Titolo originale: Tim Burton's Corpse Bride
USA, UK, 2005
Genere: animazione, fantasy, musical
Durata: 77'
Regia: Tim Burton
Titolo originale: Tim Burton's Corpse Bride
USA, UK, 2005
Genere: animazione, fantasy, musical
Durata: 77'
Regia: Tim Burton
“Sono stata così a lungo nelle tenebre che ho quasi dimenticato quanto fosse bello il chiaro di luna”.
Era il lontano 2005 quando questo film uscì nelle sale, avevo solo tredici anni all’epoca, ma il ricordo piacevole verso questa pellicola non è mai tramontato nel corso del tempo.
Rivederlo ora, a distanza di così tanto tempo e in questo periodo storico così particolare, non so perché mi ha fatto stare bene, immergermi in un contesto fiabesco che solo Tim Burton poteva realizzare mi ha fatto estraniare dalla realtà folle, forse ancora più del film, che ci troviamo ad affrontare in questi tempi.
La Sposa Cadavere racchiude in settanta minuti tutto il genio di Tim Burton. L'animazione in stop motion, la miscela ludica che spazia tra musical, melodramma e sketch comico, ma soprattutto quell'aria macabra e drammatica. E poi la storia. Tratta da una vecchia tradizione popolare russa, il regista di Los Angeles mette in scena la fugace storia d'amore tra i quasi omonimi Victor (animato vocalmente dal consueto Johnny Depp) e Victoria (doppiata da Emily Watson); un amore che sembra ostacolato da insidie continue (il pedante pastore, il matrimonio d'interessi allestito dai genitori-padroni).
Realizzato con cura maniacale (e si vede), "La sposa cadavere" riesce nella missione di dipingere una "morte viva", colorata, ben più interessante e animata delle grigie e stressanti vicissitudini intraprese dai vivi. Il contatto (e l'interazione) tra due mondi apparentemente non compatibili si ritrovano invece essere due facce della stessa medaglia, innescando anzi un'azione salvifica che redime Victor dagli impicci sentimentali e che spinge all'inferno il barbablù di turno, il bramoso Barkis Bittern.
Burton tira fuori dal cilindro trovate formidabili come il verme che sbuca dalle orbite, o come la vedova nera improvvisata sarta di nozze del protagonista, gli straordinari spettacoli di cabaret degli scheletri e la chicca con la citazione di Via Col Vento.
La pellicola è "caricata" da ulteriori voci storiche come quelle di Christopher Lee (perfetto nel tuonare i rimbrotti del pastore Galswells) e Albert Finney, mentre Danny Elfman (altro braccio fidato di Burton alle musiche) presta altresì la sua voce al jingle animato e cantato da uno scatenato scheletro con tanto di bombetta.
È divertente notare come l’atmosfera del film sia grigia e cupa quando è ambientata nel mondo dei vivi, mentre è animata da colori più accesi nell’oltretomba. Altra chicca del regista americano.
A mio parere, ripeto, a mio parere, il miglior film di Tim Burton di sempre, con una creatività a briglia sciolta in cui tecnica, estro e poesia trovano un prezioso punto di equilibrio.
Un film consigliato a tutti, magari escludendo i bambini troppo piccoli perché comunque questo non è un classico Disney; ma comunque un film imperdibile e assolutamente indimenticabile!
Sempre Vostri
C & C