USA, UK, 2021
Genere: drammatico, storico
Durata: 152'
Regia: Ridley Scott
Un 2021 davvero ricco per Sir Ridley Scott, il quale, dopo qualche anno di assopimento, torna finalmente in grande in forma, dimostrandoci ancora una volta la sua straordinaria capacità di legare il grande spettacolo del cinema epico alla profondità di un dramma ancora attualissimo.
E se, come si vocifera dagli addetti ai lavori, House of Gucci sarà addirittura superiore qualitativamente a The Last Duel non vediamo l’ora di andare in sala a vederlo.
Tratto dall'omonimo libro di Eric Jager (esperto di storia medievale) e ispirato a una storia vera, The Last Duel, racconta dell'ultimo duello legale di Francia, avvenuto nel XIV secolo. Come già detto in precedenza questo film è diretto da Ridley Scott ma è scritto a sei mani da Nicole Holofcener, Ben Affleck e Matt Damon, questi ultimi anche interpreti. La vera potenza di questo prodotto non sta solo nel fragoroso scontro di spade, ma nel mostrarci che per certi versi siamo ancora immersi nel fango del Medioevo.
XIV secolo. Durante la guerra dei cent’anni Inghilterra e Francia si danno battaglia su più fronti. Il conflitto crea tensioni anche nelle terre francesi dove ogni contea cerca di resistere a fatica alla piaga della guerra, della peste e della carestia. Qui si distingue il coraggioso Jean De Carrouges (interpretato da Matt Damon), combattivo cavaliere di un casato in cerca di eredi. Sposerà Marguerite de Thibouville (interpretata da Jodie Comer), non solo per la nobile dote che l'accompagna, perché folgorato dalla bellezza di una donna carismatica. Tornato da una sanguinosa campagna in Scozia, Jean scopre che il suo vecchio amico Jaques Le Gris (interpretato da Adam Driver) ha violentato sua moglie. Ma lo scudiero nega il fatto, perciò non resta che rimettere il verdetto finale al giudizio di Dio. Se Carrouges dovesse perdere, sarebbe la prova della falsità delle accuse e la donna verrebbe bruciata viva. Fin qui, sembrerebbe un classico kolossal storico. Ma The Last Duel sorprende, scegliendo di raccontare la storia da tre diversi punti di vista, quelli dei tre protagonisti, proprio come nel romanzo. Il risultato è un mosaico in cui la verità sfugge continuamente, fino alla terza versione, quella della donna vittima di violenza, l'unica a poter parlare dell'accaduto. Mentre le prime due prospettive tendono a fornire una visione eroica dei fatti, addirittura romanticizzandoli, il punto di vista di Marguerite svela l'orrore dietro la cavalleria: un mondo dove l'unico potere che conta è quello degli uomini, dove la giustizia non esiste e la verità può costarti la vita. The Last Duel è la storia del coraggio di una donna che sceglie di dire la verità ad ogni costo. Un fatto eccezionale, pensando all'epoca in cui è ambientato il film. Un'epoca per molti aspetti simile alla nostra.
Sir Ridley Scott si è buttato anima e corpo nel progetto, e il risultato è evidente, tornando a un genere che da sempre lo affascina. Il film vede anche un ritorno alla sceneggiatura del duo Affleck & Damon, a vent'anni dal premio Oscar per Good Will Hunting. L'unione di questi due elementi garantisce il successo del film. L'atmosfera è sontuosa, si riesce a percepire il freddo che affligge luoghi e personaggi. Tutto si svolge in un'ambiente ostile. La fotografia eleva ogni singola inquadratura, conferendo sfumature e tridimensionalità all'insieme.
La regia è superba, specialmente nelle scene d'azione. Durante lo scontro finale, la tensione è palpabile e Scott dimostra tutta la sua maestria. Impossibile non menzionare il cast, scelto con attenzione. Sopra tutti Jodie Comer, perfetta nel tratteggiare questa donna coraggiosa, dall'animo indipendente e dallo sguardo fiero. Adam Driver brilla come sempre nei panni dello scudiero lascivo e narcisista, dimostrando di essere senza dubbio l’attore del momento. Buone interpretazioni anche per Matt Damon e Ben Affleck, anche se li preferiamo come sceneggiatori.
Concludo la recensione di The Last Duel con una riflessione tutt’altro che banale, nonostante Scott ci regali uno dei duelli più potenti e animaleschi degli ultimi anni, quello che ci ha colpito di questo racconto medievale è la sua atroce attualità. Di quel mai troppo lontano Trecento possiamo ancora toccare l'ego smisurato degli uomini, la totale assenza di empatia degli esseri umani e le urla di donne che faticano a farsi sentire e credere.
Sempre Vostri
C & C