Italia, 2020 - in produzione
Genere: Drammatico, medico
Stagioni: 1
Episodi: 16
Regia: Jan Maria Michelini, Ciro Visco
Italia, 2020 - in produzione
Genere: Drammatico, medico
Stagioni: 1
Episodi: 16
Regia: Jan Maria Michelini, Ciro Visco
Anche stavolta, come sempre più spesso ci sta capitando ultimamente, ci siamo spinti oltre ed abbiamo deciso di affrontare e abbattere i muri cercando di andare oltre i nostri pregiudizi.
Questa volta parliamo di serie tv di produzione RAI. Si, avete capito bene, produzione RAI…
Siamo sinceri fin dall'inizio, anche se penso l’abbiate già capito, non ne siamo appassionati, salvo casi eccezionali, e anzi ci scusiamo in anticipo con tutti i fan di Don Matteo & Co.
Quando in televisione sono apparse le prime immagini relative a “DOC - Nelle tue mani” (nuova e attesissima fiction RAI) e le scene di Luca Argentero nelle vesti di medico, la prima cosa che abbiamo pensato è stata: “Eccoci pronti per una versione italiana del Dottor House”.
Non c’era mai stata una curiosità particolare nel vederla, finché un giorno, per puro caso ci ritrovammo a beccare Luca Argentero che raccontava la storia realmente accaduta a cui la fiction si ispira.
Allora pensammo, perché no? Perché non dare una possibilità alla RAI?
Doc – Nelle tue mani, è ispirata alla storia vera di Pierdante Piccioni, ex primario dell’ospedale di Lodi che perse 12 anni della sua memoria in seguito ad un incidente stradale nel 2013.
"Quando mi hanno detto: "Vuoi vedere i tuoi figli?", ho pensato: "Questi sono matti, fanno vedere a due bambini piccoli il papà col catetere?". E poi sono entrati due giganti con la barba. Ho detto: "Si saranno sbagliati, saranno i figli di qualcun altro. Non sono i miei bambini"
Immaginate di svegliarvi da un coma e di rimanere con la memoria ferma a 12 anni prima del trauma. Convinti che in Italia ci sia ancora la lira e che i vostri figli abbiano ancora 8 ed 11 anni.
Una storia degna dei migliori film drammatici. Purtroppo però… è successo davvero.
Da questa storia parte il racconto di questa fiction. E’ doveroso precisare che tra la storia vera e quella narrata in DOC ci sono, ovviamente e giustamente, molte differenze.
Andrea Fanti (interpretato da Luca Argentero) è un primario la cui brillante carriera viene improvvisamente stroncata da un colpo di pistola: un’incomprensione con un paziente che chiede giustizia per la morte di un figlio a cui ritiene che non sia stata somministrata la cura adeguata, si trasforma in un attentato alla vita di Fanti che perde immediatamente conoscenza.
Al suo risveglio il primario riprende conoscenza dopo una lunga operazione, ma al caro prezzo di veder sfumati i suoi ultimi dodici anni di vita in un colpo solo, di cui non ricorda assolutamente più nulla. Del suo ultimo amore Giulia (interpretata da Matilde Gioli), che è l’unica a credere nella possibilità che la memoria possa tornargli e che lo sostiene, ne ha perso ogni traccia. Del medico brillante ma anche arrogante e cinico che era, ne resta un uomo solo e spaventato e che ha paura persino della sua ombra. Vorrebbe trovare conforto nell'unica cosa che ricorda: i suoi bambini e sua moglie (interpretata da Sara Lazzaro), con cui ormai si era già separato da tempo. Eppure anche in questa camera della sua vita molti ricordi sulle vicissitudini e sulla morte di suo figlio, gli appaiono ancora sbiaditi.
Da quel momento Andrea deve necessariamente cominciare una nuova vita, completamente da zero, e consapevole di aver perso il ruolo di marito di un tempo, di padre e di medico. Due obiettivi lo tengono in vita nonostante la paura: riconquistare sua moglie e la sua carriera.
La carta vincente della serie tv sta proprio nel modo in cui la storia è stata sviluppata: la semplicità l’ha fatta da padrona ed è stata la scelta giusta.
Una nota assoluta di merito per Luca Argentero, che è riuscito ad impersonare il Dott. Fanti in molteplici fasi della sua vita, dimostrandosi estremamente versatile: da innamorato perso di Agnese e dei suoi figli a padre disperato, da medico intransigente a paziente/medico empatico.
Il resto del cast rende bene dei personaggi, costruiti altrettanto bene. Come affermato dagli stessi produttori c’è stato uno studio approfondito oltre misura fatto dagli attori nell'interpretazione dei rispettivi personaggi ed è anche per questo che il pubblico è riuscito ad apprezzare così tanto Doc, macinando ascolti ed arrivando a quasi minare il primato del colosso Montalbano.
Se all'inizio pensavamo che la serie potesse essere una versione all'italiana del Dottor House non avevamo sbagliato del tutto, infatti i registi Jan Maria Michelini e Ciro Visco alternando primi piani a dettagli che possono sembrare insignificanti (ma che non lo sono) hanno rappresentato la ciliegina sulla torta. Identificare le malattie dei pazienti, per chi non è del settore, non è facile ma la velata insistenza su un particolare piuttosto che su un altro spinge anche lo spettatore meno avvezzo alla medicina a sospettare di qualche cosa.
Doc – Nelle tue mani ci ha fatto compagnia fino a metà aprile con 4 puntate e rispettivamente 8 episodi, ma il finale vedrà la luce in autunno. La produzione infatti si è vista momentaneamente costretta a sospendere le riprese a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del COVID-19.
Se non l’avete vista, vi consiglio caldamente di vedere DOC – Nelle tue mani perché è una serie tv che non ha assolutamente nulla da invidiare a tante serie estere e che soprattutto, mai come in questo periodo mette in luce il lavoro del personale medico. Impegnati in turni massacranti, sono l’esercito esausto, provato e coraggioso di cui l’Italia ha bisogno per vincere questa guerra contro questo nemico invisibile.
Sempre Vostri
C & C