Germania, 2017 - 2020
Genere: drammatico, thriller, fantascienza, giallo
Stagioni: 3
Episodi: 26
Ideatore: Baran bo Odar, Jantje Friese
Germania, 2017 - 2020
Genere: drammatico, thriller, fantascienza, giallo
Stagioni: 3
Episodi: 26
Ideatore: Baran bo Odar, Jantje Friese
“Siamo tutti alla ricerca del nostro filo di Arianna, che ci mostri qual è la strada giusta, che ci faccia da guida nelle tenebre. Chi di noi non vorrebbe conoscere il proprio futuro?”
"Ciò che sappiamo è solo una goccia, ciò che ignoriamo è un oceano."
Inizio la recensione con questa frase di Isaac Newton, una citazione usata molto spesso nella serie, e che ne è una sintesi perfetta. Posso affermare senza timore di giudizio che tra tutte le serie tv presenti su Netflix, “Dark” è senza dubbio una delle più belle e coinvolgenti. Sono anche convinto che questa serie abbia alzato il livello per tutte quelle del genere sci-fi e che d’ora in poi sarà davvero dura reggere il confronto per tutte le produzioni future.
Dark ha una storia perfettamente diretta, straordinariamente ben scritta e pianificata in ogni minimo dettaglio sin dal primo episodio con perfomance notevoli. La serie viaggia nel tempo in un arco di circa duecento anni, tra la Particella di Dio, una centrale nucleare, l’Apocalisse e la multidimensionalità. Così, la serie di tre stagioni creata da Baran bo Odar e Jantje Friese per Netflix, ambientata nella cittadina di Winden in Germania, è una storia corale che non solo gira attorno a più personaggi, ma anche a più epoche e più dimensioni, dove però tutto, anche se in maniera estremamente complessa, è sempre collegato.
Il concetto che lega tutto quanto, in Dark, è il tempo. La serie affronta senza paura il tema dei viaggi temporali, e lo fa in un modo che personalmente non credo di aver mai visto in nessun’altra opera di fantasia sul piccolo schermo. Uno degli aspetti più belli (gli autori nostrani dovrebbero prendere spunto) è che questo prodotto meraviglioso è capace in ogni suo episodio di mettere in discussione quasi tutte le certezze acquisite in quello precedente, decodificando determinate informazioni in maniera sempre diversa e sotto una luce nuova in funzione del periodo e del personaggio.
La trama ruota attorno alle vicende di quattro famiglie: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler e i Tiedemann, di cui ogni soggetto rappresenta un tassello di un puzzle. La storia di Dark si basa su un concetto fondamentale: il tempo presente non esiste, o meglio, è frutto della continua correlazione fra il passato e il futuro. Su questo perno si basano tutte le vicissitudini affrontate dalle famiglie citate in precedenza. La famiglia Doppler viene inquadrata quasi subito come quella che, nel corso delle varie epoche, è capace di rimanere una costante nelle vite degli altri personaggi, cambiando al contempo in varie sfumature; i Kahnwald sembrano essere la causa di tutto, il motore degli avvenimenti; i Nielsen ne rappresentano il fulcro; i Tiedemann, infine, legano un po’ tutti gli altri e portano sulle loro spalle la responsabilità della chiusura finale del cerchio.
L’alone di mistero che circonda tutto non viene mai dissipato, se non alla fine, bo Odar è bravissimo a tenere nascoste tutte le carte fino all'ultimo momento, lasciando di stucco nel momento in cui si arriva a determinati snodi, spesso volutamente enfatizzati e cruciali per la trama.
Tutte e tre le stagioni sono costruite avendo in mente un’unica ambientazione e un unico insieme di personaggi e di storie ben precisi: all'esterno di Winden, in effetti, non sembra accadere quasi nulla, come se tutto ciò che ruota attorno alla centrale nucleare, che vi è stata costruita negli anni ‘50, fosse mai come ora di importanza polarizzante per la storia che ci viene raccontata.
Nel corso degli episodi, tra una stagione e l’altra, la storia va ben oltre il semplice concetto di tempo… proprio per questo preferisco fermarmi qui per lasciare la possibilità di apprezzare tutto quanto senza alcun ulteriore riferimento a livello di trama.
A livello tecnico, elementi come regia e montaggio sono superlativi, per non parlare del cast, azzeccatissimo. Uno spettatore attento sarà in grado di collegare fra loro due o più indizi visivi, l’identità di una persona più anziana e più giovane, le relazioni fra le stesse, il significato di certi simbolismi in maniera pressoché istantanea.
Concludo la recensione rimarcando il concetto che Dark è una serie impeccabile, che costringerà al binge-watching, e destinata a diventare un cult anche se, forse, lo è già adesso grazie a una produzione di altissimo livello, una sceneggiatura incredibile e una gestione della narrativa brillante e mai scontata.
Sempre Vostri
C & C