USA, UK, Canada, 2018
Genere: biografico, commedia, drammatico
Durata: 98'
Regia: Jon S. Baird
Chi non ha mai riso vedendo le gag di Stanlio e Ollio? Chi non ha paragonato un qualche evento comico capitato a quello della coppia comica americana?
Sono sempre stato un grande fan del duo, legato a quella comicità, che se analizzata in fondo, di comicità ha ben poco. Il comico, a differenza dell’attore drammatico, è crudele… il comico ci mostra quanto l’uomo possa essere vulnerabile, sciocco e ridicolo. Ma i comici, quelli veri, sono rarissimi… Stanlio & Ollio, Totò, Charlie Chaplin, Keaton, l’ultimo della stirpe personalmente parlando è stato Massimo Troisi…
Questo film mostra perfettamente rappresentato sul grande schermo questo concetto.
Dopo un piccolo prologo ambientato all'apice della loro carriera cinematografica il film salta avanti di diversi anni, precisamente nel 1953, quando i due attori sono coinvolti in una scalcinata tournée teatrale in Gran Bretagna per cercare di convincere un produttore a finanziare il loro ritorno al cinema.
Il cuore del racconto infatti, sono gli anni in cui, scemato il successo al cinema e soppiantati da altri comici, Stanlio e Ollio giravano i teatri d’Europa per riproporre dal vivo alcuni loro numeri storici. Inizialmente con poco successo e poi con sempre più pubblico che li voleva vedere. L’idea era di ravvivare la fiamma della loro fama in questa maniera mentre preparano un nuovo film. Le cose non sarebbero andate esattamente in questa maniera, quel film non si sarebbe mai fatto e una malattia avrebbe interrotto il sodalizio. Tuttavia in quel momento preciso, in quegli anni europei c’è tutto, in quel momento di difficoltà c’è il senso stesso dell’amicizia e la voglia di non arrendersi.
La pellicola prende spunto da diverse fonti "ufficiali" ma anche da testimonianze inedite, la sceneggiatura di Jeff Pope racconta più che un sodalizio artistico, una storia d'amore tra due artisti che si trovarono a fare squadra quasi per caso e impararono ad apprezzarsi e a valorizzarsi l'un l'altro col tempo. Stanlio e Ollio, pur essendo costellato di riferimenti alle routine e alle gag più famose, ci mostra la vita dei due comici lontano dai riflettori: le dinamiche consolidate, gli equilibri precari e una situazione di stress che genera conflitti ma che induce anche i due a riflettere sulla natura di ciò che li lega oltre alla collaborazione professionale.
La vera potenza del film viene da John C. Reilly e Steve Coogan, bravissimi sia ad imitare che a distaccarsi dall'immagine che abbiamo dei due. John C. Reilly, nascosto ma non frenato dal costume che lo rende obeso, regala una tenerezza sfrontata al suo Ollio, mentre lo Stanlio di Steve Coogan è intriso di un cinismo amaro e di una disillusione feroce. Riescono cioè a creare degli Stan Laurel e Oliver Hardy credibili sia sul palco, quando fanno le loro gag e le loro mossette, sia fuori dal palco, quando nella loro vita interagiscono in modi non troppo diversi, come se ormai i personaggi li avessero contaminati. Pur essendo piuttosto essenziale e ancorato a pochi eventi chiave, lo script ha uno sviluppo coinvolgente e immagina una "crisi" plausibile senza forzare le psicologie, nemmeno quelle delle due compagne di Laurel e Hardy, Ida e Lucille, interpretate dalle bravissime Nina Arianda e Shirley Henderson, devote, ognuna a modo suo, ai rispettivi mariti, e giocosamente avversarie.
Nella sua semplicità, nella sua apparente mancanza di audacia, Stanlio e Ollio è un biopic che esprime l'ammirazione e la stima per la coppia di comici più famosa di sempre consegnandole l’immortalità, un film in cui si fonde la professionalità e l'impegno di autori che hanno cercato l'approccio giusto per raccontare con equilibrio la dimensione privata di due icone immortali, e che mette a pieno frutto le possibilità di due attori bravissimi e intelligenti. E se ciò non bastasse, il film di Jon S. Baird tocca corde più universali e più profonde: celebra limiti e differenze illuminando la parte migliore di noi e dimostrando che quello che facciamo di bello, di emozionante, di duraturo, lo facciamo insieme.
Stanlio & Ollio alla fine è la storia di una vita professionale nella sua fase discendente, la malinconica consapevolezza che di tutto quel sodalizio, forse, ne rimane solo il rapporto che ne è nato.
Una relazione così sedimentata e solida che, nonostante tutto… resiste.
Sempre Vostri
C & C