La prima cosa che ci tengo a sottolineare è che questa recensione sarà diversa dalle altre in quanto non analizzerà un film o una serie tv ma bensì un personaggio.
Joker è senza dubbio l’antagonista più complesso e affascinante di sempre, il suo spirito inquieto e travagliato lo rendono assolutamente unico. Di conseguenza, per poter rappresentare un personaggio del genere, c’è sempre stato bisogno di un attore capace di adottarne e carpirne tutte le sfaccettature.
Senza nulla togliere a Jack Nicholson (grandissimo attore ma la sua interpretazione è troppo lontana nel tempo per un confronto contemporaneo) e trascurando volentieri il Joker di Jared Leto in Suicide Squad, cercheremo di mettere a confronto le migliori interpretazioni mai viste del criminale psicopatico e cioè quelle di Heath Ledger e Joaquin Phoenix. Non è assolutamente un caso che entrambi abbiano vinto l’oscar per l’interpretazione dello stesso personaggio (Oscar postumo al miglior attore non protagonista 2009 per Heath Ledger e Oscar al miglior attore 2020 per Joaquin Phoenix).
Stesso personaggio, stessa follia, ma due modi opposti di raffigurarla e tratteggiarla.
La prima cosa da dire è che il Joker di Heath Ledger è l’antagonista di un film dedicato a Batman mentre quello di Phoenix ha un film tutto per sé nel quale viene analizzata la parabola discendente di un uomo che lo porterà pian piano a diventare un criminale.
Ma una cosa è certa, i Joker di Ledger e Phoenix mettono i brividi proprio perché sono i pagliacci di un circo che conosciamo bene: la realtà.
È evidente che Todd Philips più che seguire la scia imposta dal DC Extended Universe si sia ispirato alla trilogia di Nolan allontanandosi dalla matrice fumettistica così marcata ed enfatizzata a cui eravamo abituati. Si fa fatica infatti a considerarlo un Cinecomic, potremmo definirlo però un Cinecomic più evoluto, capace di far riflettere sul contemporaneo con lucidità e sconforto, di far immerge nelle tematiche scomode dei giorni nostri.
Nolan, in linea con la sua visione realistica, si allontana nella maniera più assoluta dallo stile del Joker “clownesco” così grottesco e teatrale, creando una maschera tutta nuova, fatta di dolore e sofferenza che fanno di questo personaggio un cult. L’idea geniale di ideare un sorriso traumatico con due cicatrici unito a quei capelli sporchi e viscidi lo rendono l’antagonista perfetto tanto che Christian Bale (interprete di Batman nella trilogia del Cavaliere Oscuro) ha rivelato: “Heath è arrivato e ha in un certo senso rovinato tutti i miei piani perché era molto più interessante di me e di quello che stavo facendo".
Il Joker di Phillips invece, racchiude un po’ tutto, citando sia la versione di Nicholson con un abito decisamente vistoso e clownesco che quella di Ledger proprio attraverso la capigliatura. Inoltre è palese come Martin Scorzese sia il riferimento di Todd Phillips, lo si può evincere sia dal punto di vista narrativo che da quello stilistico, il tutto ciò unito perfettamente dalla presenza di Robert De Niro nella pellicola.
I riferimenti a Taxi Driver, sia nell'ambientazione che nel personaggio di Travis (protagonista di Taxi Driver interpretato da De Niro stesso) sono evidenti ed è chiaro come abbiano influenzato il regista nella realizzazione del film.
L’arma più potente del Joker è senza dubbio la risata, e possiamo affermare che sia Ledger che Phoenix hanno regalato al pubblico qualcosa di sensazionale figlia del loro immenso talento. Il primo, compianto attore, ci fa ascoltare una risata ricca di sfumature, da quella lenta e inquietante ormai leggendaria, che precede la sua prima entrata alla riunione tra criminali a quella irridente e beffarda durante l’interrogatorio con Batman.
La risata di Phoenix è diversa, lo stesso attore si è infatti ispirato ad una patologia neurologica, e si evolve assieme al personaggio stesso. Arthur Fleck quando ride si lacera e si strazia allo stesso tempo, la sua risata gli provoca dolore fisico, quasi soffocamento, per poi emergere finalmente fiera e disinibita in un finale liberatorio.
I Joker di Heath Ledger e Joaquin Phoenix non sono fatti della stessa pasta, anzi.
Il personaggio di Ledger è iconico, è Joker dall'inizio alla fine e da quasi l’impressione di essere un’entità più che un essere vivente, il suo scopo è quello di veder bruciare il mondo, generando caos e irrazionalità.
Il Joker di Phoenix è molto fisico, un comico fallito, maltrattato, bullizzato e soprattutto incompreso.
Il suo obiettivo non è quello di veder bruciare il mondo, ma bensì quello di far ridere, trasmettere quella felicità alla gente che gli è sempre stata negata. Il suo personaggio non è altro che il risultato di un fallimento, la brutale conseguenza di tutte le umiliazioni subite da una società malata e perduta.
Un altro aspetto molto importante da non sottovalutare è quello del rapporto del Joker con Batman, i due sono i lati della stessa medaglia, ognuno ha bisogno dell’altro come per dipendenza.
Nolan lo fa evincere benissimo nel Cavaliere Oscuro, ci mostra infatti in maniera sublime come Joker non sia altro che lo specchio deforme in cui Batman rischia di trovare persino punti in comune.
Todd Philips, invece, rinuncia a questo confronto ambientando la sua storia in un periodo molto antecedente in cui Bruce Wayne è ancora un bambino. Però non manca assolutamente il senso di rivalsa, la famiglia Wayne nel film rappresenta tutto ciò che ha causato la trasformazione di Arthur Fleck, e la scena tra quest’ultimo e il piccolo Bruce sembra quasi un presagio di quel che sarà tra i due.
Ledger ci mostra l’icona, non solo il semplice antagonista di Batman ma la sua nemesi perfetta, tanto che personalmente me lo fa inquadrare come miglior personaggio cinematografico mai realizzato.
Phoenix ci mostra l’evoluzione di un uomo, impressionante è l’attualità del film: società, persone e tutto ciò che circonda Arthur nel film è dannatamente contemporaneo. La pellicola poteva tranquillamente raccontare la storia di un uomo impazzito senza far entrare in gioco il personaggio del Joker, sarebbe stata assolutamente credibile lo stesso.
Spero di non essere stato troppo noioso e credo abbiate capito il mio “amore” per il personaggio e per tutto ciò che rappresenta; mi auguro di aver trasmesso interesse e curiosità non solo nella figura del Joker ma in tutto ciò che egli rappresenta.
Consiglio assolutamente la visione della trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan, non solo per il Joker (soprattutto però) ma perché è senza dubbio la migliore rappresentazione della storia di Batman mai prodotta (ricordiamo l’oscar a Ledger postumo per il ruolo).
Consiglio che si espande ovviamente anche per il Joker di Todd Philips (oltre all’oscar per il miglior attore protagonista ricordiamo quello per la migliore colonna sonora), film che ha saputo uscire fuori dagli schemi classici ai quali ci eravamo abituati dei classici cinecomic, regalandoci un capolavoro assoluto che è già un cult del cinema.
Sempre Vostri
C & C