Francia, 2020
Genere: drammatico, storico, fantastico
Stagioni: 1
Episodi: 8
Ideatore: Aurélien Molas
Francia, 2020
Genere: drammatico, storico, fantastico
Stagioni: 1
Episodi: 8
Ideatore: Aurélien Molas
“Presto l’inferno si riempirà, e quando con c’è più posto all’inferno… i morti tornano sulla Terra”.
La Rivoluzione Francese è tra gli eventi storici più importanti della storia dell’umanità, lo spartiacque temporale tra l'età moderna e l'età contemporanea.
Ma dimenticate i libri di storia, la nuova serie originale Netflix cercherà di mostrare la vera realtà che si cela dietro questo evento epocale.
Si potrebbe pensare si tratti di una serie ucronica, stile The man in the high castle per intenderci, ma La Révolution non si propone di presentarci una deviazione fantastica dal corso reale della storia, quanto di pretendere di svelare una verità che nessuno ha mai raccontato.
Nessuna scena di stampo sociale, nessun approfondimento della disperazione e della fame che affliggevano il popolo francese, la fine dell’aristocrazia francese viene descritta in chiave soprannaturale.
Il protagonista della serie è Joseph Guillotin (interpretato da Amir El Kacem), il futuro inventore della ghigliottina, un medico brillante ma orfano, il quale dopo la brutale uccisione di una ragazza del popolo, scoprirà una malattia che rischierà di contagiare l’intera nazione (oramai siamo tutti, ahimè, esperti) ma che nel corso della serie troverà una contestualizzazione più profondamente politica.
Nella serie originale Netflix il sangue blu, da sempre espressione caratterizzante per la discendenza nobiliare, sarà il morbo che minaccerà il popolo francese.
Una serie inaspettatamente intrigante, che sceglie di privarsi di tutte quelle tematiche sociali sacrificando la realtà storica a scapito della spettacolarizzazione. Una scelta a mio avviso originale e per questo vincente, eludere le cause reali della Rivoluzione Francese giustificandole con l’elemento soprannaturale è un aspetto che ho particolarmente apprezzato.
Attenzione però, la storia non cambia, cambia la sua percezione.
La trama segue le vicende della famiglia del conte di Montargis (interpretato da Pierre Aussedat), misteriosamente assente, del quale fa le veci il fratello Charles (interpretato da Laurent Lucas), che trama nell'ombra, ma deve fare anche i conti con la maledizione di un figlio storpio, Donatien (interpretato da Julien Frison). In questo contesto si muovono le nipoti del conte di Montargis, Medeleine (interpretata da Amélia Lacquemant), affetta da strane ed inquietanti visioni, e di Èlise (interpretata da Marilou Aussilloux), sorella maggiore con una cocente ferita amorosa alle spalle. Due figure anticonvenzionali che faranno da ponte tra la fame dell'aristocrazia e la fame del popolo. Una fame contrastata da quella più concreta di sangue dei nobili che, in un gesto scellerato, puntano ad ottenere l'immortalità contagiandosi proprio con quel morbo sul quale Joseph sta indagando, che conduce ad un incontrollabile cannibalismo.
I non morti di questa serie tv non sono i soliti ai quali siamo abituati, non perdono l’intelletto a causa della fame di carne umana e più se ne cibano più acquistano forza d’animo e vigore fisico.
L’unica soluzione per potersi liberare degli aristocratici infetti è la decapitazione, e non fatichiamo quindi a comprendere il ruolo che avrà Guillotin nella soluzione di questo annoso problema.
Altro aspetto assolutamente positivo sta nella scenografia, un lavoro perfetto nella ricostruzione della Francia di fine Settecento, anche il cast dà buona prova di sé, con un Julien Frison che domina la scena con il suo Donatien un po' troppo sopra le righe, ma comunque riuscito.
La prima stagione è composta da otto episodi, non sono però che un inizio di ciò che sfocerà in seguito nella vera e propria Rivoluzione, della quale abbiamo avuto un assaggio proprio nel prologo del primo episodio. Il finale è infatti più che aperto e lascia sospesi in attesa di una seconda stagione, anche se non si sa ancora se si farà. Questo concetto è molto forte nel corso della serie, infatti tutto sembra essere costruito in funzione di una seconda stagione che ripetiamo, ancora non sappiamo quando arriverà. Questo è uno dei punti che mi hanno fatto storcere un po’ il naso insieme al poco approfondimento dei personaggi, anche se quest’ultimo aspetto può essere compreso in quanto la serie basa sull’elemento action la sua vera natura.
Una serie che però mi sento assolutamente di consigliare, anche gli amanti del genere storico come me la potranno trovare interessante, originale e molto coinvolgente. L'idea di giustificare i moti rivoluzionari con un epidemia zombi che colpisce i nobili mi ha molto divertito, il tutto poi ambientato in una Francia di fine ‘700 sontuosamente ricostruita… In attesa di una seconda stagione, in cui potremo assistere agli avvenimenti che hanno fatto la Storia del mondo moderno rinnovo il mio consiglio nella visione di La Révolution.
Sempre Vostri
C & C