Italia, 2019
Genere: commedia
Durata: 100'
Regia: Fausto Brizzi
Dopo “Poveri ma ricchi” e “Poveri ma ricchissimi” (che beh, lasciamo stare...) Fausto Brizzi ritorna finalmente a farci divertire con Modalità aereo. Non solo regista (dodici lungometraggi per lui ma indimenticabile resta il suo primo film “Notte prima degli esami”), ma anche grande sceneggiatore e scrittore. Per tutti gli amanti (come noi d’altronde) dei cinepanettoni (ma si smettiamola con questo snobbare, hanno accompagnato i nostri natali), ricordiamo che è stato co-autore di Neri Parenti in quasi tutti i suoi film di questo genere fin dai primi anni del 2000.
Modalità aereo è scritto da Fausto Brizzi, Herbert Simone Paragnani e dallo stesso protagonista Paolo Ruffini (da cui nasce l’idea originaria).
Commedia per tutta la famiglia ambientata a Natale ma non natalizia che diverte e si dimostra ironica, pungente nei punti giusti e poco volgare. Insomma, cento minuti che scorrono velocemente senza mai annoiare.
Diego Gardini (interpretato da Paolo Ruffini) è un ricco imprenditore di successo, arrogante e sconsideratamente social, titolare di un'azienda vinicola molto prestigiosa. Un bel giorno, mentre è in partenza per Sidney per un viaggio di lavoro, incontra nel bagno dell'aeroporto Ivano (interpretato da Lillo, senza Greg) e Sabino (interpretato da Dino Abbrescia), due addetti alle pulizie che lo riconoscono e lo importunano per ottenere un selfie. Diego li caccia via in malo modo e con saccente arroganza minacciandoli addirittura di farli licenziare. Uscendo però, dimentica inavvertitamente il cellulare in bagno. Ai i due inservienti viene così servita su un piatto d’argento la possibilità di vendicarsi. I due sfrutteranno così la lunga durata del suo volo verso Sidney per rubargli la sua vita digitale facendolo diventare l’uomo più odiato del pianeta e, come se non bastasse, ci sarà chi se ne approfitterà per sottrargli l'azienda di famiglia e mandare a rotoli la sua vita.
Il cellulare si rivelerà essere una vera e propria mela della discordia caduta nelle mani sbagliate e che provocherà un susseguirsi di gag, fraintendimenti e avventure che finiranno per degenerare.
Il tutto è rappresentato in modo da far capire che l’amicizia, se sincera e pura, oltrepassa ogni stato sociale… che tu sia ricco o povero, poco importa.
Temi di attualità al centro di questa commedia, a partire dall'oggetto di cui tutti ormai siamo dipendenti, ovvero il cellulare, al quale spesso, forse troppo, affidiamo segreti e chiavi della nostra vita che, a differenza di tutto quello che si crede, non è in grado di conservare.
Supertecnologici, sempre connessi con il mondo… ma ne vale veramente la pena? Provate a chiedere allo sfortunato Gardini.
Parte fondamentale della riuscita di questo progetto è soprattutto il cast scelto.
Paolo Ruffini, poco credibile nelle vesti di un miliardario saccente imprenditore riesce subito a farci divertire nei panni della “vittima” con il suo stile unico accompagnato dal suo inimitabile accento toscano. Poi c’è questo strano e inedito duo Lilo – Dino Abbrescia che diverte con semplice naturalezza e spontaneità.
Un duo che, con il susseguirsi degli eventi si tramuterà in trio perché la vendetta evolverà e coloro che sembrano essere stati la causa di tutte le sfortune dell’imprenditore si riveleranno essere, in realtà, la sua salvezza.
Tutte queste peripezie cambieranno profondamente il protagonista, il quale capirà quanto la sua vita fosse stata sbagliata e priva di ogni valore importante fino a quel momento.
I nostri complimenti vanno anche alle presenze femminili del cast: Violante Placido (l’hostess che vorremmo in ogni volo) e Caterina Guzzanti.
Non poteva mancare il momento nostalgia anni ’80 del regista, che grazie a una comparsata di Sabrina Salerno (in splendida forma) e la sua “Boys Boys Boys”, ci riportano con la mente direttamente a Notte prima degli esami.
Premiata dunque la bella idea di Paolo Ruffini che, insieme al regista e agli autori sono riusciti a svilupparla al meglio e, cosa più importante, hanno lasciato un bel messaggio finale.
Lo sviluppo tecnologico che ci ha travolto e che ci continua a travolgere ha sicuramente migliorato le nostre vite, ma al tempo stesso ci ha anche privato di tutta quella spontaneità e di quei contatti umani così ricercati di un tempo.
Siamo diventati tutti schiavi di un telefono, triste come affermazione, ma purtroppo vera.
Ma anche uno schiavo della tecnologia, arrogante e all'apparenza senza cuore come il nostro protagonista, grazie alla vera amicizia e al contatto umano riuscirà alla fine a cambiare e a diventare un uomo migliore.
Per dirla alla Stallone in Rocky IV: “Perché se io posso cambiare e voi potete cambiare… TUTTO IL MONDO PUO’ CAMBIARE!”
Consigliamo quindi sicuramente la visione di Modalità Aereo per chi cerca una favola moderna e autentica al tempo delle fake news.
Sempre Vostri
C & C