Titolo originale: Evil Eye
USA, 2020
Genere: horror, drammatico
Durata: 90'
Regia: Elan Dassani, Rajeev Dassan
Titolo originale: Evil Eye
USA, 2020
Genere: horror, drammatico
Durata: 90'
Regia: Elan Dassani, Rajeev Dassan
La Blumhouse (casa di produzione statunitense), produce prevalentemente film di horror ed è famosa in tutto il mondo per aver realizzato prodotti come Paranormal Activity, Insidious, e La notte del giudizio, film che anche per chi, come me, non è amante del genere… non sono stati affatto male!
Però, perché c’è sempre un però… non mancano i FLOP, ed uno dei loro ultimi lavori, ovvero Fantasy Island (potete trovare la recensione completa sul nostro sito) è stato un totale fallimento, un’accozzaglia di generi mischiati in una sola pellicola.
Evil Eye, film protagonista di questa recensione, è disponibile su Prime Video ed è un prodotto che fa parte del progetto Welcome to The Blumhouse (collaborazione tra la piattaforma streaming e la casa di produzione horror) e racconta la storia di Usha (interpretata da Sarita Choudhury), una donna molto superstiziosa di New Delhi, affezionatissima alla giovane figlia Pallavi (interpretata da Sunita Mani). Quando la ragazza la contatta dal suo ufficio a New Orleans per dirle di aver incontrato quello che sembra l'uomo della sua vita, Usha non può che essere felicissima per lei e desiderosa di conoscere il nuovo fidanzato della figlia, l'affascinante e facoltoso Sandeep (interpretato da Omar Maskati). La gioia di Usha si trasforma in terrore quando Pallavi le presenta il giovane, che somiglia tremendamente all'uomo che trent'anni prima aveva cercato di ucciderla. La donna sospetta che la violenta figura del suo passato si sia reincarnata nel giovane fidanzato della figlia e teme che la storia possa ripetersi. Nonostante amici e familiari cerchino di dissuaderla della sua convinzione, Usha è certa di chi ha di fronte. Le cose peggioreranno quando Pallavi annuncerà alla famiglia che sta per sposare Sandeep...
Anche se il film viene presentato come Horror/Thriller, posso confermare che di horror non ha praticamente nulla ed è semplicemente un thriller, che a tratti ricorda anche un altro film (ben riuscito), sempre di Blumhouse: The Invisible Man (potete trovare anche la recensione di questo film sul nostro sito), ma in questo contesto ci sono meno effetti speciali e non solo.
La storia, che si basa su concetti interessanti legati particolarmente alla cultura indiana (il discorso sulla reincarnazione mi ha incuriosito) seppur interessante non riesce però mai a convincere fino in fondo e mantiene lo stesso ritmo, purtroppo lento e piatto, per buona metà del film e non si crea mai quell’atmosfera cupa e angosciante che di solito precede un momento di suspense e tensione. Nulla di tutto questo! Il classico film che nonostante tutto continui a vedere sia per la curiosità di sapere come finisce, ma anche perché speri che possa arrivare quella scintilla che accenda il ritmo della storia o quanto meno la renda più interessante e movimentata; In questo caso, nemmeno il colpo di scena finale riesce a soddisfare una storia poco coinvolgente.
Evil Eye purtroppo non ha nessuna caratteristica per essere un buon thriller e non cattura (almeno questo è il mio personale pensiero) in nessun modo lo spettatore.
La storia è poco approfondita su certi temi molto importanti per lo svolgimento del film, ovvero quello legato alle tradizioni indiane e di come influiscono sui personaggi, e soprattutto sul trauma che ha subito Usha da giovane (non sono bastati quei rapidissimi flashback).
In conclusione posso solo dire che anche se questo film è palesemente al di sotto della sufficienza, il progetto tra Blumhouse ed Amazon Prime Video è molto ambizioso ed interessante e sono davvero fiducioso.
Sempre Vostri
C & C