ma che diverrà la sua fedele segretaria. Troviamo i colleghi politici intenti a tramare alle sue spalle, la comprensiva moglie Clemmie (interpretata da Kristin Scott Thomas), che offre l'ennesima pungente interpretazione e il sovrano Giorgio VI (interpretato da Ben Mendelsohn). Nel film scopriamo che i rapporti tra Churchill e il re non furono subito idilliaci. Informato della necessità di dover incontrare il sovrano una volta alla settimana, il caustico Churchill commenta: "E' come dire che devono toglierti un dente una volta alla settimana".
È meraviglioso sottolineare che ogni singola frase pronunciata dal primo ministro rappresenta uno spunto di riflessione, ogni singola affermazione lascia il segno.
La sceneggiatura è a dir poco perfetta, dietro il cinico statista scopriamo l'uomo che "porta sulle proprie spalle il peso del mondo", costretto a resistere alle pressioni dei colleghi di partito che smaniano per intavolare le trattative di pace con Hitler usando Mussolini come mediatore. L'umanità di Churchill emerge dalla spettacolare, unica e iconica performance di Gary Oldman che scava a fondo dentro se stesso per restituire le fragilità del suo personaggio fotografato nel momento della scelta più ardua della sua (e non solo) vita.
La narrazione del film si svolge in una manciata di giorni, il tempo è scandito infatti dalle scritte in sovrimpressione mentre per Churchill si avvicina il momento di prendere una decisione definitiva: patteggiare un accordo di pace vincolante con i tedeschi o entrare in guerra. La risposta definitiva al leader la fornirà il suo popolo nella scena più emozionante e toccante della pellicola ambientata nella metropolitana di Londra in cui Churchill si confronta con i londinesi prima di tenere il celebre discorso al Parlamento in cui promette "lacrime, sudore e sangue".
Quali che siano i dubbi sulla lettura politica fornita da Joe Wright, la performance di Gary Oldman è talmente maestosa da avere la meglio su tutto il resto, perfino sullo scetticismo, l’attore si è aggiudicato la statuetta come miglior attore protagonista, ma d’altronde non poteva essere altrimenti.
Concludo la mia recensione non riuscendo a trovare aspetti negativi, forse la mia voglia di vedere un esempio di leader politico virtuoso in tempi mediocri come quelli che stiamo vivendo è troppo forte.
Sempre Vostri
C & C