Paese di produzione: USA
Ideatore: Stephen King
Paese di produzione: USA
Ideatore: Stephen King
C’è poco da fare, Derry è un posto maledetto… che si tratti di film, miniserie o romanzi (IO NON CI ABITEREI…).
La storia la conosciamo tutti ormai: sette preadolescenti (il gruppo dei perdenti) combattono un demone malvagio che uccide bambini nelle vesti di un clown. Trent'anni dopo i ragazzi, oramai diventati adulti, tornano nella loro città natale per fermare il mostro una volta per tutte.
Inizio subito dicendo che questo confronto è del tutto soggettivo, quindi sono consapevole del fatto che qualcuno sarà sicuramente in disaccordo con me su quello che scriverò.
La miniserie del 1990, diventata poi un vero e proprio CULT del terrore, è senza ombra di dubbio l’unico Horror che è stato capace di spaventarmi, anche perché visto da bambino e al buio. Diciamo che tutto quel fluire di immagini fu potente, lasciandomi brividi e pensieri per un bel po’ di tempo.
Negli anni ho conservato quella paura nei confronti di quel fottuto e maledetto pagliaccio!!
“I pagliacci non mi hanno mai fatto più ridere…”
Rivedendolo da adulto è normale riconoscere i tanti difetti della pellicola dovuti alla fotografia, al montaggio e anche alla scarsa qualità degli effetti speciali ma stiamo pur sempre parlando di un prodotto degli anni 90.
Ciò che rende memorabile questo film e soprattutto IMPARAGONABILE con il nuovo adattamento cinematografico è proprio il clown. L’interpretazione di Tim Curry nei panni di Pennywise fu MAGISTRALE e non viene minimamente intaccata dagli anni trascorsi, rimanendo indubbiamente la più aderente. Risata sguaiata (che sognavo anche di notte), occhi indemoniati, sorriso smagliante e uno sguardo capace di passare dall'allegria alla furia omicida in un secondo. Non c’è nessun dubbio sul fatto che il suo IT abbia permesso di nascondere alcuni dei difetti tecnici che ho elencato sopra.
Nel “remake” di Muschietti, Pennywise è interpretato dal giovane Bill Skarsgård (figlio d’arte del grande attore svedese Stellan Skarsgård). La sua incarnazione del pagliaccio si differenzia da quella di Tim Curry per un fattore chiave: è terrificante dal primo all’ultimo minuto. Nessun tentativo di ingannare i protagonisti fingendosi un clown giocherellone. Con quello sguardo feroce (reso volontariamente strabico) e quella voce inquietante, spaventa già dalla prima apparizione. Ogni sorriso è un sogghigno e ogni occhiata una potenziale minaccia.
Detto ciò, il nuovo IT (diviso in due capitoli) non si può dire che sia brutto, non lo è assolutamente.
Non è un film horror però, ma un buon thriller.
La fotografia è cupa, alcune immagini sono giustamente più cruente rispetto al primo lungometraggio (vedi la morte di George all'inizio, ma non solo…) e gli effetti speciali sono ovviamente imparagonabili.
La trama del nuovo film è leggermente più fedele al romanzo (dal quale, precisiamo però, si discostano entrambi).
Dal punto di vista tecnico, Muschietti decide di dividere la storia in due capitoli mostrandoci nella prima parte solo le vicende del club dei perdenti e di come si sono formati fino ai primi incontri con Pennywise e del modo in cui inizia ad entrare nelle loro vite attraverso le loro più profonde paure.
Nella seconda parte uscita due anni dopo (IT- capitolo 2,2019) rivediamo i protagonisti, ma con uno stacco temporale di 27 anni. Ormai adulti, i ragazzi del club dei perdenti dovranno affrontare ancora una volta il caro vecchio clown.
Al contrario, la miniserie diretta da Wallace giocava molto sull'alternanza passato-presente, ben fatti e ben scritturati (come i flashback al momento della “convocazione” degli adulti a Derry, ad esempio).
Promosso a pieni voti quindi il gioco di specchi tra passato e presente; vedere come la minaccia di IT si propaga immutabile nel tempo mentre tutti i giovani “eroi” erano invecchiati e sempre più amareggiati.
Una cosa importante da dire è che non possiamo parlare di Remake, per il semplice fatto che l’ambientazione temporale è diversa. Nella pellicola degli anni ‘90 la storia si svolge tra il 1960 e il 1990 mentre nel nuovo film, il regista ha deciso di spostare gli eventi descritti di vent'anni.
Per chi come me è cresciuto e si è spaventato con il vecchio IT avrà sempre quel voto di parte, ma non per questo scredito i due capitoli diretti da Andy Muschietti, anzi ne consiglio comunque la visione.
“…galleggeranno tutti e galleggerai anche tu... lo vuoi un palloncino??”
Sempre Vostri
C & C