UK, 2020
Genere: drammatico, giallo, avventura
Durata: 123'
Regia: Harry Bradbeer
UK, 2020
Genere: drammatico, giallo, avventura
Durata: 123'
Regia: Harry Bradbeer
“Guarda quello che hai, non quello che vorresti avere. Presto scoprirai la verità. ”
Ancora una volta Netlix non sbaglia, anzi sorprende regalando ai suoi abbonati (soprattutto a quelli più giovani) un film divertente, leggero (ma ricco di spunti di riflessione) e originale.
Enola Holmes, adattamento del primo romanzo della serie di Nancy Springer, pur essendo ambientato nell’epoca vittoriana in cui Sherlock Holmes risolveva i suoi misteri, non potrebbe essere più attuale.
Film di questo genere possono rappresentare un’arma a doppio taglio in quanto possono essere ottimi prodotti ma anche delle mostruosità pazzesche, il colosso dello streaming questo lo sa benissimo e infatti si affida ad una squadra molto familiare per la realizzazione a partire dal regista, Harry Bradbeer, famoso per Killing Eve e Fleabeg. Ma la vera furbizia sta nella scelta dei protagonisti, ovvero Millie Bobby Brown e Henry Cavill, interpreti di due delle più famose e riuscite serie Netflix degli ultimi anni: Stranger Things e The Witcher. Se a questo aggiungiamo Sam Claflin e Helena Bohnam Carter, due tra i migliori interpreti nel panorama mondiale, beh, le basi ci sono proprio tutte.
La mano di Bradbeer è evidente, è sua la scelta (estremamente azzeccata ma molto rischiosa) di affidare la narrazione alla stessa protagonista, in modo da poter empatizzare con la stessa.
Enola Holmes, sorella minore del ben più noto Sherlock nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, è una sedicenne unica nel suo genere: estremamente colta, esperta di arti marziali e di tiro con l'arco, curiosa di tutto ciò che riguarda la carriera da detective del fratello maggiore ma al tempo stesso sogna una vita nella tranquillità della casa di campagna in cui è nata, dove può essere sé stessa senza dover sottostare alle rigide regole che la società vittoriana impone alle donne. Sarà la misteriosa scomparsa dell’eccentrica madre Eudoria (interpretata da Helena Bohnam Carter) a stravolgere improvvisamente i suoi piani, obbligandola a partire per trovarla e per sfuggire ai piani dell'altro suo fratello maggiore, Mycroft (interpretato da Sam Claflin), che la vorrebbe rinchiudere in un collegio, omologando il suo futuro a quello di tutte le giovani donne della sua età. Ad accompagnarla in parte del suo viaggio alla ricerca della madre (ma soprattutto di sé stessa) sarà un Lord suo coetaneo, il Visconte di Tewkesbury e Marchese di Basilwether (interpretato da Louis Partridge), il quale sarà al centro dell'altro caso che Enola sarà, suo malgrado, costretta a risolvere. Il giovane infatti, scappato da casa per non conformarsi alle aspettative della sua famiglia, è però inseguito da un losco personaggio che lo vorrebbe morto.
Con il trascorrere degli eventi si scoprirà che i due casi sono in realtà intrecciati tra loro e potrebbero avere delle ripercussioni sul futuro non solo dei protagonisti ma bensì di tutta l’Inghilterra.
Una delle cose che più mi hanno piacevolmente sorpreso sono stati i tanti spunti di riflessione su temi molto importanti e attuali, trattati però in maniera estremamente leggera ma non per questo superficiale.
Parità dei sessi, opposizione ai modelli che la società impone sono solo alcuni degli argomenti trattati in un film rivolto ai giovani con la speranza che siano proprio loro a ad essere i trascinatori di una società che è arrivata ad un momento di necessario cambiamento, una società che deve abbandonare il passato per abbracciare il futuro.
Oltre alle tematiche trattate l’altro punto di forza del film è senza dubbio il cast, come già accennato in precedenza infatti ci troviamo ad assistere a delle interpretazioni a dir poco perfette. Se c’è una cosa che mai mi sarei aspettato di scrivere è quella di dover fare degli apprezzamenti su Henry Cavill, ebbene, in questo caso mi trovo costretto ad elogiare l’attore britannico. Il suo Sherlock è un personaggio affascinante, unico, inusuale ma assolutamente reale. È vero che il suo personaggio si contrappone del tutto all'originale creato da Conan Doyle, ho letto che in molti hanno storto il naso, ma personalmente la scelta mi è sembrata azzeccata ai fini della buona riuscita del film.
Enola Holmes non deve essere collocato in una sorta di continuazione del ciclo di Sherlock Holmes, ma deve essere inquadrato come un prodotto indipendente, che cerca la sua strada e la sua originalità. Tutto ciò è molto chiaro, lo si può evincere dal diverso modus operandi di Enola di approcciare alle indagini rispetto al fratello maggiore; se Sherlock analizzava gli indizi e i dettagli più insignificanti per arrivare alla soluzione la sorella si fa guidare molto di più dalla fortuna e dalla sue emozioni, le quali, unite ad una dose di buona memoria, la portano il più delle volte nella giusta direzione.
Da questo ultimo aspetto si può dedurre il punto debole del film, e cioè la mancanza di quel fascino e di quell'atmosfera unica che accompagnavano le storie di Sherlock Holmes nella soluzione dei casi.
Nonostante ciò però personalmente ritengo che Enola Holmes sia un ottimo prodotto, e ritengo che l’obiettivo di Netflix sia stato perfettamente raggiunto: attrarre il pubblico con le scelte di cast, per poi catturarlo sul lungo periodo (i romanzi di Nancy Springer dedicati ad Enola sono sei) con la sua trama coinvolgente ed una serie di personaggi particolari e affascinati nel loro essere eccentrici ma al tempo stesso estremamente reali. Lo spazio per i sequel c'è sicuramente, anche perché molti dei personaggi che vengono introdotti in questo primo capitolo meritano di essere approfonditi, soprattutto Mycroft, qui parlo in maniera del tutto soggettiva visto il mio affetto nei confronti di Sam Claflin. Tra tutti però, sarà sicuramente Sherlock ad acquistare progressivamente importanza, soprattutto se si cercherà di approfondire, come crediamo e speriamo, la relazione con la sorella. Le dinamiche tra i due, solo accennate fino ad ora, potrebbero portare risvolti davvero interessanti alla storia.
Concludo questa recensione in maniera un po’ diversa dal solito, tenevo infatti a dedicare questo piccolo pensiero ad una persona molto importante per me, una di quelle luci che sono state sempre presenti anche quando i tunnel sembravano oscuri e interminabili… se sono quello che sono, è anche grazie a lei. Nonostante la sua ammirazione per Henry Cavill, anche se in questo caso credo appoggerà le mie parole…
Sempre Vostri
C & C