USA, UK, 2014
Genere: fantascienza, azione, drammatico
Durata: 169'
Regia: Christopher Nolan
USA, UK, 2014
Genere: fantascienza, azione, drammatico
Durata: 169'
Regia: Christopher Nolan
“Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango”
Netflix ci sta abituando, con il passare dei mesi, a sempre nuove attese serie tv, saghe memorabili e grandi cult. Tra questi ultimi da un po’ di tempo è presente nel catalogo della piattaforma online il nono lungometraggio di Nolan, ovvero Interstellar.
Un film che ho apprezzato molto di più dopo averlo rivisto questa volta rispetto alla prima visione sei anni fa (una cosa che mi capita sempre spesso ad essere onesto).
Uscito nelle sale nel 2014 ha subito suscitato clamore sia tra il pubblico che tra la critica, riscontrando pareri positivi su tutte le più grandi testate giornalistiche internazionali.
È stato candidato a cinque premi Oscar riuscendo però a portarsi a casa solo la statuetta per i migliori effetti speciali (ne avrebbe meritata qualcuna in più).
Interstellar vanta un cast super e veramente eccezionale, parliamo di attori del calibro di Metthew McConaughey, Matt Damon, Anne Hathaway, Michael Caine e Jessica Chastain.
Nolan, con questo film, si cimenta (e lo fa più che bene) per la prima volta nella pura fantascienza, dimostrando ancora una volta la sua grande versatilità. Il regista britannico, a differenza di ciò a cui siamo abituati, basa il film sul concetto fondamentale del tempo, in senso molto relativistico.
Il film è ambientato in un futuro non molto lontano, in cui la terra sta perdendo la sua fertilità e le piante stanno pian piano morendo. Paradossalmente il mestiere più praticato in questo futuro è quello del contadino, ed è appunto ciò che fa Joseph Cooper (interpretato da un magnifico Metthew McConaughey), ex pilota della Nasa, il quale vive con la sua famiglia in una fattoria.
Cooper verrà poi mandato all'interno di un cubicolo spazio temporale alla ricerca di un pianeta adatto alla vita e salvare così l’umanità.
Non mi voglio addentrare oltre con la trama, preferisco invece analizzare altri aspetti che secondo me hanno dato al film quel qualcosa in più che lo eleva ad un livello superiore.
La fantascienza ormai è diventato un genere molto difficile da produrre. La qualità è venuta sempre meno nel corso degli anni e diciamoci la verità, la maggior parte dei film sembrano tutti già visti e rivisti. Nolan riesce, anche grazie alla consulenza scientifica del fisico teorico Kip Thorne (addirittura tra i produttori del film) a dare una spinta e una originalità alla storia, riuscendo a creare qualcosa di più unico che raro nella cinematografia hollywoodiana odierna.
Come accennato in precedenza, questa pellicola si differenzia totalmente da quelle a cui siamo abituati, non ci immergiamo infatti in un mondo di astronavi e alieni, ma bensì sul concetto centrale del tempo. È proprio quest’ultimo, in un certo senso, ad essere il vero antagonista del film, separa infatti i due protagonisti, Murphy (interpretata da Jessica Chastain) e Joseph Cooper, padre e figlia, molto più dello spazio. La missione per cui è chiamato l’ex pilota è una lotta contro le leggi della relatività, contro il buco nero che regola la fisica di quella parte d’universo.
Murphy sa che suo padre sta andando incontro ad una missione quasi impossibile e che difficilmente riuscirà a rivederlo.
Nonostante Nolan sia un regista estremamente versatile e dal quale ci si può aspettare di tutto, in ogni suo film il centro di tutto è l’amore… se in Memento e The Prestige il fulcro è l’amore per la verità in Interstellar a fungere da collante dell’intera vicenda è l’amore che lega padre e figlia.
A rendere ancora più intensi gli scenari mozzafiato concorrono le musiche apocalittiche di Hans Zimmer (La sottile linea rossa, Il Gladiatore) che, da sempre collaboratore di Nolan per le colonne sonore, concede con la potenza dell’organo, un passo ancora più vicino nella nuova, inesplorata galassia.
Il film termina con la scoperta della verità, quella che Nolan ci para davanti in maniera chiara: l’amore è l’unica cosa che trascende dal tempo e dallo spazio. Incredibile e bellissima metafora che rende Interstellar un film sopra ogni aspettativa.
Concludo la recensione consigliando ovviamente la visione del film, anche se più che una semplice visione la definirei un'esperienza appagante ed emozionante che non può mancare a nessuno spettatore cinematografico del XXI secolo.
Sempre Vostri
C & C