Titolo originale: Barbaren
Germania, 2020 - in produzione
Genere: drammatico, storico
Episodi: 6
Ideatore: Andreas Heckmann, Arne Nolting e Jan Martin Scharf
Titolo originale: Barbaren
Germania, 2020 - in produzione
Genere: drammatico, storico
Episodi: 6
Ideatore: Andreas Heckmann, Arne Nolting e Jan Martin Scharf
“Niente dura per sempre: le stelle, gli alberi, gli animali, le persone, neanche gli dei, tutto muore alla fine. Arriverà il lupo e il mondo brucerà. Il lupo divorerà la luna, divorerà il sole, divorerà tutto quello che è mai esistito. Ma non c’è nulla di cui avere paura, tutto ciò che ha un inizio deve finire prima o poi.”
[...] un esercito fortissimo, il primo tra le truppe romane per addestramento, valore ed esperienza, fu accerchiato a sorpresa, a causa dell'indolenza del comandante, della falsità del nemico e dell'ingiustizia del destino [...] E così l'esercito romano, chiuso tra foreste, paludi e agguati, fu massacrato fino all'ultimo uomo da un nemico che aveva sempre battuto a suo piacimento [...]
Velleio Patercolo, storico romano, con questo estratto riassume perfettamente le vicende trattate dalla nuova serie originale Netflix. L’aspetto che più risalta agli occhi è il punto di vista della narrazione, affidato inaspettatamente ai barbari e non ai romani. Questi ultimi ovviamente, nella loro ottica portavano ordine, disciplina e pulizia nella "rozzitudine" degli stranieri, ma per i germani era solamente il sopruso di una moltitudine di oppressori che non erano stati invitati.
Siamo nel pieno splendore dell’età imperiale, questa volta è Publio Quintilio Varo (interpretato da Gaetano Aronica) il generale a comando delle legioni romane che stanno avanzando nella conquista della Germania. Dalla sua l'esercito dell'Impero non ha solo il numero esageratamente superiore di uomini ma anche il vantaggio delle lotte interne tra le varie tribù germaniche, i cui vari reik non hanno mai lavorato in unione e squadra ma hanno preferito difendere e fare gli interessi del proprio villaggio. Ora che hanno tutti un nemico comune, però, devono iniziare a ripensarci. La storia di Barbari, che mescola azione, romance e le vicende dei libri di Storia in un mix riuscito di piacevole intrattenimento, mostra gli eventi che portarono alla battaglia della Foresta di Teutoburgo, ancor oggi conosciuta per l'epilogo estremamente drammatico.
Altro aspetto che risalta agli occhi è il simbolismo, come il lupo che appare spesso, che può essere tranquillamente accostato alla tradizione romana (basti pensare alla lupa di Romolo e Remo), ma che esprime anche la forza e la natura selvaggia del popolo germanico. Simbolismo altrettanto importante è ovviamente quello legato alla religione, di Dei così diversi ma di cui si cerca sempre il favore, da parte di un popolo come dell'altro, affinché il futuro sia propizio.
E il sangue, parte della vita come della morte dei protagonisti, perché "ogni cosa ha una fine".
Per quanto riguarda i personaggi, sicuramente uno dei più interessanti e maggiormente caratterizzati è Arminio (interpretato da Laurence Rupp). Figlio adottivo di Varo e suo secondo in comando, sta facendo carriera nell'esercito dell'Impero. Ha però un grande dilemma interiore causato dal proprio passato, che lo pone in una sorta di limbo: non è totalmente Romano ed è proprio questa doppia natura che non lo fa sentire davvero appartenente a nessuno. Ciò traspare anche dal doppio (perfettamente riuscito) uso della lingua nella serie: tedesco antico e latino, per dare maggiore veridicità al racconto.
Degna di nota poi è anche la rappresentazione di Thusnelda (interpretata da Jeanna Goursaud), figlia di un nobile della tribù dei Cherusci, amica d’infanzia di Arminio: su di lei viene costruita la ridotta componente romantica della serie, facendone il vertice di un triangolo amoroso, ma allo stesso tempo ne vengono anche esaltate le doti di forte e combattiva donna guerriera, al pari di una Lagertha di Vikings. A questo proposito, ad un certo punto si fa un parallelismo con le domine romane, che si dice siano "brave a servire i propri uomini", ma ci tengo a precisare come si sappia che in realtà le donne a Roma avevano molto più potere di quanto si creda soprattutto tra le famiglie nobili, da lì il detto "dietro ogni grande uomo c'è una grande domina".
Una serie che mi sento di consigliare, apprezzata sicuramente dagli esperti del genere, magari un po’ veloce nella narrazione degli avvenimenti (la serie conta infatti “solo” sei episodi in totale) da sembrare per gli appassionati di storia un po’ superficiale ma che riesce nell’intento di intrattenere lo spettatore usufruendo del ralenty per dare epicità alle scene di guerra, di un voiceover occasionale a sottolineare questa epicità e di discorsi motivazionali.
Sempre Vostri
C & C