Italia, 2019
Genere: azione, storico, epico
Durata: 127'
Regia: Matteo Rovere
Italia, 2019
Genere: azione, storico, epico
Durata: 127'
Regia: Matteo Rovere
“Un solo ordine regola il cielo e gli esseri viventi. Due uomini uniti come uno solo, fratelli. Tra voi due c'è un solo re. Fonderà un impero nuovo, come mai il mondo ne ha conosciuto e come mai ne conoscerà negli anni a venire.”
Dobbiamo dire la verità, siamo sempre stati scettici, critici e a volte anche cattivi nei confronti del cinema nostrano, ma purtroppo le nostre motivazioni non sono mai state dettate da luoghi comuni o da snobismo ma bensì da palesi caratteristiche: mancanza di ambizione, di coraggio, di sfrontatezza e, dulcis in fundo, di originalità.
Con Il primo Re invece, tutto cambia, il film non solo riesce ad avere tutte le caratteristiche indicate in precedenza ma ne aggiunge un’altra che solo la storia d’Italia può vantare: raccontare una storia che è veramente nostra nei temi, nel linguaggio e nei luoghi.
Il film, uscito nelle sale italiane a inizio 2019, è stato il frutto di un lungo progetto, guidato dal bravissimo Matteo Rovere, dalla durata di due anni. Inoltre il budget stanziato per la realizzazione è stato di circa 8 milioni di euro, tantissimi per il cinema italiano.
Il risultato è evidente, il regista italiano riesce a sfatare tutti i tabù trasformando quella che è una leggenda antica migliaia di anni in un film che riesce a parlare al pubblico di oggi usando un linguaggio, i dialoghi sono in proto-latino infatti, che risultano naturali e coerenti con la storia raccontata.
Certo, se facciamo un paragone internazionale in stile Mel Gibson forse manca magari il fascino di terre lontane e visivamente ben più spettacolari, ma l'estetica sporca, la recitazione molto fisica e la messa in scena complessa e brutale colpiscono nel segno e ci fanno sperare che gli autori italiani sono pronti a fare un importante salto di qualità anche nel cinema di genere.
La trama potrebbe risultare scontata, la leggenda di Romolo e Remo la conosciamo tutti, eppure ne Il primo re non c'è nessuna lupa che allatta i due fratelli. Anzi, il film si apre con una travolgente e spaventosa esondazione del Tevere che travolge Romolo (interpretato da Alessio Lapice) e Remo (interpretato da Alessandro Borghi) costretti a lottare fin dai primi minuti per la loro sopravvivenza. Già dalle prime scene capiamo che Il primo re è un film di pochi dialoghi e con molte immagini forti. L’istinto di conservazione porta gli uomini prima a sopravvivere e poi a sfamare la loro brama di dominio con la sottomissione dei più deboli. Mistiche nebbie trafitte dai raggi del sole caratterizzano l’ambientazione prevalentemente boscosa lungo le rive del Tevere. È molto particolare la cura con la quale il regista riesce a portarci pian piano allo scontro che tutti sappiamo avverrà, mescolando destino ed eventi.
Per Romolo è il volere di Dio a guidarci, per Remo invece credere in un qualcosa di intangibile è pura follia.
La conclusione della storia, inutile dirla, la conosciamo tutti…
Il primo Re è un film riuscito perché è un racconto delle origini del nostro paese e della nostra cultura (cultura che nessun altro paese del mondo può vantare, solo che purtroppo ce ne siamo dimenticati).
E, in fondo, è anche un racconto di quello che siamo oggi.
Se devo elencare qualche aspetto negativo, anzi direi non del tutto positivo, solo ed esclusivamente qualche momento di calo di ritmo della parte centrale e le colonne sonore che forse non rendono onore alla pellicola, qualche musica differente avrebbe dato sicuramente maggior epicità.
Impossibile non menzionare Alessandro Borghi che in questo film non sarà il primo re di Roma, ma lo è di fatto, e senza rivali, del cinema italiano. E lo sta facendo a suon di interpretazioni di altissimo livello, sempre diverse, rischiando e mettendoci la faccia anche lui, progetto dopo progetto.
Un film che consiglio assolutamente di vedere, il mio rimpianto è quello di non averlo visto in sala (quando ancora si poteva), ambizioso, di spessore e che è destinato a diventare un vero e proprio capostipite di genere.
Questo è il cinema italiano che vogliamo vedere, sia per la bella storia di Roma che per le ambientazioni e anche per le ottime interpretazioni di Alessandro Borghi e Alessio Lapice. I due giovani attori grazie ad un’intensa recitazione sono in grado di far decollare la bellezza di un film come questo.
Sempre Vostri
C & C