USA, 2020
Genere: thriller, azione, spionaggio
Durata: 104'
Regia: Danis Tanovic
Probabilmente è la prima recensione negativa su un prodotto del catalogo Prime Video ma ahimè… non si poteva fare altrimenti.
Il film, diretto da Danis Tanovic è un adattamento del romanzo The Postcard Killers di James Patterson e Liza Marklund.
La trama, tutto sommato, è piuttosto interessante e a tratti anche intrigante.
Il detective Jacob Kanon (interpretato dal bravissimo e sempre convincente Jeffrey Dean Morgan) viene chiamato a Londra per identificare i corpi di sua figlia e di suo marito, uccisi durante la loro luna di miele. Sconvolto e spinto dal desiderio di riportare a casa sua figlia, Kanon viaggia allora attraverso l’Europa alla ricerca di qualsiasi indizio che possa avvicinarlo alla giustizia, e alla pace. È solo quando le varie agenzie investigative si rendono conto che una cartolina è stata inviata a un giornalista in ogni città prima che avvenisse l’omicidio che l’uomo si rende allora conto che di essersi messo sulle tracce di un serial killer con un messaggio. Con l’aiuto di Dessie Lombard (interpretata da Cush Jumbo), una giornalista statunitense di stanza a Stoccolma, della sua ex moglie Valerie (interpretata da Famke Janssen) e dell’ispettore tedesco Bublitz (interpretato da Joachim Król), Kanon riesce così ad avere qualche possibilità di decifrare gli indizi e trovare l’assassino.
A differenza degli altri film di questo genere, il protagonista non è spinto dalla solita brama di vendetta ma bensì è spinto da un bisogno di serenità, in quanto non riesce a rimarginare la ferita finché non avrà scovato l’assassino. Jeffrey Dean Morgan garantisce un’incredibile vulnerabilità, un’umanità che rende credibile una storia veramente disumana. Per quanto Cush Jumbo, Famke Janssen e gli altri del cast facciano un buon lavoro nel sostenere la storia, è solamente quando c’è Jeffrey Dean Morgan in scena che The Postcard Killings guadagna un senso.
Ciò che manca realmente al film è la totale assenza di quel qualcosa che tenga in ansia, di quel colpo di scena o di tensione di cui ha bisogno un thriller. Nonostante l’ottimo lavoro della fotografia, ricreare il colpo d’occhio di un mondo leggermente offuscato nei colori e nella vivacità, come se ne fosse stato definitivamente svuotato una volta che Kanon ha perso sua figlia, la regia di Danis Tanovic è datata e poco ispirata, sviando l’attenzione dall’aspetto estetico di The Postcard Killings.
Inoltre, la narrazione decide di accelerare bruscamente a metà film, una scelta che vorrebbe sulla carta aumentare la tensione in un modo simile, se non che qui, più cose il pubblico viene a sapere, meno la trama generale assume un qualche tipo di senso. Forse, nel romanzo originale di The Postcard Killings sono presenti dettagli capaci di dare maggiore fluidità e che aiuterebbero a mantenere alta l’apprensione mentre Kanon corre contro il tempo per catturare il serial killer o, magari, allungando un po’ i 104 minuti di durata, ci sarebbe stata l’opportunità di mantenere un ritmo più uniforme.
Concludo questa recensione dicendo che il film non è tutto da buttare, alcuni (pochissimi) elementi sono da salvare, la fortuna (non solo per noi), è stata quella di aver saltato il passaggio nei cinema per arrivare direttamente in streaming.
Sempre Vostri
C & C