USA, 2019
Genere: drammatico, biografico, giallo
Durata: 99'
Regia: Christoph Waltz
Se pensiamo a Christoph Waltz (pluripremiato attore austriaco) non possiamo non pensare a Tarantino e quindi di conseguenza non possiamo non essere curiosi di vedere il suo primo lungometraggio da regista.
Con Georgetown (disponibile on-demand dal 19 Maggio 2020) C. Waltz (il quale si firma così nella pellicola) debutta come regista, in un film che lo vede anche nei panni di protagonista e co-sceneggiatore.
La trama del film è ispirata all'articolo apparso qualche anno fa sul New York Times dedicato ai misteri intorno all'omicidio della ricca Viola Herms Dratt, scritto da Franklin Foer e intitolato “The worst marriage in Georgetown “. (Il peggior matrimonio di Georgetown).
Basato dunque su fatti di cronaca realmente accaduti, Georgetown racconta di una coppia, formata da Ulrich Mott (interpretato da Christoph Waltz), trent'anni più giovane di sua moglie, e dalla ricca vedova anziana Elsa Brecht (interpretata da Vanessa Redgrave). Grazie a lei l'uomo ha conosciuto star e politici ed è entrato nell'alta società e nei migliori circoli. La coppia è nota per organizzare lussuosi eventi nella loro casa a Georgetown, divenendo due figure di spicco della vita mondana di Washington DC.
Quando l'anziana signora viene trovata morta, però, i sospetti ricadono immediatamente sul suo giovane coniuge, accusato di essere uno scalatore sociale e un omicida…
Non voglio dilungarmi troppo sugli sviluppi della trama poiché si andrebbe a perdere quel mistero e quella curiosità che vale la pena di vivere al momento. Posso solo dire che vedremo l’ascesa di un uomo qualunque (da stagista alla casa bianca) nella società americana, in particolare nell'esclusivo ambiente della diplomazia statunitense e di come ha ingannato TUTTI… a partire dall'anziana moglie.
Inutile dire che il film è Christoph Waltz!!
Lui è prima di tutto un GRANDE attore e in questo film oltre a dirigere… interpreta un personaggio che solo lui poteva immedesimare: spietato e affascinante come il “bastardo” tenente nazista Hans Landa e soprattutto un uomo dai mille volti… tanto affascinante e astuto quanto squallido e instabile mentalmente… capace di ingannare non solo chi gli sta intorno, ma anche chi lo sta guardando (a tal proposito consiglio di seguire attentamente il film per evitare di perdersi).
La sceneggiatura è interessante e viene arricchita da un tema musicale ironico, che sembra sottolineare i toni presuntuosi e subdoli a cui lo stesso attore si affida molto per rendere quanto più indefinibile possibile il personaggio centrale.
La narrazione, e qui c’è sicuramente un modus operandi “tarantiniano”, è divisa in capitoli, ognuno dedicato non tanto a un personaggio diverso ma ad un ruolo diverso ricoperto da Ulrich Mott nei confronti della moglie e della società in generale. L’ultimo capitolo, intitolato “La verità” promette infatti di sciogliere finalmente ogni dubbio su quanto sia successo quella notte. Però, se da un lato ci mostra effettivamente cosa sia successo, dall'altro contribuisce solo a rendere ancora più ambigua la figura di Mott e ad insinuare nuovi dubbi su essa e su tutta la vicenda.
Una cosa è certa… durante tutto il corso del film non si capisce mai dove inizia e dove finisce la finzione… oltre a questo aggiungiamoci che la storia è raccontata tra diversi flashback e continui salti tra presente e passato che…non a tutti può piacere.
Oltre al protagonista, sono molto importanti le figure femminili di Vanessa Redgrave nei panni dell’anziana moglie e Annette Bening che interpreta la figlia di Elsa (nonché coetanea di Mott), molto critica e sospettosa nei confronti del protagonista, di cui nota prima di tutti la sua ambizione e di come stia solo usando e sfruttando il patrimonio e le conoscenze della madre. Un personaggio, quello della figlia, forse troppo poco presente nella storia, ma nonostante ciò risulta a parer mio, molto incisiva.
Waltz firma un dramma dalle forti tinte thriller che riesce nell'intento di mantenere alta l’attenzione dall'inizio alla fine e di coinvolgere lo spettatore…anche perché come detto prima, se ti perdi... non ci capisci più niente!
Un prodotto che consiglio di vedere sia per la storia che oltre ad essere bizzarra è anche molto accattivante… ma soprattutto, forse sono di parte, consiglio la visione di questo film per rendere omaggio ad uno dei pupilli di Quentin Tarantino, il quale sarà rimasto sicuramente soddisfatto dal lavoro del figliol prodigo.
Sempre Vostri
C & C