USA, 2021
Genere: azione, avventura, fantastico, commedia
Durata: 127'
Regia: Jaume Collet-Serra
Jungle Cruise, diretto da Jaume Collet-Serra, è il nuovo film della Disney, nato da una famosa attrazione di Disneyland. Un'operazione simile a quella fatta, ormai ahimè quasi vent'anni fa, con i Pirati dei Caraibi.
Jungle Cruise è un film pieno di ritmo e sorprese ma con personaggi sicuramente meno iconici rispetto a quelli della saga in questione. Ma intrattiene e si prepara, forse, a diventare una saga.
Il nuovo film Disney, presente nelle sale dal 28 luglio e dal 30 luglio disponibile in streaming su Disney+ con Accesso VIP, parte da una riflessione molto importante a mio avviso: oggi che è tutto a portata di video e di click è molto più difficile riuscire a stupire, la magia del cinema è quella di andare in giro per il mondo, ed è stato cosi con il cinema di avventura degli anni Quaranta, quando ancora ogni angolo del mondo non era conosciuto ed era possibile immaginare meraviglie nei luoghi più esotici.
La storia si svolge all’inizio del ‘900 in piena Prima Guerra Mondiale e segue le vicende della dottoressa Lily Houghton (interpretata da Emily Blunt), una scienziata ed esploratrice, che sceglie di partire per la foresta amazzonica e risalire il Rio delle Amazzoni, alla ricerca di un misterioso albero i cui petali hanno dei poteri magici e curativi. Ma è anche un albero che la foresta custodisce con cura, provando a eliminare chiunque tenti di appropriarsene. Fu così anche con il conquistador Aguirre (interpretato da Edgar Ramirez) molti secoli prima. Lily assolda il capitano Frank Wolff (interpretato da Dwayne Johnson) navigatore abile e un po' cialtrone, perennemente in debito con Nilo (interpretato da Paul Giamatti) che ha il monopolio della navigazione sul Rio delle Amazzoni. Nella missione c'è anche il fratello di Lily MacGregor Houghton (interpretato da Jack Whitehall).
Il modello di riferimento è chiaramente la saga dei Pirati dei Caraibi, altro franchise tra avventura e fantasy nato da un'attrazione di Disneyland. Come in quel caso, la chiave sta tutta nel dare a un'attrazione puramente estetica e meccanica, un'anima, dei personaggi, le loro storie, e dei volti. Nella saga diretta da Gore Verbinski il gioco è riuscito soprattutto grazie alla scelta di Johnny Depp come protagonista e alla sua caratterizzazione del personaggio. Al di là della qualità dei film, il suo capitan Jack Sparrow è uno dei personaggi entrati nella storia recente del cinema.
In Jungle Cruise il lavoro è assai più complicato. Un cosa è certa: Emily Blunt è perfetta. L'attrice inglese è bravissima, è un volto capace di dare vita sia a personaggi contemporanei e drammatici (vedi i due A Quiet Place) che a personaggi d'altri tempi. Il suo volto è allo stesso tempo quello di una bellezza classica, ma anche quello di un cartoon, espressivo e mobilissimo. In fondo, era un meraviglioso cartone animato anche la sua Emily dell’indimenticabile Il diavolo veste Prada. Qui Emily Blunt è perfetta per dare vita a un personaggio che è allo stesso tempo reale e astratto. È una sorta di cartoon anche Dwayne Johnson, che è il coprotagonista e mette la sua simpatia e la fisicità al servizio della protagonista, rivelandosi un'ottima spalla, ironico e cialtrone. Il suo capitano è un personaggio misterioso e ci riserverà parecchie sorprese. Si tratta però di due personaggi sicuramente meno iconici e riconoscibili rispetto a Jack Sparrow, e per questo è meno assicurata la loro permanenza nell'immaginario collettivo.
Come protagonisti del film, e come coppia, però funzionano.
Ma, che si parli di cinema d'avventura classico, o che si parli di attrazioni di un parco di divertimenti, l'obiettivo è lo stesso: lo stupore, la meraviglia, la sorpresa. In questo Jungle Cruise si mette in campo una grande fantasia, da giaguari a delfini che provocano incubi, da piranha a piante carnivore, da scorpioni a tarantole e chi più ne ha più ne metta. Il punto è che lo schema è comunque quello del parco divertimenti: una sorpresa a ogni curva, un sobbalzo a ogni tappa, qualcosa che provochi stupore in fondo a ogni tunnel. Il gioco funziona, e anche bene, per un po'. Ma poi comincia ad essere abbastanza ripetitivo. Uno dei colpi di scena del film è anche riuscito, ma molto simile, se non uguale, a una delle sorprese de La maledizione della prima luna. Nonostante il bel personaggio, e il portamento di Emily Blunt, la simpatia di Dwayne "The Rock" Johnson, e un mondo efficace che è stato costruito intorno a loro, l'impressione è che non si sia riusciti a infondere un'anima all'attrazione da parco divertimenti, e a farne grande cinema.
Il personaggio di Lily è una donna in un mondo di uomini, che fa un lavoro da uomini, e lotta per riuscirci, quando c'è chi si stupisce perché porta i pantaloni. Che accada nei primi anni del Novecento è plausibile, che certe cosa accadano oggi no, ed è questo che il film, pur ambientato nel passato, vuole dirci. E in questo senso è un film molto moderno. D'altra parte, appare fuori tempo massimo il personaggio del fratello della protagonista, omosessuale, dipinto purtroppo come lo avrebbe dipinto un film di quaranta anni fa, tutto stereotipi, vezzi e mossette, quando ormai il cinema ci ha dimostrato che certi personaggi possono essere rappresentati in ben altro modo. Così come ci sembra fuori dal tempo che Emily Blunt, per questo film, abbia guadagnato molto meno che Johnson.
In ogni caso, Jungle Cruise è pronto per diventare una nuova saga, e aspettiamo notizie sui prossimi capitoli. Tutto sommato, questi personaggi li rivedremo volentieri.
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C & C