“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.”
Robin Williams (L’attimo Fuggente, 1989)
Ed è proprio con questa frase, una delle più belle e significative di uno dei film più intensi ed emozionanti degli ultimi trent'anni, che mi sento di iniziare quest’omaggio per un attore, ma soprattutto per un grande uomo, scomparso troppo presto: Mr. Robin Williams.
Sono passati ormai quasi sei anni da quando l’11 Agosto 2014, il mondo del cinema perdeva uno degli attori più istrionici di tutti i tempi e forse uno degli interpreti più completi del panorama hollywoodiano.
Nato a Chicago il 21 luglio 1951, Robin ha origini inglesi, irlandesi, scozzesi, tedesche e francesi. Nel 1967 si trasferisce con la famiglia in California e negli anni del College nasce la sua passione per il teatro. La prima importante interpretazione per cui il pubblico (di sicuro più maturo e anche più esperto in materia del sottoscritto) lo inizierà ad acclamare è per il ruolo di Mork, un simpatico alieno protagonista della serie televisiva Mork & Mindy, in onda dal 1978 al 1982. Negli stessi anni, interpreta anche numerose stand-up comedy (vari spettacoli di cabaret in molti club notturni). Al cinema, il suo primo ruolo di rilievo è stato quello di Braccio di Ferro in Popeye di Robert Altman del 1980, per poi consacrarsi nel mondo Hollywoodiano nel 1987 con Good Morning, Vietnam di Barry Levinson, che gli vale la prima nomination agli Oscar e la vittoria di un Golden Globe… il resto poi… è storia.
Io l’ho scoperto da bambino e ricordo ancora il primo film. Frequentavo le scuole elementari e mia madre mi fece vedere questa VHS dal titolo Jumanji (che non ha NULLA a che vedere con i due film di The Rock… IMPARAGONABILI) … Robin Williams interpretava il protagonista, Alan, in un prodotto di avventura misto a fantasy per tutta la famiglia, molto avvincente ed entusiasmante.
A dire la verità mentre scrivo in questo momento, ricordo che da bambino provai anche un po' di paura… forse per colpa del cacciatore o del leone feroce… ma una cosa è certa: non giocherei a quel gioco nemmeno adesso che sono cresciuto per evitare brutti scherzi o di rimanere intrappolati nella giungla… e in quel caso: “Nella giungla dovrai stare finché un 5 o un 8 non compare.”
Negli anni, crescendo, ho approfondito e recuperato molte pellicole di Robin Williams e dopo averle viste (quasi) tutte, ho capito quanto immenso ed unico sia stato ed invidio chi ha avuto il piacere di vivere quegli anni 80-90 in cui intraprendeva i primi passi da gigante nel mondo cinematografico. Sono stati tanti i film e le interpretazioni celebri in cui l’abbiamo amato, impossibile citarle tutte… potremmo scriverne per giorni!
Un genio dalla comicità spontanea e travolgente, ma allo stesso tempo un eccellente interprete di ruoli drammatici e oscuri. Uno spirito guida e mentore nei panni del Professor John Keating nell’Attimo fuggente e dello psicologo Sean McGuire nel film cult degli anni ’90 Will Hunting- Genio Ribelle, ruolo che gli ha permesso di vincere l’oscar come miglior attore non protagonista, indimenticabile il dialogo sull’amore tra lui ed un giovanissimo Matt Damon.
Ci ha fatto sognare e tornare bambini nel capolavoro di Spielberg Hook - Capitan Uncino (1992) nei panni di un adulto Peter Pan che ha smesso di credere nell’isola che non c’è ma è costretto fare ritorno per riprendersi i suoi figli rapiti da Capitan Uncino (un Immenso Dustin Hoffman). Un film che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza di più generazioni. Robin Williams riesce non solo a farci divertire ma anche ad emozionarci.
Ma è nel 1998… con Patch Adams, che Robin Williams ci regala forse la più brillante interpretazione della sua carriera. Il film basato sulla storia vera del dottor Hunter Adams ha fatto piangere ed emozionare intere generazioni, insegnandoci il valore vitale della felicità. Un prodotto che consiglio di vedere o rivedere. Un film che affronta svariate problematiche come problemi mentali, cattiva sanità e pregiudizi. Ma soprattutto, racconta una storia vera, incredibile e straordinaria… quella di un metodo nuovo, anticonformista e rivoluzionario della medicina, creato dal bizzarro dottore, ovvero la “risoterapia” che consiste nel curare il paziente con l’umorismo, la risata e il divertimento.
La vita però è ingiusta e il destino gioca brutti scherzi, come quello dell’11 Agosto 2014… quando l’uomo che per tutta la vita ci ha fatto ridere si toglieva la sua, di vita, dopo aver scoperto di soffrire di una grave malattia neurovegetativa.
Quando si parla di Robin Williams bisognerebbe alzare le mani e fare tesoro di tutto ciò che ci ha regalato e trasmesso con le sue interpretazioni…che siano risate o lacrime. Ma noi siamo anticonformisti e rivoluzionari e anziché alzare le mani faremo come ci hai insegnato tu… ci alzeremo sulle sedie, sui tavoli o sui banconi e ti saluteremo come meriti: “O capitano! Mio capitano!”
Sempre Vostri
C & C