USA, UK, 2019
Genere: Guerra, thriller, storico, azione
Durata: 119'
Regia: Sam Mendes
Prima di parlare nello specifico della pellicola ci tengo a precisare che il film rientra nella categoria dei generi che preferisco, ma… ma (ergo, come diceva Totò) nonostante ciò è da vedere assolutamente!!
La trama del film è piuttosto semplice, si basa infatti sulle vicende di due soldati britannici molto amici che devono portare a termine una missione in poco tempo: consegnare un messaggio al colonnello di un battaglione composto da 1600 uomini (tra cui il fratello di uno dei due) per non farli cadere in una trappola mortale ordita dai tedeschi.
Sam Mendes utilizza come tecnica di regia diversi piani sequenza, poi montati in modo di farlo apparire unico per tutta la durata del film. Per chi non fosse a conoscenza di questa tecnica, il piano sequenza è un’inquadratura senza stacchi che riprende una o più scene che sarebbero state raccontate in più inquadrature.
Il capolavoro assoluto del film è la fotografia (premio Oscar strameritato a Roger Deakins), in particolare in due scene si può ammirare la grandezza e la meraviglia, sequenze che lasciano a bocca aperta e senza fiato. Basta citarne due (chi ha visto il film capirà al volo mentre chi non l’ha visto prenda appunti): “flare scene” e “running scene” … solo una parola: mostruose!!!!
Scene che hanno consentito a 1917 di aggiudicarsi il premio oscar alla miglior fotografia, ai quali bisogna aggiungere però quello per i migliori effetti speciali e il miglior sonoro.
Il film è strutturato come Dio comanda, mette in luce l’assurdità, l’orrore e la crudeltà della guerra contrapponendo allo stesso tempo amicizia e solitudine.
Una pellicola profonda, che rapisce e che da molti spunti di riflessione, due ore in sala volate in un baleno e che a mio giudizio personale avrebbe meritato ben più statuette.
Sempre Vostri
C & C