USA, 2020
Genere: horror, fantasy
Durata: 87
Regia: Oz Perkins
USA, 2020
Genere: horror, fantasy
Durata: 87
Regia: Oz Perkins
“Non esistono doni nel mondo, niente viene concesso senza che venga presa qualche cosa”
La voglia era talmente tanta di tornare in sala che probabilmente saremmo andati a vedere anche un film con Barbara D’Urso come protagonista. Dopo mesi di astinenza da sala riassaporare quell'atmosfera e quei profumi è stato rigenerante, come svegliarsi da un incubo durato cinque mesi.
Il film con il quale abbiamo deciso di svegliarci dall'incubo (con la speranza che sia tutto passato) è stato Gretel e Hansel, diretto da Oz Perkins, distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 31 gennaio 2020, mentre in Italia, per ovvi motivi che conosciamo, dal 19 agosto dello stesso anno.
C’è ben poco da spiegare, la storia di Hansel e Gretel è nota a tutti, se non quello che il titolo di questo film già anticipa, cioè che è Gretel (interpretata da Sophia Lillis) la protagonista, sorella maggiore di Hansel (interpretato da Samuel Leakey), con il quale vaga nel bosco dopo che la madre li ha cacciati di casa incapace di sfamarli. I due nel loro vagare incontrano le più strane creature, zombie e un cacciatore (interpretato da Charles Babalola) che li indirizza al fine di trovare una via “sicura”. I due fratelli però dopo aver mangiato funghi allucinogeni finiscono affamatissimi in una casa, l’unica che hanno trovato, piena di roba da mangiare e gestita da una donna anziana e abbastanza spaventosa (la strega, interpretata dalle bravissime Alice Krige da anziana e da Jessica De Gouw da giovane).
A differenza di Hansel & Gretel – Cacciatori di vampiri del del 2013, in questa rivisitazione Oz Perkins è estremamente fedele all'opera originale dei fratelli Grimm badando maniacalmente alla fotografia, ad ogni costruzione e ad ogni dettaglio; inoltre cura tantissimo il trucco e l’interpretazione, molto più interessante a mio avviso la strega Alice Krige della protagonista Sophia Lillis.
L'andamento è molto lento, e accompagna Gretel alla scoperta non solo dell'oscuro segreto dell'anziana che li ha accolti, ma anche e soprattutto alla scoperta di se stessa e del proprio oscuro segreto in un interessante gioco di rimandi che concretizza un classico racconto di formazione e di presa di coscienza.
Nessuno lo dice ma lo capiamo sempre che questa scoperta di un potenziale non sta andando bene.
Il risultato è un film d’atmosfere di buona soddisfazione e ad un certo punto anche seria paura.
La nostra considerazione però è che ancora una volta l’horror è stato solo un mezzo per autori in cerca di possibilità di fare film e di dimostrare quel che hanno da dire, a noi è sembrato l’ennesimo inutile inno al femminismo radicale. Il film mette infatti in chiaro subito che il mondo non è un bel posto per una donna, spiega bene come il mondo complotti contro di loro e le marginalizzi, offre alla sua protagonista una strada alle spese degli uomini e poi ci lascia con l’amaro in bocca perché forse non tutto ha funzionato come i protagonisti speravano.
Poco distante dalla trama originale, il film di Perkins rappresenta un tentativo di riproporre in chiave horror uno dei racconti più amati della storia recente, capace di offrire allo spettatore ambientazioni evocative, personaggi e situazioni al limite del demoniaco. Più che del film vero e proprio con questa recensione inauguriamo in un certo senso la vera riapertura delle sale italiane anche perché il film non aggiunge nulla di epocale, oltre alla canonica lotta tra bene e male, mostra per l’ennesima volta l’importanza di prendere coscienza di sé stessi per affrontare le insidie del mondo che ci circonda.
Sempre Vostri
C & C