USA, Australia, 2020
Genere: horror, fantascienza, thriller
Durata: 124'
Regia: Leigh Whannell
Sfogliando i titoli non ancora visti di quest’anno, mi sono piacevolmente imbattuto in questa pellicola.
Locandina, genere e trama mi hanno convinto nella visione, e devo ammettere di aver fatto più che bene.
Iniziamo dicendo che questo personaggio creato dalla penna di H.G. Weels nel 1881 è divenuto nei primi anni del Novecento uno dei mostri emblematici del primo filone horror della storia del cinema e quindi abbiamo già visto decine di pellicole a riguardo. Ma l’uomo invisibile del regista Leigh Whannell (famoso soprattutto per aver creato insieme a James Wan la saga di Saw - L’enigmista) è una versione del tutto nuova, geniale e soprattutto attuale.
Cercare di riassumere la storia del film finirebbe per togliere gran parte delle sorprese e dei colpi di scena presenti nella pellicola quindi cercherò di incuriosirvi quanto basta senza spingermi oltre. Il film inizia con la decisione della protagonista, Cecilia Kass (interpretata da Elisabeth Moss) di lasciare il fidanzato Adrian Griffin (interpretato da Oliver Jackson-Cohen), un ricco uomo di successo nel mondo dell'ottica che però si è dimostrato possessivo e violento. Per sfuggire a questa relazione tossica, Cecilia, con l'aiuto della sorella, si nasconderà in segreto nella casa di un amico d'infanzia. Temendo ritorsioni da parte dell'ex fidanzato, Cecilia ha paura di uscire di casa, anche quando arriva la notizia che Adrian per la disperazione, si è suicidato. Ma ancora non sa che questo sarà solo l’inizio di un piano tanto geniale quanto diabolico!!
La donna non crede minimamente alla morte dell’ex fidanzato e comincia a sentirsi perseguitata da forze di cui solo lei ne percepisce la presenza.
Sono solo paranoie di una donna traumatizzata o c’è davvero qualcuno?
Riuscirà a farsi credere e a ritrovare la serenità?
Non vado oltre per non rovinare il piacere della visione. Una visione che per chi è amante del mistero e della suspense, è assolutamente piacevole. Finirete per essere trascinati nell'ansia e nella paura della protagonista stessa.
Scene di alta tensione, di azione e di violenza sia fisica ma soprattutto psicologica che non vi faranno stare tranquilli nemmeno per un secondo. Nonostante la durata molto lunga ed insolita per un horror, il film risulta scorrevole e piacevole grazie soprattutto alla bravura del regista, autore anche della sceneggiatura, che riesce nell'ardua impresa di mantenere alta la tensione per tutte le due ore della pellicola. Nella prima parte del film ci sarà una suspense che crescerà gradualmente, che farà mantenere alta la tensione non sapendo cosa potrà succedere da un momento all'altro.
Ecco, questa era una particolarità che non vedevo da un bel po’ in un film horror.
Nella seconda parte invece, il ritmo narrativo cambia del tutto e il film diventa rapido e si punta di più sull'azione. Un ottimo bilanciamento tra calma e movimento che allo stesso tempo intrattiene, spaventa ed esalta.
Oltre alla mano del regista, il film funziona grazie anche alla straordinaria interpretazione di Elisabeth Moss. Fragile e terrorizzata all'inizio, poi decisa e forte, la sua Cecilia è così credibile che è impossibile toglierle gli occhi di dosso. Riesce a raccontare dolore e paure solo con lo sguardo risultando sempre e comunque naturale e mai esagerata… anche quando passa dall'essere vittima a carnefice...
Ma torniamo a quanto detto all'inizio.
L’uomo invisibile fa parte, insieme a Dracula e la Mummia, di quel gruppo di personaggi storici che hanno dato vita al genere horror sin dagli anni trenta. Da allora infinite reinterpretazioni e remake ci hanno accompagnato sia con opere cinematografiche sia letterarie.
Ma la genialità dell’uomo invisibile di Leigh Whannell sta nel fatto che il mostro in questione viene usato come metafora delle relazioni violente: dallo stalker all'uomo padrone che abusa della donna.
Il film si eleva e funziona per questo. Usare il genere horror per esorcizzare le nostre paure, in questo caso quelle femminili. Complimenti!!
La storia di Cecilia non è altro che una storia di paura vera, reale, comune a molte donne tuttora e l'uomo invisibile diventa il fantasma personale della vittima che le impedisce di tornare a vivere…e la lotta per liberarsene è una lotta per emanciparsi e riscattarsi.
In conclusione posso confermare che il film, nonostante si faccia carico di tematiche importanti, si dimostra un’eccezionale reinterpretazione di un classico dell’horror.
Non il solito remake, ma bensì un’idea che può essere presa come esempio per riportare in vita tanti altri mostri classici…
Sempre Vostri
C & C