Titolo Originale: Alien Worlds
UK, 2020
Genere: docufiction, speculative evolution
Stagioni: 1
Episodi: 4
Titolo Originale: Alien Worlds
UK, 2020
Genere: docufiction, speculative evolution
Stagioni: 1
Episodi: 4
“Il nostro pianeta, casa di milioni di specie… ma cosa potrebbe vivere altrove? Ci sono innumerevoli pianeti in tutto l’universo, se la vita esistesse solo su una frazione di questi, allora l’universo sarebbe vivo.
Ogni essere vivente ha le stesse necessità: nutrirsi, riprodursi ed evolversi…”
È la prima volta mi approccio nello scrivere una recensione di una docuserie, quindi mi scuso in anticipo se magari non risulterò chiaro o pienamente addentrato.
Mondi Alieni, dal titolo originale Alien Worlds, prova ad immaginare cosa avverrebbe e cosa potrebbe esserci in pianeti dalle caratteristiche più o meno simili alla Terra, ma in cui la forza di gravità è diversa, o la vicinanza alla propria stella è minore.
Detta così sembrerebbe la solita storiella sugli UFO, su eventuali esseri pronti ad attaccare il nostro pianeta disintegrandolo o sottomettendolo, e invece no…
La nuova docuserie prodotta da Netflix basa sì una buona parte sulla fantascienza ma anche e soprattutto su solide basi scientifiche grazie al contributo di numerosi scienziati e ricercatori.
Lo sviluppo di questa serie in quattro episodi è molto semplice: vengono immaginati quattro esopianeti, ossia pianeti che non appartengono al nostro sistema solare (negli ultimi decenni se ne stanno scoprendo a migliaia), ed in alcuni di loro con caratteristiche simili alla Terra potrebbero certamente essere presenti quelle specifiche condizioni necessarie allo sviluppo della vita.
In ogni episodio viene analizzato un pianeta, ognuno con caratteristiche diverse, ossia: Atlas, Janus, Eden e Terra.
In ognuno di loro la vita si è sviluppata in maniera peculiare, adattandosi in maniera perfetta alle condizioni ambientali proprie del singolo pianeta. Sul pianeta Atlas la gravità è così forte e l'atmosfera è così densa da dare la possibilità ad alcuni animali, definiti pascolatori volanti, di sopravvivere perennemente in alta quota, nutrendosi di semi che galleggiano nell'aria. In quello di Janus, invece, il pianeta si trova così vicino al proprio sole da non poter ruotare, creando due ecosistemi completamente diversi sulle sue due facce, una arida e desertica, l'altra gelida e buia. In questo mondo scorrazzano i pentapiedi, creature dotate di cinque arti (dall’aspetto estremamente simpatico) capaci di sopravvivere su entrambe le facce, ma che nascono nella zona detta "crepuscolare", dove notte e giorno si incontrano e le condizioni climatiche sono favorevoli.
Eden, a differenza di Janus, è assai ospitale, il pianeta orbita attorno a due stelle ed è irradiato da una notevole energia. In Eden alcuni animali, simili alle nostre proscimmie, sono diventati gli esseri dominanti, anche se a regolare il ciclo della vita della foresta sono dei particolari funghi, i quali comunicano tra loro attraverso la rete miceliare.
Terra, invece, se un tempo era così ospitale da permettere lo sviluppo di una moderna civilizzazione, ora il suo sole sta morendo, ed i suoi abitanti, così evoluti da pensare come se fossero parte di un'unica mente, hanno deciso di colonizzare altri pianeti.
Aspetto che mi ha piacevolmente colpito è il modo in cui sono strutturati gli episodi, in cui ogni singolo esopianeta è costantemente paragonato al nostro. Questo parallelismo risulta non solo affascinante ma è strumento per aumentare la scorrevolezza della narrazione, rendendo più fruibili argomenti marcatamente scientifici e, nel contempo, utile per ampliare le nostre conoscenze sulla vita, e come essa si è adattata e si adatta alle diverse condizioni, anche estreme, esistenti sulla Terra. Ai tanti quesiti che vengono posti sono gli scienziati che studiano il nostro pianeta, i nostri ecosistemi e gli esseri viventi a dare una risposta, fornendo a questa docuserie, per quanto fantascientifica, delle solide basi scientifiche.
Ognuno di loro riesce a trasmettere il proprio amore e la propria dedizione tanto da catturare completamente nella narrazione che viene imbastita davanti, così affascinante e particolareggiata. Le loro voci incollano allo schermo per le quasi quattro ore di durata di questa docuserie, riuscendo a far immergere completamente nei mondi lontani che ci vengono raccontati.
Concludo la recensione consigliando assolutamente la visione di questa piccola perla del catalogo Netflix, dispiace solo che ad essere immaginati e creati siano stati solo quattro esopianeti, perché ne avremmo voluti vedere molti di più!!!
Sempre Vostri
C & C