Titolo Originale: Ojingeo Geim
Corea del Sud, 2021
Genere: azione, drama coreano, thriller
Stagioni: 1
Episodi: 9
Ideatori: Hwang Dong-hyuk
Titolo Originale: Ojingeo Geim
Corea del Sud, 2021
Genere: azione, drama coreano, thriller
Stagioni: 1
Episodi: 9
Ideatori: Hwang Dong-hyuk
I nostri lettori più accaniti conosceranno sicuramente la nostra ammirazione per Bong Joon-ho, quasi tutti i suoi film sono stati recensiti da noi e sono disponibili sul nostro sito, grazie al regista premio Oscar infatti abbiamo iniziato ad appassionarci al cinema coreano, con tutte le sue sfaccettature e le sue caratteristiche particolari.
Fatta questa piccola premessa non potevamo quindi farci sfuggire la serie tv fenomeno del momento, ovvero Squid Game.
Il nuovo dramma di sopravvivenza coreano firmato Netflix è un progetto nato da un'idea del regista Hwang Dong-hyuk che ha preso forma nel corso degli ultimi tredici anni. Il titolo della serie tv prende spunto da un popolare gioco per bambini coreano nei quali ci si sfida utilizzando una tavola a forma di calamaro. La trama, come ben vedremo, potrebbe risultare fin troppo nota ma in realtà Squid Game ha la capacità di sovvertire fin dall'inizio le aspettative, conducendo chiunque la guardi a chiedersi quale sarà, alla fine, la direzione che prenderà lo show.
La serie segue le vicende di un gruppo di 456 persone, tutte accomunate dal fatto di trovarsi in disastrose situazioni economiche. Tutti vengono selezionati per prendere parte a un misterioso gioco che permetterà al vincitore di portare a casa un ricchissimo premio in denaro. Ben presto, però, i concorrenti si renderanno conto che, malgrado l'apparenza, quelli a cui devono partecipare non sono degli innocenti giochi per bambini ma delle vere e proprie sfide di sopravvivenza in cui il termine "eliminato" viene inteso con il suo significato più estremo. Una discesa negli inferi alla quale, però, i partecipanti prendono parte in maniera assolutamente volontaria. Come il protagonista Gi-hun (interpretato da Lee Jung-jae), un 47enne sommerso dai debiti, con un matrimonio fallito alle spalle, una figlia di cui ha perso la custodia e una madre gravemente malata. L'incontro con un misterioso uomo in metropolitana lo porterà, infatti, a contattare l'organizzazione segreta promotrice dei giochi con la speranza di potersi buttare alle spalle le sventure del passato e iniziare una nuova vita.
A patto di riuscire a sopravvivere, ovviamente.
Nonostante l'elemento centrale della serie ideata da Hwang Dong-hyuk sia la sfida all'ultimo sangue, Squid Game ci sorprende fin dall'inizio riservando ampio spazio all'approfondimento dei suoi personaggi principali.
In particolare, veniamo immersi nel mondo di Gi-hun, un protagonista tanto imperfetto quanto affabile che, nonostante il vizio del gioco e gli strozzini alle calcagna, cerca di fare del suo meglio per non deludere sua madre e sua figlia. È lui il cuore al centro di questa drammatica storia, capace di portare un po' di umorismo e di leggerezza anche nelle situazioni più disperate, dando inevitabilmente allo spettatore qualcuno per cui tifare. Tuttavia, non è l'unico personaggio al quale ci si affeziona nel corso della narrazione.
Uno degli aspetti più particolari non solo di questa serie ma di tutto il panorama sia televisivo che cinematografico coreano è che i personaggi non sono eroi o macchine da guerra ma persone vere, autentiche, capaci di compiere scelte spietate quanto atti di puro altruismo. Medesimo discorso per l’ambientazione, Squid Game non è una storia in cui le vicende si svolgono in un futuro ma nella nostra realtà quotidiana, a Seoul precisamente, in cui le persone commettono azioni estreme perché si trovano in situazioni disperate e dove il sistema sfrutta questa vulnerabilità per il proprio tornaconto personale. La violenza della serie è saldamente radicata nel nostro mondo reale e questo contribuisce a rendere la narrazione ancor più terrificante: il gioco è spietato ma sono le condizioni esterne e reali ad aver permesso che prendesse forma.
Bisogna anche sottolineare che chi si aspetta di entrare immediatamente nel vivo dei giochi potrebbe rimanere deluso dal ritmo, che è a volte un po' lento. In realtà, questa scelta si rivelerà propedeutica a quelli che sono gli obiettivi della serie che mira soprattutto a cercare di rimanere in una dimensione più realistica possibile, nonostante la brutalità degli eventi.
I temi della serie, come si può constatare, non costituiscono un terreno inesplorato: un gruppo di persone vengono buttate in un'arena artificiale nella quale devono combattere per la propria sopravvivenza. Ma la ventata di novità risiede nella simpatia che lo spettatore finisce per provare nei confronti del suo cast principale, che non vorremmo mai vedere soccombere sul campo di gioco. Non solo, i continui cambi di rotta e i continui colpi di scena in un percorso narrativo che pensavamo di conoscere già a memoria, fanno di Squid Game un prodotto capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo e di stimolare domande.
A conclusione di questa recensione il consiglio è assolutamente quello di guardare Squid Game, nonostante i temi già visti vi saprà sorprendere con scelte narrative a dir poco originali ed un analisi approfondita e meticolosa dei personaggi. Ma soprattutto vi lascerà con un interrogativo: un "lieto fine" può considerarsi un evento possibile quando si parla di una sfida all'ultimo sangue?
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