USA, Germania, 1998
Genere: commedia, azione, avventura
Durata: 136'
Regia: Martin Campbell
L’eroe mascherato non credo abbia bisogno di presentazioni anche perché oltre ad aver lasciato un bel po’ di “firme” con la sua spada, è rimasto negli anni nei cuori di tantissime generazioni.
Creato negli anni ’20 dallo scrittore Johnston McCulley, Zorro è stato il primo eroe mascherato ad apparire sia in un romanzo d’avventura, sia nel mondo del cinema, nonché fonte d'ispirazione per vari supereroi (tra i quali il famosissimo uomo pipistrello: Batman!). Prima di parlare del film in questione è doveroso ricordare che oltre al cinema, uno degli adattamenti più noti sull’eroe mascherato fu la serie televisiva prodotta dalla Disney nel 1957 con Guy Williams nei panni del protagonista, andata in onda per due stagioni fino al 1959… ma ancora oggi è uno dei lavori più apprezzati sul celebre eroe. Ricordo che da piccolo aspettavo di vedere la puntata che andava in onda sulla Rai nel tardo pomeriggio e non potrò mai dimenticare il mitico e buffo sergente Garcia interpretato da Henry Calvin.
Qualche giorno fa Sky Cinema proponeva tra i consigli “La Maschera di Zorro, 1998” e il suo sequel “The Legend of Zorro, 2005” (quest’ultimo però lasciamolo perdere).
Avendo un bel ricordo del primo film, visto da piccolo insieme a mio padre, decido con piacere di rivederlo…
Ci troviamo nella California della prima metà dell'800, e sono ormai trascorsi venti anni da quando Diego De La Vega, detto Zorro (interpretato da un sempre maestoso e grandissimo Anthony Hopkins), combatteva a fianco del popolo contro l'oppressione spagnola. Ora, dopo una lunga prigionia e la fatica dell'età avanzata, Zorro capisce che è arrivato il momento di scegliere un successore in grado di fermare Don Rafael Montero (interpretato da un cattivissimo Stuart Wilson), il potente ex governatore spagnolo che tempo prima lo ha fatto imprigionare, ha fatto uccidere sua moglie Esperanza e gli ha portato via la figlia Elena (interpretata da una BELLISSIMA Catherine Zeta-Jones), che ora si crede figlia di Montero. De La Vega scoverà un talentuoso ex-ladro dedito all’alcool e alle risse che potrebbe portare a termine il suo piano di vendetta, si tratta di Alejandro Murrieta (interpretato da Antonio Banderas) anche lui con un conto in sospeso da regolare, ovvero l’assassinio di suo fratello da parte di uno scagnozzo di Montero.
Il regista Martin Campbell (007 Goldeneye – Casino Royale) riesce ad aggiornare e realizzare una bellissima ed alternativa storia sull’eroe mascherato riuscendo a non sbagliare praticamente nulla e come un puzzle tutto si incastra e si trova alla perfezione. Una storia di vendetta e di azione, ma anche romantica e autoironica, grazie ad un simpaticissimo Antonio Banderas che ci regala momenti esilaranti, rozzi e divertenti soprattutto durante il duro addestramento con il saggio Anthony Hopkins. Un passaggio di testimone che risulta più difficile del previsto, ma che servirà a forgiare il nuovo eroe e ad inscenare un piano d’azione che risulta inizialmente perfetto finché, come spesso accade, l’amore complicherà un pò le cose, e ben presto il nuovo cavaliere mascherato farà innamorare e si innamorerà della bella figlia del suo mentore… stiamo pur sempre parlando di Catherine Zeta-Jones… credo sia più che giustificabile!!
Rivedendo il film ho notato moltissime cose che da piccolo mi erano sfuggite… e in questo caso ho molto apprezzato, come l’omaggio che il regista, attraverso varie scene e citazioni, ha voluto fare a molte opere cinematografiche e non solo… (riferimenti vari a svariate opere, dal Conte di Montecristo a Karate Kid, da Star Wars ad Indiana Jones).
Oltre ad una sceneggiatura ben curata, il film funziona anche grazie al talento e al carisma di tre grandissimi protagonisti che indubbiamente oltre all’interpretazione, trasmettono un grande appeal sullo schermo: Antonio Banderas carismatico, autoironico e convincente (ahimè che tristezza pensarlo nelle pubblicità della Mulino Bianco), Catherine Zeta-Jones bellissima ed irresistibile…ed infine un grande ed impeccabile Anthony Hopkins che è sempre all’altezza della situazione.
Confermo dunque che, dopo aver fatto un rewatch del film… oltre al sequel non ho trovato altri difetti; mi ha trasmesso quel senso di nostalgia verso quel genere avventuroso della vecchia e gloriosa Hollywood, ricco di spettacolari scene d’azione davvero realistiche... perché dobbiamo essere sinceri che purtroppo oggi gli effetti speciali e le tecnologie super innovative hanno preso il sopravvento e alla lunga c’è il forte rischio di risultare poco credibili o addirittura, sfociare nel ridicolo.
La maschera di Zorro è un film che deve essere visto almeno una volta nella vita, e perché no anche più di una (come nel mio caso), più di due ore che non risultano mai lente o pesanti e il tutto è dosato alla perfezione: azione, avventura, romanticismo e divertimento!
Z
Sempre Vostri
C & C