Italia, 2019
Genere: drammatico, commedia
Durata: 118'
Regia: Ferzan Özpetek
Mentirei ipocritamente se dicessi che non mi ha fatto un po’ strano vedere Edoardo Leo e Stefano Accorsi nei panni di una coppia gay.
La loro bravura non si discute.
Due attori italiani che vantano un bel bagaglio d’esperienza ed anche alcuni film di discreto successo (nel caso di Edoardo Leo anche le esperienze da regista e da doppiatore non sono state affatto male).
Ma questo film, ahimè, non rientra tra i loro lavori più degni di nota.
Non sto dicendo che non siano stati all'altezza ma semplicemente la loro poco credibilità come coppia omosessuale è parsa molto evidente.
Starete sicuramente pensando, con questa eloquente premessa, che il film non mi sia piaciuto.
Un po’ è così in realtà, bisogna precisare però che lo stile Ferzan Ozpetek non mi ha mai appassionato più di tanto e in questo caso, come spiegato prima, bisogna aggiungere che anche che gli attori protagonisti non mi hanno entusiasmato.
Senza dubbio il regista turco ha un proprio stile, di tutto rispetto e che conosciamo ormai tutti.
Per i suoi film ha sempre scelto cast d’eccezione: oltre ad Accorsi ricordiamo i vari Luca Argentero, Margherita Buy, Elio Germano, Pierfrancesco Favino, Alessandro Borghi e in questo film per la prima volta ha scelto Edoardo Leo… insomma non gli ultimi della fila o nomi scelti a caso.
Scrivo come sempre in maniera del tutto personale quindi comprenderò eventuali pareri discordanti non solo dai molti fan di Ozpetek e anzi mi scuso in anticipo.
La Dea Fortuna, ha una trama che è anche molto interessante e con una narrazione ben equilibrata ma che purtroppo si muove con un ritmo lento e con dialoghi un po’ lunghi e noiosi.
Arturo (interpretato da Stefano Accorsi) e Alessandro (interpretato da Edoardo Leo) sono una coppia da diversi anni. Uno intellettuale, scrittore e traduttore impegnato spesso al suo pc, l’altro idraulico, sempre in giro per lavoro e dallo spirito più pragmatico. Spesso anche nei rapporti con le persone.
La loro storia è in crisi ed è in bilico poiché mossa da vecchi e nuovi tradimenti. Rapporti intimi ed effusioni che ormai non esistono più ed una totale mancanza di stimoli e d’affetto che il regista sceglie spesso di mostrarci con delle riprese di loro due sul letto che dormono sempre a debita distanza.
La Dea Fortuna non è solo il titolo del nuovo film dell’autore turco, ma anche l’entità leggendaria che fa piombare sulle stanche vite della coppia una vecchia amica.
Annamaria (interpretata da Jasmine Trinca) è costretta a lasciare da loro, solo per alcuni giorni, i suoi bambini Martina e Alessandro (interpretati rispettivamente da Sara Ciocca e Edoardo Brandi), giusto il tempo di effettuare degli accertamenti medici su alcune forti emicranie che la preoccupano velatamente.
Inizia così una convivenza inattesa e una genitorialità indesiderata che porterà ognuno dei personaggi ad intraprendere un percorso nuovo.
I bambini saranno una sorta di prova del nove per gli sviluppi del rapporto di coppia dei nostri protagonisti, ma allo stesso tempo questa convivenza porterà una ventata di freschezza e umorismo che riuscirà, in alcuni tratti, a commuovere.
Dopo alcune parentesi non proprio fortunate (Napoli Velata, anche se in molti non saranno d’accordo) Ozpetek schiaccia il tasto rewind e ci riporta ai suoi esordi cinematografici. A quel melodramma che ci trasporta nel mondo popolato da coppie in crisi, terrazze romane, palazzi storici e ci si commuoverà davanti alle inattese svolte della vita e del destino.
Una storia corale che ci ricorda molto due sue pellicole precedenti: Mine Vaganti e Saturno Contro. Personaggi ben caratterizzati, autentici e credibili (fatta eccezione per i protagonisti) che aiutano il film e il regista a rimanere a galla.
Due elogi in particolare vanno all'intramontabile Serra Yilmaz, attrice storica, più volte vista nei film del regista turco. Il suo personaggio di nome Mina (omaggio alla grande cantante) ha un figlio che diventa figlia; e anche alla piccola e promettente Sara Ciocca, giovane molisana dagli occhi ghiaccio che già ci aveva colpito nell'ultimo film di Alessandro Siani (Il giorno più bello del mondo, forse una delle poche cose piacevoli del film). Qui nel ruolo di Martina, una dei due bambini “adottivi” della coppia gay. Sicuramente una grande scommessa, e ci auguriamo anche una futura stella del nostro cinema.
La tredicesima pellicola di Ferzan Ozpetek mette da parte le scene di sesso e quel mistero che ci eravamo ormai abituati a vedere e si concentra su temi di attualità quali l’adozione nel mondo omosessuale e palesi riferimenti al mondo transgender.
In conclusione questo prodotto risulta adatto a tutta la famiglia e non mi permetto assolutamente di sconsigliarlo.
Sempre Vostri
C & C